martedì, aprile 08, 2014

1925

Dal 2005 i rappresentanti che mandiamo (o che i partiti vogliono mandare, più precisamente) in Parlamento sono eletti con la legge n.270 del 21 dicembre, definita dal suo stesso autore il porcellum.
Il 4 dicembre 2013 questa legge è stata dichiarata incostituzionale.
Nel frattempo abbiamo assistito più o meno passivamente all'avvicendamento di svariati personaggi alla guida del Paese, tutti intenzionati a riformare, risolvere, rottamare senza per altro che le condizioni di vita dei cittadini abbiano registrato il minimo miglioramento, anzi.
Ora abbiamo un presidente del consiglio eletto dal partito che ha avuto il maggior numero di voti, diverso da quello che guidava la coalizione alle elezioni del 2013 (il che porterebbe a dedurre che siamo una partitocrazia e non una democrazia, a ben guardare).
Un presidente del consiglio eletto dalle primarie di uno dei partiti che ha vinto le elezioni con una legge elettorale incostituzionale.
Fatto di una gravità eccezionale.
E invece di andare alle elezioni con il proporzionale come richiederebbe la sentenza della corte costituzionale (vedi post precedente), come consiglierebbe una normale pratica democratica, senza parlare del buon senso, si lavora per riformare il procedimento legislativo, abolendo il bicameralismo, e quindi il Senato, e accentrando tutti i poteri legislativi nella sola Camera. 
Inutile dire che il Senato avrà funzione consultiva - considerato il modus operandi dei nostri passati governi, essa risulterà superflua e non servirà in nessun modo a influenzare le decisioni della Camera - e risulta incomprensibile come un Senato non elettivo possa essere legittimato a occuparsi di materia costituzionale ed elettorale, di trattati internazionali, di diritti fondamentali della persona, di commissioni d'inchiesta
Inutile dire che questa modifica servirà a ridurre le spese della macchina governativa: bastava ridurre il numero e la remunerazione dei parlamentari esistenti. 
Inutile dire che l'iter legislativo risultava troppo macchinoso con il bicameralismo: se in Parlamento sedessero persone che si impegnano per l'interesse generale e non per i loro interessi particolari, l'iter non sarebbe così lungo - e comunque la deliberazione è vitale nel procedimento democratico.
Una società che permette questo tipo di intrallazzi ha perso ogni fiducia in quel concetto di democrazia che ha guidato le azioni dei padri fondatori della nostra Repubblica oltre che nella classe politica.
E' un'opinione pubblica che, talvolta inconsapevolmente, tende ad assorbire passivamente informazioni manipolate ad hoc dai giornali e dalle televisioni - e anche Internet spesso ricade nelle stesse logiche. 
I media, che si nutrono di vendite pubblicitarie e aderenze politiche, operano prediligendo consumo e ricerca dell'audience, sfruttando colpevolmente gli istinti più bassi del lettore/spettatore da un lato e facendo da megafono alla voce del padrone dall'altro, a danno dei valori fondamentali necessari alla sopravvivenza di una comunità.
Così la richiesta di riflessione e di rispetto delle regole diventa, etichettata negativamente, "conservatorismo", gli atti dovuti dei governanti vengono magnificati e riportati come conquiste, le banali dichiarazioni di un qualsiasi politico straniero sulla situazione italiana viene riproposta come condivisione di interessi e assensi sull'operato del governo.
Siamo tornati alla propaganda orchestrata dal Ministero della Cultura Popolare e non ce ne siamo neanche resi contro.
Siamo tornati alla lista unica, chiamata oggi grande coalizione.
Stiamo tornando ai sindacati unici con la continua erosione dei diritti dei lavoratori nel nome della flessibilità, assolutamente inutile in assenza di richieste da parte del mercato del lavoro.
Stiamo tornando al Capo del Governo Primo Ministro Segretario di Stato, che non deve rispondere del suo operato al Parlamento (l'attuale macchina dei partiti più l'abnorme premio di maggioranza e gli sbarramenti previsti dall'italicum sono la prova del tentativo in atto).
E stiamo permettendo la trasformazione di fatto dell'ordine costituzionale della Repubblica, ad opera di soggetti che non avrebbero autorità in merito, con la scusa della governabilità.
Stiamo tornando ad uno dei periodi più bui della storia del nostro paese.
Stiamo tornando al 1925.

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