lunedì, luglio 22, 2013

Democrazia

La democrazia per esistere deve garantire il rispetto delle procedure - insieme con il suffragio universale, l'offerta multipla e la garanzia dei diritti inviolabili - , deve basarsi su deliberazioni (dal latino deliberare, da libra cioè "bilancia", azione che consiste nella discussione, nella ponderazione dei pro e dei contro, nella dialettica, nel discorso) e avere come fine ultimo il bene comune.
Nonostante l'agomento non sia di pubblico dominio, e non venga trattato dai media - di cui non possiamo che ricordare la totale parzialità nel riportare le notizie a causa di un conflitto di interessi mai risolto e continuamente ignorato da ogni forza politica, accettato come inesorabile -  nel nostro paese questo tipo di forma di governo sembra sempre più in pericolo.
Il governo di scopo, che unisce in una unica coalizione (che ricorda molto il partito unico di un altro ventennio) forze di governo che nella loro intrinseca natura sono caratterizzate da concezioni politiche assolutamente divergenti, annulla il concetto di offerta multipla e comunque non riesce a produrre risultati altri che aumenti di tasse o di spese militari e invece del confronto nato dalla discussione riduce il suo esistere ad una sopravvivenza fatta di ricatti e vergognose imposizioni da una parte e aberranti giustificazioni e accettazioni di tali ricatti dall'altra.
E assistiamo allibiti ad una Presidenza della Repubblica che, invece di limitarsi a essere organo istituzionale di garanzia e indirizzo come previsto nella nostra Costituzione, impone de facto continuità governative agendo come se la nostra non fosse una Repubblica parlamentare.
Questa classe politica prepotente, auto nominata, spesso poco incline a sottostare alle leggi - e che quando è condannata grida allo scandalo, quasi alla lesa maestà -, collusa quando non parte integrante del potere economico, sorda o pronta a ordinare alle forze dell'ordine di ridurre al silenzio qualunque richiesta, anche la più condivisa e legittima, da parte dei cittadini, risulta molto lontana dai principi fondanti della Repubblica.
Difficile individuare in questo triste e confuso dramma che è la nostra realtà politica gli elementi che richiamano ai valori della democrazia.


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