sabato, aprile 27, 2013

Governo di larghe intese?

In queste ore si stanno decidendo le spartizioni del bottino elettorale.
Il Partito Democratico, il partito con più voti nelle ultime elezioni, lo ricordo a tutti i lettori, finalmente libero da legami con la sinistra - intesa ormai esclusivamente come figura retorica esistente nell'immaginario collettivo - organizza con la destra, nemica fino a due giorni prima delle elezioni, la divisione dei poteri.
Più danno di così gli sciagurati non potevano fare.
Hanno rieletto un Presidente che ha fatto rimpiangere ogni suo predecessore e lo hanno chiamato salvatore della patria.
Hanno rinunciato a priori all'unica proposta disponibile per tentare un vero rinnovamento della realtà politica con la scusa di non potersi fidare del M5S, preferendogli come alternativa quel soggetto affidabilissimo, sempre in attesa di giudizio, che tutti sappiamo.
Inoltre, non hanno ancora finito di realizzare il "nuovo" governo con figure che in altri paesi democratici sarebbero state escluse dai pubblici uffici da anni o eliminate dai ranghi di partito da decenni, e già, incredibilmente, nei talk show serali spuntano nuovi eredi, nuove figure pronte a prendere il posto di chi ha appena organizzato questo garbuglio (e chi si propone come sostituto non critica neanche quanto sta succedendo, si preoccupa esclusivamente di proprorre una nuova immagine, un nuovo pretesto per farsi eleggere).

Ora avremo un governo che permetterà al Caimano di organizzarsi una tranquilla vecchiaia, con il suo quasi vice agli Interni, altri azzeccagarbugli del suo seguito nei posti chiave, e il concetto di bene comune reinventato e "ad personamizzato".
E un paese sempre più obsolescente, in ritardo, escluso, con una buona parte dell'elettorato deluso dalla situazione politica, con la crescente consapevolezza che la speranza di far parte di una comunità di persone eguali e libere sia solo un sogno o, nella migliore delle ipotesi, un vago ricordo.

Complimenti a tutti.

Nessun commento: