sabato, marzo 30, 2013

Parallelismi


Sul blog di Beppe Grillo gli "eletti" (intesi coloro i quali fanno parte della schiera dei grillini abilitati alla votazione) possono già da sabato scorso votare per decidere chi candidare alla Presidenza della Repubblica. Quindi, in un momento in cui la ragione consiglierebbe di considerare la formazione di un governo il problema da risolvere in modo più immediato, in quanto potrebbe apportare le riforme che lo stesso Movimento ha usato come elementi alla base del suo agire durante le elezioni e fin dalla sua fondazione, si pensa alla più alta carica dello Stato. Scelta discutibile e comunque indicativa di una discrepanza tra il dire e il fare del Movimento. Sarà (o sarebbe) interessante sapere quanti degli "eletti" hanno un computer e quanti hanno preso parte alla votazione. E magari scoprire il motivo per cui questa procedura non è stata attuata in precedenza per altre questioni. E anche quanti dei votanti hanno deciso liberamente, senza condizionamenti dall'alto. L'etero-direzione pare infatti una caratteristica della fazione se pensiamo a quanto accaduto con i Parlamentari del M5S fino ad oggi. 

In settimana si è scoperto che uno dei deus ex machina del Movimento aveva partecipato ad altre elezioni in precedenza nelle file di Forza Italia. Fatto che in un paese come il nostro non può che preoccupare.

Ieri Grillo ha dichiarato che avrebbe potuto godersi i suoi soldi guadagnati con 41 anni di lavoro invece di entrare in politica. Un altro personaggio del panorama politico italiano aveva fatto dichiarazioni dello stesso tenore.

Speriamo non proponga di pagare di tasca sua l'IMU, alle prossime elezioni.

domenica, marzo 24, 2013

Continuità a istituzioni democratiche

Il presidente Napolitano auspica che i politici riescano a trovare un equilibrio per gestire la cosa pubblica.
L'incarico di formare un governo è stato affidato a Bersani, il cui partito si è finalmente accorto di essere stato il più votato nelle ultime elezioni.
Le opzioni possibili sono però difficili da conciliare. Il M5S al momento non ha ancora presentato un programma organico e comunque continua a preferire l'imposizione di diktat alla deliberazione. Il PdL vuole nuove elezioni (almeno oggi) e riscopre improvvisamente il bisogno di garanzie democratiche che quando era al potere aveva dimenticato, come sua abitudine fare da anni in caso di necessità. La richiesta di equità nella distribuzione delle cariche istituzionali è veramente fantasiosa: è stato proprio sotto il governo Berlusconi che la consuetudine di lasciare la presidenza della Camera e del Senato all'opposizione è stata infranta. Ma ora reclama addirittura di avere diritto al Quirinale. O sarà un golpe (?). La Lega farà come gli viene ordinato, come al solito. E Monti non è in grado di condizionare alcuna coalizione.
L'evidenza spinge dunque a credere che il bene di tutti di cui parla il Presidente della Repubblica non sia una priorità per molti.
La condizione nella quale ha vissuto la penisola negli ultimi decenni suggerisce che molti preferiscono destinare l'utilizzo del loro intelletto a ricordare la formazione della squadra sportiva del cuore o gli accadimenti dei serials tv/talk show, come se non ci fosse un passato o un futuro. E molti credono che il loro interesse personale debba venire prima dell'interesse di tutti - etichettando la pratica come 'liberalismo' -, come se, anche facendo parte della comunità, intrinsecamente fossero convinti di essere superiori alla media e di avere diritto a privilegi.
Gestire una nazione non è cosa facile ma se mancano i valori comuni è impresa impossibile: gli atteggiamenti descritti sono tanto diffusi che le speranze di reperire principi condivisi come forza coesiva per dare continuità sono francamente scarse.


[...] "Nasce dunque la città" dissi, "io ritengo, perchè di fatto ciascuno di noi non è autosufficiente, ma è carente di molte cose. O pensi che ci sia qualche altro punto di inizio della fondazione della città?"
"Nessun altro" disse.
"Non accade dunque che un uomo se ne associ un altro in ordine a un bisogno, e un altro ancora per un altro bisogno, e che avendone molti, molti si raccolgano in un solo insediamento formando una comunità di reciproco aiuto - e a questo insediamento comunitario abbiamo dato il nome di città. Non è così?" [...]

da “La Repubblica” di Platone (369 b)

ad maiora

domenica, marzo 17, 2013

Camera e Senato

Da ieri alla Camera siede Laura Boldrini che è stata porta voce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. E al Senato Pietro Grasso, magistrato per lungo tempo attivo nella lotta alla criminalità organizzata. Se consideriamo i loro predecessori non possiamo che gioire di un cambiamento così radicale e positivo. Un altro fattore che può far ben sperare è che la loro elezione è stata favorita dal voto di parte del M5S, che dimostra una certa autonomia decisionale all'interno della compagine.
Sarebbe stato interessante, dopo tutti questi anni di proclami in cui era stata promessa la possibilità di consultare direttamente "quelli che pagano i loro dipendenti al governo", sapere che era stato sentito ex ante il parere della base degli iscritti al M5S in merito alle decisoni da prendere ma non abbiamo ancora purtroppo traccia della e-democracy - della democrazia diretta che attraverso l'uso della Rete permette di consultare senza intermediari gli elettori (almeno quelli che possono accedere ad un computer connesso e abbiano dimestichezza con il mezzo).

Intanto Grillo, riportano i giornali, dichiara "chi ha tradito si dimetta", continuando a dimostrare una scarsissima capacità di adattamento alle procedure democratiche. Qualcuno dovrebbe metterlo davanti all'evidenza che siamo, nonostante tutti i tentativi di smantellarla degli ultimi anni da parte di chi pretende di comandare invece di rappresentare, una "Repubblica democratica".

Ci riportano la notizia gli stessi giornali che ieri all'unisono, invece di evidenziare costruttivamente la capacità di una parte dei "grillini" di agire in modo indipendente, sottolineavano a gran voce la spaccatura all'interno del M5S. La patologica e perversa tendenza a spettacolarizzare le notizie e divulgare l'opinione della redazione invece di una descrizione imparziale il più possibile vicina alla verità è caratteristica di chi tratta informazione in Italia. Dopo il lungamente auspicato risanamento della classe politica, bisognerà assolutamente bonificare il devastante ambito dei media, tutti in generale, nel nostro paese. 

domenica, marzo 10, 2013

Due settimane dopo le elezioni..

Sono già passate due settimane dalle elezioni. Al momento non sembra siano stati trovati accordi di alcun tipo per la formazione di un governo. La complicata composizione del Parlamento uscita dalle urne certo non facilita molto la situazione. Abbiamo davanti tre schieramenti (una coalizione e due partiti guidati da un leader) molto distanti tra loro:
- Il Partito Democratico, oltre ad essere poco coeso, non riesce a dare dinamicità al suo operare, e neanche alla sua struttura sia in ambito gerarchico che comunicativo.
- il Movimento 5 Stelle, la nuova compagine nel panorama politico italiano, sembra non ancora preparata a fare politica (intesa come gestione della cosa pubblica nell'interesse generale) perchè appena giunta in Parlamento, e per il momento continua, attraverso i suoi portavoce, a ripetere gli slogan che hanno fatto il suo successo nelle piazze.
- Il Popolo della Libertà di Berlusconi, testimonianza di un congenito deficit cognitivo nei nostri compatrioti (almeno di quelli che hanno a cuore il futuro del paese ndr), dopo aver promesso condoni tombali e restituzioni dell'IMU per strappare voti ai più sprovveduti, ora risulta disinteressarsi alla scena politica nazionale ed è sintonizzata esclusivamente sui problemi giuridici del suo padre-padrone.
Intanto il Paese continua a vivere nell'incertezza, il resto del mondo è sempre più perplesso sulle effettive capacità dell'Italia, le agenzie di rating ci declassano (anche se sulle agenzie di rating ci sarebbe molto da dire..). Sulla stampa internazionale, dopo una serie di commenti negativi nell'immediato dei risultati delle votazioni, le indiscrezioni sul Conclave hanno preso il posto dei commenti sulla esasperante scena politica nazionale per quanto riguarda le notizie dalla penisola.
L'entrata del M5S in Parlamento, testimonianza del diffuso malcontento popolare più che nuova forza politica, costringerà i vecchi partiti a fare le riforme necessarie al Paese? Considerato che già dalla sua fondazione una delle prerogative del Movimento è lo sbarazzarsi dei vecchi partiti (inteso come di un vecchio modo di fare politica), sembra difficile prevedere accordi con il PD, l'unica altra forza in Parlamento disponibile e interessata a fare riforme. Un patto PD-PdL sarebbe il suicidio del PD e spero che qualcuno con un briciolo di buonsenso sia ancora in carica nel centro sinistra. Un altro governo tecnico potrebbe portarci alle prossime elezioni? Forse potrebbe essere una soluzione, ma chi si prende la responsabilità? E l'ostruzionismo di M5S e PdL (entrambi, per motivi diversi, prevedibilmente farebbero fronte per boicottare riforme considerate troppo blande o troppo dure, a seconda dei punti di vista ndr) permetterà di raggiungere dei risultati significativi?

aggiornamento delle 21:18

Nel pomeriggio erano circolate voci di una possibile apertura all'allenza con il PD, ma un capogruppo del M5S in serata ha dichiarato "non siamo la stampella dei democratici". Grillo ha detto "se votano la fiducia lascio la politica" (ultimatum più da capo assoluto di un manipolo di automi che da portavoce di un gruppo di individui..)

da la Repubblica * on line