martedì, luglio 10, 2012

mercato libero?

Solo la scorsa settimana abbiamo letto delle dimissioni di Marcus Agius e Robert Diamond, rispettivamente presidente e Ceo della più grande banca inglese, la Barclays scoperti a manipolare la formazione del libor. 

per anni.

e sinceramente, ipotizzare che nessuno all'interno delle istituzioni inglesi ne fosse a conoscenza, sarebbe patetico.

Il libor, cito da Wikipedia è:

"L'abbreviazione LIBOR o Libor indica il London Interbank Offered Rate (inglese, tasso interbancario 'lettera' su Londra), un tasso di riferimento per i mercati finanziari.
Si tratta di un tasso variabile, calcolato giornalmente dalla British Bankers' Association in base ai tassi d'interesse richiesti per cedere a prestito depositi in una data divisa (tra le altre, sterlina inglese, dollaro USA, franco svizzero ed euro) da parte delle principali banche operanti sul mercato interbancario londinese.
Il Libor è il tasso di riferimento europeo al quale le banche si prestano denaro tra loro, spesso durante la notte (in batch notturno), dopo la chiusura dei mercati. Esso è minore del tasso di sconto che gli istituti di credito pagano per un prestito alla banca centrale. Il mercato interbancario è particolarmente importante per assicurare la solvibilità delle banche e dell'intero sistema creditizio, e per una banca è forse il modo più facile e meno costoso di reperire capitali."

quindi, messo in parole povere: loro manipolavano il libor, prestavano i soldi agli istituti di credito che preferivano, questi guadagnavano somme da capogiro e tutti gli altri istituti bancari (attenzione che, alla fine, "tutti gli altri" siamo noi ndr) ci rimettevano.


fino ad oggi.

per anni.


e adesso?


dimissioni, ma al momento non risultano incriminazioni.

Oggi esce quest'altro articolo sulla stampa inglese.

Riporto le prime righe, traducendole:

"L'industria britannica dei servizi finanziari ha speso £ 92m l'anno scorso facendo lobbying con politici e regolatori in una "guerra economica di logoramento" che ha garantito una serie di vittorie politiche.

L'industria si prepara a combattere le rinnovate richieste per radicali riforme in risposta allo scandalo dei tassi (vedi sopra) della Barclays, e un'indagine da parte del Bureau of Investigative Journalism ha rivelato la potenza di fuoco della "macchina per il lobbying" della City, suscitando preoccupazione per il fatto che la sua estenzione e influenza mette gli interessi di tutta l'economia in ombra.
I documenti mostrano come lobbisti della finanza hanno ottenuto una serie di modifiche importanti dai politici di Whitehall e Westminster.
Questi includono:

• Il taglio dell'imposta sulle società nel Regno Unito e le imposte sulle filiali estere delle banche dopo una raffica di lobbying dalla City of London Corporation, la British Bankers 'Association (BBA) e l'Associazione degli assicuratori britannici.

La riforma salverà i miliardi della finanza del settore.

• La neutralizzazione di un piano no-profit a livello nazionale sul regime pensionistico che doveva essere attivato nel mese di ottobre e di cui avrebbero dovuto beneficiare milioni di lavoratori a basso salario e precari.


• Il blocco di piani del governo per una nuova super agenzia di controllo per sorvegliare le società quotate in borsa.
Una approfondita opera di analisi di registri, consultazioni e centinaia di interviste ha individuato 129 organizzazioni coinvolte in una qualche forma di lobbying per il settore finanziario, con 800 persone impiegate direttamente. 

I lobbisti dispongono di personale interno alle banche, società di consulenza sugli affari pubblici, rappresentanti del settore, studi legali e consulenti di management..."[...]

Inglesi (e Americani) hanno fatto della finanza la loro attività principale e sono i dominatori della finanza mondiale, quelli che hanno prodotto tutta la «innovazione finanziaria» e fissato le regole che di fatto la fanno funzionare.


Del rapporto tra politica ed economia negli Usa ho scritto qualche settimana addietro, traducendo l'appello del presidente Obama per non essere travolto dalla mole dei finanziamenti che stanno affluendo nelle casse del suo avversario.

Entrambi i paesi hanno un punto in comune, con tendenze più o meno estreme in ambito economico in base alla composizione del governo di volta in volta eletto: sono tra i principali fautori del neoliberismo e del concetto di mercato libero che si autoregolamenta, con conseguenze positive per tutti. 

E negli ultimi decenni hanno fortemente influenzato il pianeta con questa dottrina.

e poi il "mercato libero" non è libero proprio perché manipolato da chi lo propagandava come la più funzionale pratica dell'economia?



from The Guardian * on line (eng)
from BBC * on line (eng)
da Wikipedia * on line
da l'Unità * on line

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