martedì, luglio 24, 2012

pausa estiva + regalo

il blog va in vacanza per qualche giorno, se volete potete seguire i miei racconti di viaggio

www.duegiridelmondo.net *

vi lascio un ultimo link per chiudere questa stagione aberrante..
un articolo comparso sul Guardian che ci racconta come le élites economiche mondiali sottraggano alle tasse che dovrebbero giustamente pagare, se fossero comuni mortali come noi, fondi per un ammontare di 

13 TRILIONI DI STERLINE

pensateci la volta prossima che andate a votare e date la preferenza ad un partito conservatore.
pensateci la volta prossima che vi arriva una bolletta e non siete sicuri di poterla pagare.

from the Guardian * on line  (eng)

domenica, luglio 22, 2012

The market was made for human beings - not human beings to serve the market.


traduco - parzialmente - l'articolo comparso sul sito della BBC

"A Point of View: What would Keynes do?" - "Punti di vista: cosa farebbe Keynes?"

Come si comporterebbe John Maynard Keynes, uno degli economisti più influenti del 20° secolo, nella situazione economica attuale - riflette il filosofo John Gray.


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"Io ci vedo come ragni d'acqua, sfioranti con grazia, leggeri e discreti come l'aria, la superficie del torrente, senza alcun contatto con i vortici e le correnti sottostanti."

Fu così che John Maynard Keynes, parlando nel 1938 in un discorso poi pubblicato come il suo brillante libro di memorie "Le mie convinzioni iniziali", ricordava se stesso in gioventù e i suoi amici del gruppo di Bloomsbury come erano stati negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale.
L'influente economista di Cambridge è stato ricordato in modo prominente nei dibattiti ansiosi che hanno seguito il crollo del 2007-2008. Per la maggior parte di coloro che invocavano il suo nome, egli era una sorta di ingegnere sociale, che aveva indicato nell'uso del potere del governo la via per risollevare l'economia dalla depressione devastante degli anni '30.
E' così che i discepoli di Keynes lo vedono oggi. Il culto di moda dell'austerità, avvertono, ha dimenticato l'intuizione più importante di Keynes - tagliare la spesa pubblica quando il credito è scarso ha come unica conseguenza un'economia in profonda recessione. Ciò che occorre ora, credono, è quello che Keynes ha sollecitato negli anni '30 - i governi devono essere pronti ad aumentare il credito, stampare più soldi e investire in opere pubbliche, al fine di riavviare la crescita. [...]

[...] Come ricorda nelle sue memorie, lui e i suoi amici a Cambridge e Bloomsbury credevano di conoscere già di cosa consistesse un'esistenza esemplare ed erano assolutamente fiduciosi che potesse essere raggiunta. Influenzati dal filosofo di Cambridge GE Moore, pensavano che le uniche cose che contenevano valore in loro stesse erano amore, bellezza e ricerca della conoscenza.[...]

[...] Keynes viveva la sua filosofia come totalmente razionale e scientifica anche a livello di carattere. Ma era anche la sua religione, ci dice - la fede con cui lui e i suoi amici vivevano. E, per molte ragioni, non era un modo di vivere sbagliato. Lo aveva convinto dell'errore nell'idolatrare il mercato, che ha descritto come "il verme che aveva colpito le parti interne della civiltà moderna ... la sopravvalutazione del criterio economico". Identificare i beni che possono essere raggiunti con il calcolo economico con l"esistenza esemplare" era per Keynes - giovane e meno giovane - un errore fondamentale. Il mercato è stato fatto per gli esseri umani - non gli esseri umani per servire il mercato. [...]


[...] Allo stesso tempo, la "religione personale" di Keynes lo aveva immunizzato contro la fede nel pianificazione economica centralizzata che aveva stregato l'ultima generazione a Cambridge. Egli non è mai stato tentato dal richiamo del collettivismo, che ha liquidato come "la spazzatura torbida della libreria del Libretto Rosso". Credendo fermamente che nulla aveva valore, tranne le esperienze degli individui, è sempre rimasto un liberale.
Per altri aspetti, la filosofia iniziale di Keynes era pericolosamente superficiale. "Siamo stati tra gli ultimi utopisti, o Miglioristi come talvolta vengono chiamati", scrisse, "che credevano in un continuo progresso morale, in virtù del quale la razza umana è costituita da affidabili, razionali e oneste  persone, influenzate dalla verità e criteri oggettivi ... non eravamo consapevoli che la civilizzazione era una crosta sottile e precaria ... solo tenuto insieme da regole e convenzioni sapientemente composte e furbescamente conservate ". Alla base di questa fede compiacente nel progresso era una ingenua fiducia nel potere della ragione. Ispirato da un "razionalismo sottile", scrisse: "Noi fraintendevamo completamente la natura umana, compresa la nostra."
Keynes scoprì quanto illusoria questa fede nella ragione fosse quando nel 1919 partecipò alla Conferenza di Pace di Versailles come parte della delegazione britannica. Il continente europeo era in rovina, e milioni di persone erano affamate o morivano di fame. Eppure i vincitori nella Prima Guerra Mondiale, i quali avrebbero dovuto pianificare il futuro dell'Europa, non riuscirono a evitare litigi tra loro e a tramare la vendetta su una Germania sconfitta. Nel suo libro profetico "Le conseguenze economiche della pace", Keynes prevedeva una reazione popolare in Germania, nata dalla disperazione e dall'isteria, che avrebbe "sommerso la civiltà stessa". [...]

[...] Ho il sospetto Keynes sarebbe altrettanto scettico sulla prospettiva di ritorno alla crescita. Con una popolazione che invecchia sempre più e la crescita del debito, ci sono poche prospettive per le società sviluppate di tenere il passo con la rapida espansione che sta succedendo nei paesi emergenti. Non faremmo meglio a pensare come potremmo godere di una buona vita in condizioni di bassa crescita?
La lezione più importante di Keynes è di disfarci delle idee ereditate. Se ci aggrappiamo alle panacee dei vecchi tempi, rischiamo di perdere la civiltà che abbiamo ereditato. Questa è l'intuizione veramente keynesiana che i nostri leader -  fluttuante con leggerezza al di sopra delle pericolose correnti sotterranee di sentimento popolare come i ragni d'acqua di Bloomsbury - devono ancora comprendere.


from BBC * on line (eng)

martedì, luglio 10, 2012

mercato libero?

Solo la scorsa settimana abbiamo letto delle dimissioni di Marcus Agius e Robert Diamond, rispettivamente presidente e Ceo della più grande banca inglese, la Barclays scoperti a manipolare la formazione del libor. 

per anni.

e sinceramente, ipotizzare che nessuno all'interno delle istituzioni inglesi ne fosse a conoscenza, sarebbe patetico.

Il libor, cito da Wikipedia è:

"L'abbreviazione LIBOR o Libor indica il London Interbank Offered Rate (inglese, tasso interbancario 'lettera' su Londra), un tasso di riferimento per i mercati finanziari.
Si tratta di un tasso variabile, calcolato giornalmente dalla British Bankers' Association in base ai tassi d'interesse richiesti per cedere a prestito depositi in una data divisa (tra le altre, sterlina inglese, dollaro USA, franco svizzero ed euro) da parte delle principali banche operanti sul mercato interbancario londinese.
Il Libor è il tasso di riferimento europeo al quale le banche si prestano denaro tra loro, spesso durante la notte (in batch notturno), dopo la chiusura dei mercati. Esso è minore del tasso di sconto che gli istituti di credito pagano per un prestito alla banca centrale. Il mercato interbancario è particolarmente importante per assicurare la solvibilità delle banche e dell'intero sistema creditizio, e per una banca è forse il modo più facile e meno costoso di reperire capitali."

quindi, messo in parole povere: loro manipolavano il libor, prestavano i soldi agli istituti di credito che preferivano, questi guadagnavano somme da capogiro e tutti gli altri istituti bancari (attenzione che, alla fine, "tutti gli altri" siamo noi ndr) ci rimettevano.


fino ad oggi.

per anni.


e adesso?


dimissioni, ma al momento non risultano incriminazioni.

Oggi esce quest'altro articolo sulla stampa inglese.

Riporto le prime righe, traducendole:

"L'industria britannica dei servizi finanziari ha speso £ 92m l'anno scorso facendo lobbying con politici e regolatori in una "guerra economica di logoramento" che ha garantito una serie di vittorie politiche.

L'industria si prepara a combattere le rinnovate richieste per radicali riforme in risposta allo scandalo dei tassi (vedi sopra) della Barclays, e un'indagine da parte del Bureau of Investigative Journalism ha rivelato la potenza di fuoco della "macchina per il lobbying" della City, suscitando preoccupazione per il fatto che la sua estenzione e influenza mette gli interessi di tutta l'economia in ombra.
I documenti mostrano come lobbisti della finanza hanno ottenuto una serie di modifiche importanti dai politici di Whitehall e Westminster.
Questi includono:

• Il taglio dell'imposta sulle società nel Regno Unito e le imposte sulle filiali estere delle banche dopo una raffica di lobbying dalla City of London Corporation, la British Bankers 'Association (BBA) e l'Associazione degli assicuratori britannici.

La riforma salverà i miliardi della finanza del settore.

• La neutralizzazione di un piano no-profit a livello nazionale sul regime pensionistico che doveva essere attivato nel mese di ottobre e di cui avrebbero dovuto beneficiare milioni di lavoratori a basso salario e precari.


• Il blocco di piani del governo per una nuova super agenzia di controllo per sorvegliare le società quotate in borsa.
Una approfondita opera di analisi di registri, consultazioni e centinaia di interviste ha individuato 129 organizzazioni coinvolte in una qualche forma di lobbying per il settore finanziario, con 800 persone impiegate direttamente. 

I lobbisti dispongono di personale interno alle banche, società di consulenza sugli affari pubblici, rappresentanti del settore, studi legali e consulenti di management..."[...]

Inglesi (e Americani) hanno fatto della finanza la loro attività principale e sono i dominatori della finanza mondiale, quelli che hanno prodotto tutta la «innovazione finanziaria» e fissato le regole che di fatto la fanno funzionare.


Del rapporto tra politica ed economia negli Usa ho scritto qualche settimana addietro, traducendo l'appello del presidente Obama per non essere travolto dalla mole dei finanziamenti che stanno affluendo nelle casse del suo avversario.

Entrambi i paesi hanno un punto in comune, con tendenze più o meno estreme in ambito economico in base alla composizione del governo di volta in volta eletto: sono tra i principali fautori del neoliberismo e del concetto di mercato libero che si autoregolamenta, con conseguenze positive per tutti. 

E negli ultimi decenni hanno fortemente influenzato il pianeta con questa dottrina.

e poi il "mercato libero" non è libero proprio perché manipolato da chi lo propagandava come la più funzionale pratica dell'economia?



from The Guardian * on line (eng)
from BBC * on line (eng)
da Wikipedia * on line
da l'Unità * on line