sabato, maggio 12, 2012

‘Why Don’t We Have Any White Kids?’


qui di seguito traduco un brano dell'articolo del NYTimes che si intitola "Why Don’t We Have Any White Kids?" ("Perché non abbiamo bambini bianchi?" - in classe ndr).
Parla delle differenti realtà all'interno del sistema scolastico americano. 
Parla di una nuova ondata di segregazione razziale, di mancata integrazione, di modelli sbagliati da seguire, di differenti livelli di educazione in base alle scuole che frequenti (quindi, anche se non viene mai menzionato esplicitamente, in base alle diverse risorse economiche di cui disponi ndr).
E mi sono venute in mente le lotte degli studenti nel nostro Paese. 
E l'articolo 34 della Costituzione italiana che dovrebbe proteggerci da questi rischi.


Articolo 34

La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso."

Dovrebbe. 

Almeno questo è lo spirito con cui lo hanno scritto i Padri Costituenti.
Vediamo di non farlo dimenticare ai nostri rappresentanti politici.
Perché, ad esempio, quest'anno la regione Piemonte ha tagliato il 60 per cento dei fondi destinati alle borse di studio. 
NON vogliamo una scuola riservata a chi può permettersi di pagare. Questa logica contrasta apertamente con gli ideali di eguaglianza e di parità di condizioni alla base della nostra società. 

Solo l'educazione permette un futuro alle prossime generazioni e al Paese.

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Lezione di inglese in "seventh-grade" (corrispondente ad un'età dei ragazzi intorno ai 12-13 anni ndr), il sole fa capolino dalle finestre. Il rumore dei clacson in strada fa da sottofondo. Il compito assegnato agli studenti seduti in file composte è quello di identificare un punto di svolta nella loro vita. E' stato positivo o negativo? Sono tutti chini sul banco e scrivono fervidamente. Floriande Augustin, al primo anno di insegnamento in quella scuola, ha invitato gli studenti a condividere le loro scelte. Molte le mani alzate. Una ragazza ha detto che era stato quando ha avuto un gatto, anche se non era sicura del perché. Un altro ha scritto di un incidente d'auto. Un terzo ha parlato del momento in cui hanno sparato a suo cugino: "è stato positivo perché ha capito che la sua vita era senza senso e si è iscritto al college così non correva più il rischio che gli sparassero". La lezione ha poi riguardato Martin Luther King Jr. e i suoi punti di svolta. Ms. Augustin ha raccontato episodi della vita di Martin Luter King Jr. come quando suo padre lo portò a fare shopping per le scarpe e erano stati lasciati ad aspettare nel retro del negozio. Come un autista di autobus gli aveva detto di cedere il suo posto a un passeggero bianco e stare nella parte posteriore del mezzo. Come non aveva più potuto giocare con i suoi amici bianchi, una volta iniziata la scuola, perché era stato iscritto ad una scuola di neri e tutti i suoi amici bianchi erano andati a una scuola di bianchi. Gli studenti intanto scarabocchiato note sui quaderni. Nell'aria si percepisce una considerazione sospesa di cui però nessuno parla. Questa classe all' Explore Charter School in Flatbush, Brooklyn, era piena di studenti neri in una scuola quasi completamente composta di studenti neri. Come Ms. Augustin, che è anche nera, realizza dopo la lezione, "C'era qualcosa come  'Ehi ma.. qui stiamo parlando di questo argomento e guardate... noi siamo tutti neri!'". All'interno del vasto fenomeno della rinnovata segregazione nelle scuole della nazione riscontrato negli ultimi decenni, il sistema scolastico pubblico di New York si profila come uno di quelli nelle condizioni più estreme. Mentre la popolazione nelle scuole pubbliche della città appare diversificata - 40,3 per cento ispanici, del 32 per cento nero, bianco 14,9 per cento e del 13,7 per cento asiatici - molte delle sue scuole non riflettono assolutamente queste percentuali. Circa 650 delle quasi 1.700 scuole nel sistema hanno una popolazione che sono per il 70 per cento composte da una sola razza, rivela un'analisi dei dati relativi al finanziamento delle scuole per l'anno scolastico 2009-10 del New York Times; più della metà delle scuole della città sono almeno per il 90 per cento composte di popolazione nera e ispanica. Explore Charter è una di loro: dei 502 studenti della scuola di questo anno scolastico dall'asilo fino all'ottavo grado, 92,7 per cento sono di colore nero, 5,7 per cento sono ispanici, e una manciata sono di razza mista. Nessun bianco o asiatico. C'è una buona dose di diversità culturale, con gli studenti, per esempio, di Haiti, della Guyana e del patrimonio nigeriano. Ma non di classe. Quasi l'80 per cento degli studenti si qualificano per il pranzo sovvenzionato, un marchio di povertà. Il ritratto della scuola è in linea con le charter schools (scuole sovvenzionate dai fondi pubblici con regolamenti autonomi rispetto agli altri istituti pubblici ndr) a livello nazionale, che sono mediamente meno integrate rispetto alle tradizionali scuole pubbliche.[...]

continua

from NYTimes * on line
l'articolo 34 lo trovate - anche - al link del Senato della Repubblica *

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