sabato, febbraio 25, 2012

processi decisionali 2.0

comincio oggi a condividere on line alcuni passaggi della mia tesi che spero possano aiutare a comprendere e alimentare il dibattito sul presente e sul futuro della società.

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1 Le tecnologie della informazione e della comunicazione e i nuovi paradigmi socioeconomici

Siamo ad un turning point nella situazione sociale ed economica del pianeta.

La nostra esistenza, così come l’abbiamo vissuta fino ad oggi, condizionata dall’idea del mercato come unico punto di riferimento del mondo economico, dall’era del petrolio e della dipendenza dalle fonti di energia basate sui combustibili fossili che hanno indotto il pianeta a dipendere da una piccola ma feroce comunità di produttori, che influenzano l’economia mondiale e che, insieme ad un concetto di produzione che non prende in considerazione la sostenibilità delle pratiche produttive e commerciali, ha prodotto il deteriorarsi dell’ecologia del pianeta. Il nostro stesso stile di vita concepito alla luce delle teorie del contrattualismo che i governanti di tutto il mondo hanno tratto dalle idee dei Classici, della Dichiarazione di Indipendenza figlia della Rivoluzione Americana, dai pensatori figli dell’Illuminismo - principi troppo spesso travisati e tristemente riconducibili alla massima di Tucidide “I forti fanno ciò che vogliono e i deboli soffrono come devono” (1) - deve adeguarsi alle nuove sfide e alla diversa sensibilità ambientale e dei diritti umani riscoperti in modo prepotente negli anni che vanno dalla fine del XX secolo ai nostri giorni.

Ci stiamo avvicinando al tramonto dell’era del petrolio e alla nascita di una realtà economica e sociale condivisa: la naturale evoluzione del mondo moderno ha bisogno di nuovi riferimenti, di modi di vivere e pensare che siano adeguati all’evoluzione che il progresso sociale e tecnologico ha portato con sé. Senza rinnegare o disconoscere il cammino che ci ha condotto fin qui, sarebbe contrario alla voglia di rinnovamento ed evoluzione tipica dell’essere umano non voler provare a raggiungere nuovi traguardi e a lanciare nuove sfide guidati dall’azione innovativa del progresso e dalla necessità di un nuovo modo di vivere, di condividere, di credere, di produrre, di pensare il contratto tra gli uomini e il rapporto con il pianeta.

I difetti strutturali intrinseci dell'organizzazione sociale ed economica ci costringono ad un cambiamento. Le logiche economiche che si rifanno alle teorie che Adam Smith ha esposto nel 1750 (2) non sono più in grado di regolare un mondo cambiato, in una realtà economica soggiogata alle logiche di una finanza che ne ha minato le basi e che si è dimostrata incapace di autoregolamentarsi per permettere al sistema di continuare a esistere senza essere autoreferenziale. Le dinamiche sociali hanno seguito il trend dell’economia, e il continuo richiamo all’atomizzazione delle esistenze ci lascia testimoni non partecipanti di una realtà che ci vuole sempre più lontano dalle decisioni che ci condizionano l’esistenza: è un mondo che cerca la sua ragione di esistere in una struttura diversa da quella gerarchica top down che sempre meno soddisfa le esigenze dei cittadini del terzo millennio. In questo panorama - che ci porta a considerare la transizione da una civiltà legata ai combustibili fossili ad una legata alle energie sostenibili per continuare ad esistere -, un’innovazione come quella portata dall’ ICT apre nuove frontiere che stanno mutando radicalmente la nostra esistenza sia nell’ambito sociale sia in quello economico.

continua

(1) N. CHOMSKY, America, no we can’t, Alegre, Milano 2010
(2) A. SMITH, La ricchezza delle nazioni, Utet Torino 2006

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