mercoledì, dicembre 28, 2011

Occupy alternative to social networks

i movimenti di protesta che hanno scosso l'establishment gli ultimi mesi a tutte le latitudini del pianeta hanno utilizzato il web e i social networks per comunicare e scambiarsi informazioni. Il dittatore egiziano Hosni Mubarak aveva così paura di Facebook e di Twitter che ha dato ordine di spegnere Internet in Egitto. E un video postato su YouTube da qualcuno che si dichiarava appartenente a Anonymous ha spinto le proteste di Occupy da una realtà locale a un movimento nazionale. E gli ashtags di Twitter  hanno trasformato la manifestazione del 17 Settembre in una protesta internazionale. Le autorità hanno però cominciato a richiedere ai social networks  i dati in loro possesso per stroncare le proteste. Da qui nasce l'esigenza di creare un software alternativo in grado di aggirare le richieste considerate illegittime. gli Occupy americani stanno creando il software. Le difficoltà da superare sono ancora tante: sostituire dei giganti in mano alle Corporations richiede tempo. il progetto è Open Source e alcune delle sue caratteristiche - molto interessanti - sono spiegate nell'articolo.
Aspettiamo con ansia di vedere presto la nascita di un nuovo social network libero. veramente libero.


from Wired * on line (eng)

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