martedì, dicembre 20, 2011

i media italiani e il mondo

La scorsa settimana è mancato il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-il. Una morte inprovvisa per il discendente di un altro dittatore, il padre Kin II-sung, deceduto nel 1994. Intanto è cominciata la lotta per la successione: uno dei figli è stato designato come erede ma i media occidentali (stranieri ndr) riportano che all'interno del paese i militari hanno dato segnali di irrequietezza e questo potrebbe portare a sviluppi imprevisti.
L'analisi che vorrei fare della notizia riguarda come è stata trattata dai media italiani. i media nazionali il giorno in cui tutti i quotidiani on line del pianeta mettevano in apertura la morte di Kim Jong-il non avevano trovato spazio per informare gli italiani. In prima pagina c'era lo scandalo delle partite truccate e l'abituale infotainement (crasi tra information e  entertainment  che produce notizie legate al gossip, centrate sugli attori politici trattati come personaggi dello spettacolo). Solo parecchie ore dopo che la BBC, il Times, il NYTimes, le Monde, Liberation ecc ecc si interrogavano sulla ricaduta nel panorama politico mondiale della morte del leader nordcoreano, timidamente, una piccola porzione della home page del Corriere della Sera riportava la notizia, senza azzardare nessun tipo di interpretazione sulle conseguenze politiche dell'accaduto. E nei giorni seguenti la notizia compariva sugli altri quotidiani nostrani on line ma sempre in secondo piano, subordinata alle dichiarazioni dei ministri per la manovra economica, alle evoluzioni dello scandalo calcistico, alla cronaca nazionale. Oggi, 20 dic 2011, mentre la BBC e il NYTimes riportano ancora la notizia in prima pagina con rimandi a commenti scritti da autorevoli giornalisti in pagine successive, la Repubblica la riporta addirittura dopo la notizia che Ruby, la escort famosa per le sue frequentazioni quando ancora minorenne, è diventata mamma. E il Corriere mette nella testata un link ad un video di 1 minuto dedicato alle immagini della camera ardente e poi riporta l'argomento dopo una notizia che titola "Ecco come comprare gioielli in nero. Viaggio nell'Italia che non fa scontrini".




le considerazioni sulla misera condizione dell'informazione nel nostro paese le lascio ai lettori..




ps: sarebbe interessante sapere se le scene di pianto e disperazione collettiva che ci mostrano il cordoglio della popolazione nordcoreana sono frutto di una composizione ad uso e consumo dei media con scopi propagandistici o se davvero la popolazione era stata così sottomessa da non rendersi conto di vivere in uno stato totalitario.

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