sabato, dicembre 31, 2011

Buon 2012

Manifestazione a Tunisi contro il Raggruppamento costituzionale democratico (Rcd), il partito dell’ex presidente Zine El Abidine Ben Ali, fuggito all’estero il 14 gennaio dopo gli scontri dei giorni precedenti.


Da maggio ad agosto gli indignados hanno occupato Puerta del Sol, a Madrid, per protestare contro le misure economiche del governo spagnolo.

Il 9 agosto nel quartiere di Croydon, a sud di Londra, molti edifici sono stati dati alle fiamme durante i riots, le rivolte giovanili contro la violenza della polizia.

Scontri ad Atene, in Grecia, il 19 ottobre, contro le misure di austerità decise dal governo.

Festeggiamenti a Bengasi, in Libia, per la fine del regime di Muammar Gheddafi, ucciso il 20 ottobre.

Un agente spruzza spray urticante contro i manifestanti di Occupy University of California Davis, il 18 novembre.

da l'Internazionale * on line

mercoledì, dicembre 28, 2011

Occupy alternative to social networks

i movimenti di protesta che hanno scosso l'establishment gli ultimi mesi a tutte le latitudini del pianeta hanno utilizzato il web e i social networks per comunicare e scambiarsi informazioni. Il dittatore egiziano Hosni Mubarak aveva così paura di Facebook e di Twitter che ha dato ordine di spegnere Internet in Egitto. E un video postato su YouTube da qualcuno che si dichiarava appartenente a Anonymous ha spinto le proteste di Occupy da una realtà locale a un movimento nazionale. E gli ashtags di Twitter  hanno trasformato la manifestazione del 17 Settembre in una protesta internazionale. Le autorità hanno però cominciato a richiedere ai social networks  i dati in loro possesso per stroncare le proteste. Da qui nasce l'esigenza di creare un software alternativo in grado di aggirare le richieste considerate illegittime. gli Occupy americani stanno creando il software. Le difficoltà da superare sono ancora tante: sostituire dei giganti in mano alle Corporations richiede tempo. il progetto è Open Source e alcune delle sue caratteristiche - molto interessanti - sono spiegate nell'articolo.
Aspettiamo con ansia di vedere presto la nascita di un nuovo social network libero. veramente libero.


from Wired * on line (eng)

lunedì, dicembre 26, 2011

le 100 immagini del 2011

una collezione di foto per ricordare il 2011 che ci sta lasciando.

da l'Unità * on line

venerdì, dicembre 23, 2011

Presidenziali Usa 2012 - Republican Party update

l'altra sera guardando il David Letterman show ho visto, a mio parere, il prossimo candidato repubblicano alla nomina come presidente che potrebbe vincere le elezioni: Jon Huntsman (anche se le primarie in corso non lo danno come favorito).
Politico di lunga data, è stato ambasciatore in Cina, sa quello che dice e lo dice in maniera convincente (certe sue dichiarazioni risultano un po' troppo patriottiche per noi europei ma questo è un altro discorso..).
Bella presenza, niente cadute di stile o esagerazioni alla Gingrich, ha una famiglia molto numerosa - tra cui due ragazze adottate - e una grande passione per la musica che lo rende più friendly rispetto a tutti gli altri candidati e rischia di attirare l'interesse anche di quella parte di elettori che, avendo votato per la prima volta durante le ultime elezioni e avendo votato Democratico, abbiano considerate tradite le loro aspettative quando molte delle promesse contenute nel programma di Obama non si sono avverate.

non so, e forse non sono il solo, se il Presidente Obama si ricandiderà o se al suo posto correrà Hilary Clinton ma lo scontro con i Repubblicani rischia di essere lungo e difficile.

GOP (Grand Old Party - Republican Party) web site *
una panoramica sulle primarie del Partito Repubblicano in atto *
Jon Huntsman web site *

martedì, dicembre 20, 2011

i media italiani e il mondo

La scorsa settimana è mancato il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-il. Una morte inprovvisa per il discendente di un altro dittatore, il padre Kin II-sung, deceduto nel 1994. Intanto è cominciata la lotta per la successione: uno dei figli è stato designato come erede ma i media occidentali (stranieri ndr) riportano che all'interno del paese i militari hanno dato segnali di irrequietezza e questo potrebbe portare a sviluppi imprevisti.
L'analisi che vorrei fare della notizia riguarda come è stata trattata dai media italiani. i media nazionali il giorno in cui tutti i quotidiani on line del pianeta mettevano in apertura la morte di Kim Jong-il non avevano trovato spazio per informare gli italiani. In prima pagina c'era lo scandalo delle partite truccate e l'abituale infotainement (crasi tra information e  entertainment  che produce notizie legate al gossip, centrate sugli attori politici trattati come personaggi dello spettacolo). Solo parecchie ore dopo che la BBC, il Times, il NYTimes, le Monde, Liberation ecc ecc si interrogavano sulla ricaduta nel panorama politico mondiale della morte del leader nordcoreano, timidamente, una piccola porzione della home page del Corriere della Sera riportava la notizia, senza azzardare nessun tipo di interpretazione sulle conseguenze politiche dell'accaduto. E nei giorni seguenti la notizia compariva sugli altri quotidiani nostrani on line ma sempre in secondo piano, subordinata alle dichiarazioni dei ministri per la manovra economica, alle evoluzioni dello scandalo calcistico, alla cronaca nazionale. Oggi, 20 dic 2011, mentre la BBC e il NYTimes riportano ancora la notizia in prima pagina con rimandi a commenti scritti da autorevoli giornalisti in pagine successive, la Repubblica la riporta addirittura dopo la notizia che Ruby, la escort famosa per le sue frequentazioni quando ancora minorenne, è diventata mamma. E il Corriere mette nella testata un link ad un video di 1 minuto dedicato alle immagini della camera ardente e poi riporta l'argomento dopo una notizia che titola "Ecco come comprare gioielli in nero. Viaggio nell'Italia che non fa scontrini".




le considerazioni sulla misera condizione dell'informazione nel nostro paese le lascio ai lettori..




ps: sarebbe interessante sapere se le scene di pianto e disperazione collettiva che ci mostrano il cordoglio della popolazione nordcoreana sono frutto di una composizione ad uso e consumo dei media con scopi propagandistici o se davvero la popolazione era stata così sottomessa da non rendersi conto di vivere in uno stato totalitario.

domenica, dicembre 11, 2011

presidenziali Usa 2012


negli Usa i candidati per le prossime elezioni stanno già partecipando a dibattiti e incontri per decidere chi sarà il loro rappresentante per la corsa alla Presidenza nel 2012.
Ho seguito alcuni di questi incontri e ho visto alcune delle interviste e posso assicurare che per il bene degli Stati Uniti, e del pianeta tutto, spero che siano di nuovo i Democratici a sedere alla Casa Bianca.
Tra i Repubblicani i possibili successori allo studio ovale sono infatti un gruppo di persone che hanno fatto di tutto per dimostrare la loro inadeguatezza alla carica che vorrebbero ricoprire.
A parte Herman Caine (ora ritiratosi) nella memorabile l'intervista in cui non aveva alcuna idea in merito alla questione libica (senza omettere il numero in continua crescita di denunce per abusi sessuali raccolte ndr), anche la dimenticanza del suo stesso programma da parte di Rick Perry durante un incontro per la campagna elettorale non sembra un bell'esempio di lucidità e capacità decisionale.
Poi c'è Michelle Bachmann che è una fonte di dichiarazioni non sempre condivisibili. Tra le tante "apprezziamo tutte le culture ma sapete una cosa? non tutte le culture sono uguali!" oppure "i francesi stanno perdendo la loro cultura perché stanno diventando un paese mussulmano."
E infine Newt Gingrich, il nuovo front runner dei GOP, ha invece pensato bene di dichiarare che: "I Palestinesi sono un popolo inventato."

God bless America.

qui Herman Caine e la Libia.
qui Rick Perry e la dimenticanza del suo programma in piena campagna elettorale.
qui Michelle Bachmann e una serie di dichiarazioni imbarazzanti.
qui Newt Gingrich sui palestinesi "inventati".


AGGIORNAMENTO:
per Newt Gingrich i Palestinesi da popolo "inventato" sono diventati "terroristi che insegnano ad agire i loro bimbi come terroristi nelle scuole" durante il dibattito a Des Moines, Iowa del 10 dic 2011.
da le Monde * on line
dal Guardian * on line