domenica, ottobre 02, 2011

"Non pensare all'elefante!" di George Lakoff 2

... Un altro interessante argomento trattato da Lakoff in questo volume, ma non solo in questo, è la divisione in due grandi blocchi della tipologia di cittadini/persone: il "nurturant parent model" (traducibile con il modello del "genitore premuroso") e lo "strict father model" (traducibile con il modello del "padre severo"). Nascere in una famiglia nella quale i genitori assecondano le scelte del loro figli, che conducono un'esistenza con la quale, dando l'esempio e attraverso la discussione, trasmettono alla generazione che sta crescendo i valori di rispetto nei confronto degli altri, della collaborazione, della responsabilità verso gli altri e dell'impegno civile crea dei cittadini che molto probabilmente saranno progressisiti (ricordate il concetto di "empathy" del presidente Obama alle ultime elezioni?). Il modello del padre severo, che trasmette un messaggio per il quale la visione gerarchica del comando è fondamentale, che non considera l'eguaglianza un valore preferendogli l'ubbidienza, che vede i benestanti meritevoli delle loro fortune perchè frutto della disciplina e del duro lavoro, crea dei cittadini che, uso un'espressione che non trovate nel libro di Lakoff, "piuttosto della libertà si accontentano di padroni buoni". La dicotomia è abbastanza semplificata fino a questo punto. A complicare la situazione c'è la considerazione che in ognuno di noi convivono sia un modello "genitore premuroso" che un modello "padre severo" che si alternano con diversi gradi di intensità, specifiche per ognuno, a volte in base all'ambito in cui ci troviamo ad agire (nel libro si riporta l'esempio di docenti che a casa sono assolutamente comprensivi con le loro famiglie e che in classe diventano dispotici, senza che le due realtà vadano in conflitto). Molto interessante la constatazione con la quale Lakoff ci spiega che spesso sono i valori con cui cresciamo, quelli che ci vengono trasmessi da piccoli, i riferimenti secondo i quali facciamo le nostre scelte politiche, indipendentemente dalla posizione che ricopriamo in seguito all'interno della società. Logicamente, verrebbe da pensare, una persona che non ha lavoro, che non ha avuto modo di ricevere un'istruzione perchè la sua famiglia non era stata in grado di sostenerne le spese (il riferimento in questo caso per Lakoff è il sistema scolastico americano tendenzialmente a pagamento), che non ha assistenza sanitaria gratuita, dovrebbe votare per dei partiti progressisti, che hanno nel loro programma aiuti a chi ha bisogno, sussidi per le scuole e la sanità. Invece, se il modello che prevale in quella persona è quello "padre severo", egli andrà contro i suoi stessi interessi e voterà per i conservatori, per le scuole a pagamento, per la sanità privata: lo schema di pensiero con cui è stato educato lo indurrà a vedere i benestanti come la parte della popolazione che attraverso il sacrificio e l'ubbidienza hanno raggiunto i traguardi che si erano prefissati e che si meritano di vivere una vita migliore della loro. (la vittoria alle elezioni sta nell'attivare il modello di quelli che stanno "in the middle", gli indecisi, come è noto). Questo concetto si ricollega all'evidente potere dei "frame" (cornici di senso) di cui ho accennato nel primo post relativo a questo libro, e a quanto il loro potere sia addirittura superiore alla realtà: quando il frame ci suggerisce una realtà che non è riscontrabile nei fatti, i fatti verranno ignorati e il frame mantenuto (a questo proposito, sempre in chiave di semplificazione per chi legge, mi viene in mente la campagna portata avanti nel nostro paese per decenni, nonostante non esistano praticamente più esempi di tale sistema politico in atto, contro i famigerati "comunisti"). In ultimo accenno all'argomento delle divisioni dei progressisti americani che, come del resto succede anche nel nostro paese, non sembrano in grado di trovare un programma condiviso sul quale battersi contro i conservatori, favorendone l'ascesa, e che continuano a polverizzare le coalizioni mentre dovrebbero invece creare un fronte comune fatto di concetti base (responsabilità, ambiente, diritti civili, beni comuni, protezione dei più deboli e sfortunati) e lasciare ad un secondo tempo il confronto interno, senza spaccare il fronte unitario.

Gli argomenti che trovate nel libro "Non pensare all'elefante!" non sono tutti riassunti nelle mie parole e quindi lascio al lettore la possibilità di trovare nuovi interessanti messaggi nel volume del professor Lakoff. Nel frattempo, volevo informare i più ansiosi, ho trovato il modo di entrare in possesso dell'ultima produzione dell'autore che mi era stata negata in precedenza. Al più presto pubblicherò un altro resoconto sulle teorie del professor Lakoff.

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