martedì, ottobre 25, 2011

Noam Chomsky e le proteste contro Wall street



nell'intervista la giornalista chiede spiegazioni al professor Chomsky relativamente al suo appoggio alle proteste contro la situazione economica. In risposta il docente del MIT dichiara di comprendere le ragioni dei "coraggiosi" che fanno parte del movimento "Occupy Wall street" perchè "le banche sono più ricche di prima, i profitti della finanza stanno raggiungendo valori record mentre la disoccupazione è al livello della Grande Depressione del '29" e "questa gente chiede un cambiamento nelle politiche fiscali e nelle politiche pubbliche da parte dei governi perchè si è instaurato un circolo vizioso per il quale, ad esempio, a New York per la strada possiamo vedere vera povertà e ricchezze fenomenali presenti fianco a fianco - come si possono vedere in alcuni paesi del terzo mondo nei quali le infrastrutture collassano - e la conservazione delle politiche in vigore contribuisce al mantenimento del circolo vizioso e anzi lo aggrava". Intanto per le prossime elezioni le previsioni di spesa per la campagna elettorale di ogni candidato superano il miliardo di dollari e sono proprio le istituzioni finanziarie che contribuiscono a coprire i costi - nella previsione di recuperare le spese attraverso l'appoggio dei politici che sponsorizzano. "Diventa sempre più difficile distinguere tra i politici e le concentrazioni economiche che sovvenzionano la loro elezione. I seggi in Parlamento sono comprati e non meritati". Quando la giornalista chiede cosa rimane del processo democratico americano la risposta è che la domanda andrebbe fatta all'opinione pubblica e 2/3 di loro direbbero che l'intero Congresso andrebbe mandato a casa. "Questo significa che il sistema non funziona come dovrebbe e la gente ne è consapevole. La fiducia nella politica e nelle istituzioni è molto poca. Questa crisi di consenso non è una novità ma nel nostro paese abbiamo raggiunto un grado di insoddisfazione senza precedenti e molto alto anche rispetto agli altri paesi occidentali" conclude Noam Chomsky.

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