sabato, settembre 17, 2011

"Non pensare all'elefante!" di George Lakoff

In questi giorni sto leggendo "Non pensare all'elefante!" di George Lakoff, docente di linguistica cognitiva all'Università di Berkeley, in California. (volume difficile da trovare nelle librerie, almeno qui a Torino. io lo sto leggendo dopo averlo comprato on line). Il libricino è breve ma denso di concetti: un'analisi delle tecniche utilizzate dai think tank della destra conservatrice americana per indottrinare l'opinione pubblica e che, a mio parere, nel nostro paese hanno avuto modo di essere applicate e realizzate come, spero, in nessun'altra democrazia occidentale. Qui di seguito ne faccio alcuni esempi:

- cominciamo con l'informazione: (ritengo corretto specificare che l'analisi del professor Lakoff non considera una concentrazione quasi assoluta nella mani di un unico individuo di tutti i più grandi mezzi di comunicazione, come quella in atto nel nostro paese, fatto che non può che esasperare gli esiti della manipolazione). Possiamo partire dall'utilizzo di "frame" per influenzare il significato delle notizie: questa tecnica serve, insieme alla ripetizione dei concetti che in questo modo diventano "reali" entrando a far parte del nostro orizzonte cognitivo, a creare nell'opinione pubblica una realtà fittizia. Mi spiego meglio con un esempio che riguarda il nostro paese: se tutte le volte ci si riferisce agli extracomunitari come a coloro i quali "vengono in Italia a rubarci il lavoro" e "a violentare le nostre donne", se ogni ora nei tg dei network nazionali rediofonici e se ogni due ore nei tg delle televisioni controllate dalla destra conservatrice si parla di "tsunami umano" che si abbatterà sul nostro paese (magari dando sempre priorità alle notizie relativi agli sbarchi, magari sempre lo stesso sbarco ripetuto all'infinito con il risultato di moltiplicarne virtualmente l'entità), se si evidenziano i reati commessi dai migranti e li si presenta sotto una luce di particolare efferatezza e violenza marcata, il risultato è che l'opinione pubblica sarà spaventata dai migranti e chiederà protezione, leggi più severe e guarderà ai migranti con sospetto. (e non cercare il dialogo ma imporre regole non porta all'integrazione. e non risolve problemi ma li acuisce).

- altra tecnica fondamentale è la privatizzazione delle strutture dello stato sociale, considerato dalla destra come un ostacolo al progresso di una società regolata dalle  leggi del mercato e che attraverso gli aiuti assistenziali frenerebbe lo sviluppo. Come si realizza? Con la scusa di tagliare le tasse. (casualmente, uno slogan tanto in voga anche nel nostro paese fino a pochi mesi fa era "non metterò le mani nelle tasche degli italiani" ndr). Questo è un concetto funzionale alla crescita del debito pubblico e conseguentemente alla necessità di "tagliare le spese". Inutile dire che le prime spese da tagliare sono proprio quelle dello stato destinate all'istruzione, alla sanità, alla previdenza sociale.

- anche per fermare l'istruzione pubblica c'è un metodo: gli aiuti per le scuole private e l'introduzione di "indici di produttività" - comparando inspiegabilmente la conoscenza con i beni di consumo -  sono una strategia mirata alla creazione di centri di strutture educative private, dove gli studenti potranno essere indottrinati dai valori della destra conservatrice, abbagliati e sottomessi all'idea di un personale successo economico, sacrificando ogni capacità critica raziocinante alla logica del mercato (quella logica che vorrebbe tutto regolato dal mercato, una logica che è stata valida agli inizi del capitalismo ma che ora, con il mercato saldamente in mano a potentati e concentrazioni, è ormai solo una fallace illusione), e dalla chimera del merito (omettendo di considerare che in un ambito dove si accede solo perchè facoltosi, il merito si compra, non è una qualità da perseguire). Questa è una realtà già facilmente riscontrabile nel nostro paese: un mio conoscente mi raccontava che ha preferito mandare suo figlio alle elementari in un istituto gestito dal clero per evitare che si trovasse in classe zingari ed extracomunitari e che gli costa lo stesso che iscriverlo alla scuola pubblica! Per non parlare della - gravissima - cancellazione di interi settori dell'attività formativa nell'università pubblica con l'evidente risultato di sabotare il futuro della nazione.

continua

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