domenica, agosto 28, 2011

amare considerazioni uragano Irene

dopo aver letto le prime pagine dei quotidiani Usa on line, pensavo alla difficile situazione che stanno affrontando i cittadini americani che vivono nelle zone che sono sotto l'influenza dell'uragano Irene. centinaia di migliaia di persone costrette all'evacuazione. le forze dell'ordine che provvedono a bloccare l'accesso alle aree considerate più a rischio e gli sfollati trasportati e ospitati in strutture provviste dalle autorità. tutti mobilitati, a partire dal presidente democratico Obama fino agli amministratori e politici locali: indicazioni che testimoniano uno sforzo comune contro l'emergenza. e la tutela dei diritti, comunque, per chi vuole rimanere nella propria casa. un concetto di società, di coesione davanti al pericolo, di integrazione a tutti i livelli, caratteristici di una democrazia matura. l'obbiettivo è la salvaguardia dei cittadini. in un paese il cui Congresso in questi stessi giorni, intimidito dalla destra estrema dei Tea Parties, tenta di smantellare quella fragile riforma di assistenza sanitaria appena varata dai progressisti, nel momento del bisogno, la popolazione, su tutti i livelli della sua organizzazione gerarchica, di qualunque orientamento politico, fa squadra, collabora, decide sul da farsi e realizza quanto ha deciso. uniti per il bene di tutti. nell'interesse collettivo.

inconsciamente ho poi trasportato quella realtà in uno scenario italiano. e ho pensato alle risate nella notte del dopo terremoto dell'Aquila dell'aprile del 2009, alle dichiarazioni dei politici che ci governano, nei giorni dell'emergenza e dopo, fino ad oggi. alla realtà di disagio ancora attuale nella città de l'Aquila e all'idea di costruire nuove micro città per i senza tetto che al momento sono abitate da cittadini che non sanno se e quando torneranno nelle loro case. alle inchieste della Magistratura sugli appalti dati dalla Protezione Civile e sulle spese ingiustificate sostenute dai dirigenti di tale struttura. e, last but not least, all'idea di spostarci un'incontro del G8 che era già stato progettato e le cui strutture erano già state quasi ultimate in Sardegna, per confondere l'opinione pubblica sulla reale situazione dell'area dopo il sisma..

se ci riuscite lasciate un commento che mi risollevi da queste amare considerazioni sulla realtà politico-sociale del nostro paese e sul diverso metodo di affrontare le emergenze.. o almeno, se avete voglia, rifletteteci sopra.

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