martedì, agosto 30, 2011

trivellazioni nell'Artico per la Exxon-Mobil

la compagnia petrolifera Exxon-Mobil ha firmato un accordo con il governo russo per cominciare le trivellazioni in un'area dell'Artico che è stata aperta allo sfruttamento petrolifero, riporta un articolo in prima pagina del NYTimes on line. l'accordo va a sostituire un precedente contratto firmato l'anno passasto con la BP, poi non concretizzatosi. una stima sui potenziali investimenti si aggira intorno ai 500 miliardi di dollari nel lungo termine.

capito perchè le energie alternative non decollano?

dal New York Times * on line (eng)

domenica, agosto 28, 2011

amare considerazioni uragano Irene

dopo aver letto le prime pagine dei quotidiani Usa on line, pensavo alla difficile situazione che stanno affrontando i cittadini americani che vivono nelle zone che sono sotto l'influenza dell'uragano Irene. centinaia di migliaia di persone costrette all'evacuazione. le forze dell'ordine che provvedono a bloccare l'accesso alle aree considerate più a rischio e gli sfollati trasportati e ospitati in strutture provviste dalle autorità. tutti mobilitati, a partire dal presidente democratico Obama fino agli amministratori e politici locali: indicazioni che testimoniano uno sforzo comune contro l'emergenza. e la tutela dei diritti, comunque, per chi vuole rimanere nella propria casa. un concetto di società, di coesione davanti al pericolo, di integrazione a tutti i livelli, caratteristici di una democrazia matura. l'obbiettivo è la salvaguardia dei cittadini. in un paese il cui Congresso in questi stessi giorni, intimidito dalla destra estrema dei Tea Parties, tenta di smantellare quella fragile riforma di assistenza sanitaria appena varata dai progressisti, nel momento del bisogno, la popolazione, su tutti i livelli della sua organizzazione gerarchica, di qualunque orientamento politico, fa squadra, collabora, decide sul da farsi e realizza quanto ha deciso. uniti per il bene di tutti. nell'interesse collettivo.

inconsciamente ho poi trasportato quella realtà in uno scenario italiano. e ho pensato alle risate nella notte del dopo terremoto dell'Aquila dell'aprile del 2009, alle dichiarazioni dei politici che ci governano, nei giorni dell'emergenza e dopo, fino ad oggi. alla realtà di disagio ancora attuale nella città de l'Aquila e all'idea di costruire nuove micro città per i senza tetto che al momento sono abitate da cittadini che non sanno se e quando torneranno nelle loro case. alle inchieste della Magistratura sugli appalti dati dalla Protezione Civile e sulle spese ingiustificate sostenute dai dirigenti di tale struttura. e, last but not least, all'idea di spostarci un'incontro del G8 che era già stato progettato e le cui strutture erano già state quasi ultimate in Sardegna, per confondere l'opinione pubblica sulla reale situazione dell'area dopo il sisma..

se ci riuscite lasciate un commento che mi risollevi da queste amare considerazioni sulla realtà politico-sociale del nostro paese e sul diverso metodo di affrontare le emergenze.. o almeno, se avete voglia, rifletteteci sopra.

martedì, agosto 23, 2011

la ribellione libica : timelines

molte fonti riportano ormai come definitiva la caduta di geddhafi anche se non si conosce ancora il luogo dove si nascondono il colonnello e i suoi collaboratori più stretti.
riporto una serie di presentazioni dinamiche (timelines) relative alla sequenza cronologica degli avvenimenti che hanno portato alla caduta del regime.
un modo di fare giornalismo moderno, sfruttando a pieno le possibilità offerte dall'informatica, che nel nostro paese non vedremo mai, purtroppo.

dal Los Angeles Time * on line (eng)
dal Guardian * on line (eng)
la foto di quanto rimane della statua del rais è tratta dal sito della BBC * on line (eng)

lunedì, agosto 22, 2011

il prezzo del petrolio è sceso. ma non per la stampa italiana..

leggo sul sito della BBC che a seguito degli sviluppi della rivolta libica, il prezzo del greggio è calato.
l'articolo ipotizza che l'avvicinarsi della fine della guerra in libia (il 12esimo esportatore di petrolio nel mondo) abbia convinto i mercati che presto il paese riprenderà a vendere greggio, aumentando le forniture mondiali.

notizia sconosciuta sui media on line, di qualsivoglia tendenza politica, in italia.

meditate genti meditate

dal sito della BBC* on line (eng)

domenica, agosto 21, 2011

dobbiamo ripensare le regole del gioco. adesso.

Fa molto caldo a Torino, come in tutto il resto del paese, in questa fine di agosto del 2011. Nonostante assurde notizie diffuse dai media, gli italiani in vacanza sono pochi, ed essendo nelle loro abitazioni non possono, per leggi fisiche che tutti conosciamo, essere simultaneamente a fare la spola tra la doccia e il ventilatore di casa e in coda verso il mare nelle loro auto. Ma la comunicazione è palesemente distorta da molto tempo. Talmente tanto che molti non riescono neanche a rendersene conto. La crisi che fino a pochi mesi fa era inesistente nelle parole di chi ci governa, colpisce ora tutte le economie del pianeta. La corsa della finanza, le sue speculazioni feroci basate sul potere dei capitali, ha raggiunto il punto di non ritorno verso la catastrofe e fa di tutto per negare l'evidenza, seminando la paura del domani. Negli Usa tenta di demolire una democrazia già provata da decenni di un liberismo che ha raggiunto il culmine con il collasso dei derivati. In Europa, dove non solo non si è compiuta l'unione politica ed economica che era nelle sue premesse, ma che continua a essere figlia di logiche di mercato ormai evidentemente errate, la crisi rischia di dividere un'unione rimasta virtuale e ricreare una realtà fatta di nazioni in contrasto. Nel Maghreb la rivolta contro i potentati è in atto, ma nessun nuovo piano di sviluppo, alternativo a quelli ereditati dagli stati colonizzatori, sembra in discussione. Siamo ad un punto di svolta per l'umanità. Dobbiamo arrenderci all'evidenza che lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, esasperato dalla globalizzazione e dai cartelli economici, ha come devastante conseguenza una moltitudine di lavoratori costretti a subire passivamente i disegni di pochi che agiscono esclusivamente nel loro interesse particolare. Dobbiamo arrenderci all'evidenza che lo sfruttamento sistematico e illimitato della natura ci porta alla distruzione totale. Dobbiamo incominciare a pensare in modo nuovo, cambiare i valori che ci hanno spinto sull'orlo di questo abisso, ma nessuno ha il coraggio o la capacità, o forse il consenso, per tentare il cambiamento. La civiltà occidentale, almeno come l'abbiamo intesa finora, che ha guidato l'evoluzione del pianeta, non sembra più in grado di reagire a queste nuove sfide. La caduta del muro è stata interpretata come la disfatta di un modo di pensare collettivo (irrealizzato anche negli stati che lo proclamavano) ma l'alternativa del libero mercato, intrappolato dalla finanza, ha fallito nelle sue premesse, sconfessando la teoria della mano invisibile e dimostrandosi incapace di realizzare una politica garante del bene comune ma realizzando quella della sopraffazione feroce. e come risultato abbiamo un mondo nel quale una minuscola parte della popolazione abita in case con rubinetteria in oro, una parte intermedia che è stata "addestrata" - dalla comunicazione distorta di falsi valori - a desiderare di accedere alla minuscola elite e milioni di individui che faticano a sopravvivere, ormai anche nelle periferie delle grandi città occidentali, quando non muoiono di fame, malattie o guerra perchè sfortunati abbastanza da nascere nel punto sbagliato del pianeta. Abbiamo milioni di cittadini che hanno versato nella loro carriera lavorativa contributi per assicurarsi pensione e assistenza sanitaria che corrono il rischio di vedersi scippare il futuro perchè derubati da cartelli politico/economici che fanno capo a poche centinaia di privilegiati (e la situazione per i più giovani in questo settore è addirittura peggiore). Abbiamo ragazzi senza futuro che si ribellano nelle nostre città europee puniti con mesi di prigione per aver rubato una bibita, per dare l'esempio alle masse.
Assistiamo inermi al fallimento dello stato di diritto, duramente conquistato con il sacrifico di generazioni nel mondo occidentale, in nome di un'economia cannibale.
Stiamo regredendo.
La speranza di un mondo migliore, attento ai bisogni dell'uomo, tutti gli uomini, e del pianeta, tutto il pianeta, c'è ma chi sta in alto non vuole smettere di governare secondo le sue regole, a discapito di tutto e di tutti.
Dobbiamo fermare questa guerra alla dignità umana e ripensare le regole del gioco.
Adesso.

venerdì, agosto 19, 2011

“Lei qui non può fotografare”? invece si!


sarebbe interessante rifare l'esperimento nel nostro paese e vedere gli sviluppi (cioè: e vedere quanti esempi di abuso di potere incontreremmo).

da l'Internazionale * on line