giovedì, novembre 11, 2010

Persico della Tanzania all'IperCoop di Beinasco (Torino)



di recente ho avuto occasione di vedere il documentario "Darwin's nightmare" (l'incubo di Darwin) - il link per una parte del video lo trovate qui. Nel lato tanzaniano del lago Victoria qualche decennio addietro è stato introdotto il Persico del Nilo, una specie che ha preso il sopravvento su tutte le altre specie presenti in precedenza nel lago. I pescatori vendono tutto il loro pesce alle fabbriche (nel filmato si intervistano un paio di proprietari, non del posto) dove una piccola parte della popolazione locale lavora, con standard europei, per stoccare filetti del Persico - circa 500 tonnellate al giorno ndr - e inviarli in aereo in Europa (aerei cargo che spesso viaggiano dall'Europa all'Africa carichi di armi o munizioni e ritornano carichi di pesce ndr). Uno dei problemi di questo commercio è che in loco non rimane quasi nulla: a parte i soldi spesi dai piloti nei brevi periodi di attesa tra un carico e l'altro, gli stipendi dei pochi direttamente occupati nella fabbricazione e i pescatori - oltre alle lische, la pelle e le teste dei pesci, scarti della produzione destinata alla vendita in Occidente, di cui si nutre la popolazione locale - i lauti introiti del commercio non sembrano avere alcuna ricaduta sul territorio con il risultato che la popolazione locale è strangolata dalla miseria e dall'abbandono. Il contrasto tra le miserabili condizioni di vita della popolazione del luogo e gli aerei cargo refrigerati che partono carichi di filetti per i ricchi mercati europei non può che far riflettere.

Certo, un video può essere "costruito" in tanti modi ma questo ha ricevuto parecchi riconoscimenti importanti (nel 2006 un Oscar del documentario) e quindi si può considerare oggettivo.

Oggi vado all'IperCoop di Beinasco, Torino, e cosa scopro nel banco del pesce?
Il filetto del Persico africano, origine Tanzania (come da foto)!

Inutile dire che non ho comprato il Persico ma vorrei che la notizia fosse fatta circolare: credo che chiunque dopo aver visto le immagini del video linkato - anche se, per meglio comprendere la realtà di quei luoghi, è indispensabile vedere tutto il filmato ndr - sarà contrariato come lo sono io.. oltretutto sono pure socio Coop!

tra l'altro ho avuto modo di scoprire che anche altri supermercati di altre aziende della grande distribuzione lo hanno in vendita.

i consumatori possono condizionare con il loro operato (non acquistando determinati articoli, boicottando, protestando ecc..) la selezione dei prodotti in vendita sugli scaffali dei negozi.

people have the power.

ps: un ringraziamento al Vikingo che ha elaborato il video on line

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