sabato, febbraio 06, 2010

Etiopia, il business italiano delle maxi-dighe difettose











riporto le prime frasi di un interessantissimo articolo da Libre che ci informa (come NON hanno fatto i media di regime ndr) di un'incredibile situazione che si è creata in Africa a causa delle deficienze delle aziende italiane che hanno in appalto i lavori di costruzione di dighe per lo sfruttamento energetico del fiume Gibe.

pazzesco.

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Gioiello idroelettrico made in Italy, è crollato a due settimane esatte dall’inaugurazione, avvenuta il 13 gennaio alla presenza del ministro degli esteri Franco Frattini. Si tratta del Gilgel Gibe II, il tunnel di 26 chilometri costruito per generare energia sfruttando la differenza di altitudine fra il bacino della Gilgel Gibe I e il fiume Gibe. Il cuore naturale dell’Etiopia, lungo la valle del fiume Omo, è un paradiso che sta per sparire, ingoiato da grandi interessi: dietro a questo misero flop, infatti, c’è un intreccio di business a nove cifre, sostenuto negli ultimi 15 anni da Etiopia, Italia ed Europa....

continua

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qui il link per il sito di Libre - Network creativo indipendente nato a Torino nel 2003 - dove trovate l'articolo in versione integrale on line

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