mercoledì, febbraio 17, 2010

Bertolaso, Milano e Tangentopoli

in questi anni di travaglio democratico per il nostro Paese, stiamo assistendo a nuovi inattesi sviluppi della vicenda politica.
Senza tornare sulla situazione giudiziaria del Premier che primo fra tutti dovrebbe avere un briciolo di senso civico e lasciare il suo incarico - e che invece dichiarò a suo tempo "se mi condannano non mi dimetto" ndr - , leggiamo sui quotidiani che un certo atteggiamento nei confronti della Giustizia ha fatto scuola.
Assistiamo infatti ad un'altra "anomalia" della macchina dello Stato: è di questi giorni la presa di posizione del capo delle Protezione Civile che, nonostante sia sospettato di illeciti gravissimi, arriva a dire "Se me lo chiede Berlusconi mi dimetto".
Come se il suo incarico fosse emanazione del capo del governo e non delle Istituzioni, della Repubblica Italiana, la stessa che ci fa portare la mano al cuore quando sentiamo l'Inno di Mameli.
Con le indagini in corso che confermano le indiscrezioni di un sistema di clientelismo sarebbe auspicabile lasciare gli incarichi e aspettare che la Giustizia faccia il suo corso.
Invece potrebbe essere promosso ministro e sfuggire alle sue responsabilità.
Un modus operandi che confonde il ruolo del capo dell'esecutivo con quello del responsabile ultimo della Giustizia che deve essere la Magistratura - come di diritto e come in tutti i paesi che vivono in democrazia.
Questo concetto democratico basilare si chiama divisione dei poteri.
Legislativo, esecutivo, giudiziario.
Ne ha parlato la prima volta Montesquieu nel 1700.


E ora (ri)nasce un problema a Milano dove alcuni assessori sembrano aver ripreso vecchie abitudini, forse mai dimenticate (tra l'altro la notizia è sparita dai quotidiani, inghiottita da San Remo forse..ndr): le corruzione.
Problema tristemente presente a livello nazionale perché questo è quanto deduciamo dall'operato della Corte dei Conti che ha riscontrato un aumento di denunce alla Guardia di Finanza del 229% rispetto all'anno precedente, cui si aggiunge un incremento del 153% per fatti di concussione.
Nella pubblica amministrazione la situazione è seriamente preoccupante: nel solo periodo gennaio-novembre 2009 - rileva il pg Ristuccia nella sua relazione - il Ministero dell'Interno, i comandi dei Carabinieri e della Gdf, hanno infatti denunciato 221 reati di corruzione, 219 di concussione e 1714 reati di abuso di ufficio, con un vertiginoso incremento rispetto all'anno precedente.
Tanto da far dichiarare al procuratore generale e del presidente della Corte dei Conti, Mario Ristuccia e Tullio Lazzaro, "corruzione, patologia tuttora molto grave"

con questi presupposti mi sembra riduttivo parlare "solo" di Tangentopoli 2.
perché forse siamo già andati oltre.


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qui il link per la versione web della notizia da l'Unità on line

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