domenica, febbraio 28, 2010

"Ogni paese la sua usanza" di Moni Ovadia

tristemente realistico il commento sulla situazione italiana che Moni Ovadia paragona a quella americana.
ho visto anche io le immagini del presidente della Toyota che rispondeva alle domande dei parlamentari del Congresso USA e non posso che concordare con le sue parole.
con un evidente imbarazzo.

povera Italia

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qui il link per il commento di Moni Ovadia da l'Unità on line

giovedì, febbraio 25, 2010

Appello per la libertà del pensiero economico

ho appena trovato questo sito di economia.

www.sbilanciamoci.info.

navigando nel sito, a cui collaborano professori universitari (anche della nostra università), economisti esperti del settore, studenti e chi si interessa alla questione, ho scoperto un'idea etica dell'economia che mi interessa e sono d'accordo con la richiesta di un'economia attenta alla sostenibilità dello sviluppo, che già esiste concettualmente e che dovrà essere utilizzata perché quella che ha governato i sistemi economici finora e che basa tutto sul mercato non ha funzionato.
Negli ultimi anni abbiamo dovuto riscontrare che il mercato non può essere lasciato solo perché gli speculatori non si fermano davanti a nulla per il vantaggio di pochi.
Mentre il concetto di sviluppo nella civiltà deve intendere una crescita collettiva, integrazione, interazione, sostenibilità.
Non frammentazione di interessi piegati alla finanza.

la logica del consumo non ha futuro se vogliamo avere un futuro.

senza per forza essere degli economisti e quindi senza bisogno di aver delle conoscenze specifiche nel campo, potete rendervi conto da soli leggendo questo appello che ho trovato "linkato" nel sito e che mi sembra raccolga molte delle tematiche che sono nel sito.
in fondo ho inserito anche il link per firmare la petizione legata all'appello dell'economista Sylos Labini

ad maiora

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03/02/2010

sbilanciamoci.info aderisce al "manifesto per la libertà del pensiero economico", lanciato dall'Associazione Paolo Sylos Labini.

Ecco il testo dell'appello

1. La teoria dominante è in crisi
Oggi dopo anni di atrofizzazione si affaccia un nuovo sentire al quale la scienza economica deve saper dare una risposta. La crisi globale in atto segna un punto di svolta epocale. Come in tanti hanno rilevato, oggi entrano in crisi le teorie economiche dominanti e il fondamentalismo liberista che da esse traeva legittimazione e vigore. Queste teorie non avevano colto la fragilità del regime di accumulazione neoliberista. Esse hanno anzi partecipato alla edificazione di quel regime, favorendo la finanziarizzazione dell’economia, la liberalizzazione dei mercati finanziari, il deterioramento delle tutele e delle condizioni di lavoro, un drastico peggioramento nella distribuzione dei redditi e l’aggravarsi dei problemi di domanda. In tal modo esse hanno contribuito a determinare le condizioni della crisi. E’ necessario ricondurre l’economia ai fondamenti etici che avevano ispirato il pensiero dei classici.
2. E’ urgente riaprire il dibattito economico
E’ urgente riaprire il dibattito sulle fondamenta delle diverse impostazioni teoriche presenti nel campo economico. Occorre respingere l’idea – una giustificazione di comodo per tanti economisti e commentatori economici mainstream – che esista una sola verità nella scienza economica. Occorre dare spazio alle teorie alternative – keynesiana, classica, istituzionalista, evolutiva, storico-critica nella ricchezza delle loro varianti – nell’insegnamento e nella ricerca. Occorre adeguare ai tempi i nostri strumenti, assumendo l’analisi di genere nei nostri studi. E’ necessario dare “diritto di tribuna” ad ogni nuova idea economica nel segno della libertà e del libero confronto. Le concentrazioni di potere (nelle università, nei centri di ricerca nazionali e internazionali, nelle istituzioni economiche nazionali e internazionali, nei media), come quelle che hanno favorito nella fase più recente l’accettazione acritica del fondamentalismo liberista, debbono essere combattute.
3. Un’economia al servizio delle persone
La scienza economica dev’essere intesa in modo ampio, senza definizioni unilaterali e con piena apertura all’interscambio con le altre scienze sociali. L’obiettivo della ricerca dovrebbe consistere nella comprensione della realtà sociale che ci circonda, come premessa per scelte politiche dirette a migliorare la condizione di vita delle persone e il bene comune.
4. Un metodo non più fine a se stesso
A questo fine va indirizzato l’utilizzo delle tecniche disponibili, dall’analisi storiografica a quella econometrica, dall’analisi delle istituzioni alla costruzione di modelli matematici, senza preclusione verso alcuna tecnica ma allo stesso tempo senza che la raffinatezza tecnica dell’analisi divenga un obiettivo autoreferenziale, fonte di conformismo e di appiattimento nella formazione delle giovani leve di economisti. Per questo, va favorito un confronto critico tra impostazioni e analisi diverse.
5. Una nuova agenda
Suggeriamo cinque temi – su cui promuovere studi e iniziative – che ci sembrano di particolare rilievo nella fase attuale:
a. Mercato, stato e società. Dopo decenni in cui il mercato e la sua presunta “mano invisibile” hanno invaso gli spazi dell’azione pubblica e delle relazioni sociali, è necessario pensare nuove forme di integrazione tra mercato, stato e società, con attenzione per i temi della democrazia, della giustizia, dell’etica, in un quadro di sostenibilità ambientale dello sviluppo;
b. Una globalizzazione dal volto umano. Dopo una mondializzazione dei mercati trainata dalla finanza e priva di regole, è necessario pensare a un’integrazione internazionale tra i popoli che sia democraticamente governata, che alimenti i flussi di conoscenze e di persone accanto a quelli di merci, e che promuova la cooperazione sociale anziché la feroce competizione globale.
c. Un nuovo umanesimo del lavoro. E’ necessario ripensare il ruolo del lavoro nelle società moderne, come fonte di reddito dignitoso per tutti, di conoscenze, di relazioni sociali e come strumento di formazione ed emancipazione civile dei cittadini.
d. La riduzione delle disuguaglianze. Le differenze di reddito e di potere, tra paesi e – al loro interno – tra gruppi sociali e persone sono cresciute in modo inaccettabile ed è necessario quindi pensare ad un modello di organizzazione delle relazioni che punti realmente a ridurre le disuguaglianze sociali, territoriali, tra uomini e donne e tra le singole persone. Questo è necessario anche per individuare una credibile via d’uscita dalla crisi, che richiede un rilancio dei consumi individuali e collettivi e degli investimenti pubblici, e l’emergere di una nuova domanda da parte di paesi e gruppi che in passato erano rimasti al margine dello sviluppo e del benessere sociale.
Senza tali cambiamenti il rischio concreto è che si punti a ripristinare il regime di accumulazione neoliberista fondato sulla speculazione finanziaria, e che si alimentino per questa via crisi ulteriori ed ancora più gravi dell’attuale.
e. Uno sviluppo più equilibrato. Va favorita la transizione da una crescita quantitativa senza limiti verso uno sviluppo più equilibrato basato sulla qualità. Occorre impegnarsi per costruire degli indici alternativi al prodotto interno lordo che è inservibile e fuorviante dal momento che non riesce a rappresentare diverse attività economiche, i costi ambientali e il reale benessere della popolazione.


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qui il link per il sito sbilanciamoci.info
qui il link per firmare la petizione per l'appello per la libertà del pensiero economico dal sito di Paolo Sylos Labini

Vauro su il Manifesto






















qui il link per le vignette del mitico Vauro su il Manifesto on line

da "la Palestra" di Daniele Luttazzi

riporto alcune delle battute postate dagli utenti sul blog di Daniele Luttazzi

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Napolitano: «Pertini grande esempio di integrità morale». Chissà cosa avrebbe fatto se gli avessero portato il Lodo Alfano.

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In Italia l’allarme frane è talmente esteso che potrebbero non essere sufficienti i centri massaggio.

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Un fiume di petrolio finisce nel Lambro, diluendolo.

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Berlusconi: "In lista nessun corrotto.” Poi c’è stato il ripescaggio.

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Pilates:

1. Berlusconi: "Noi siamo un governo che valorizza le cose positive, loro propagandano anche all'estero le cose negative del nostro Paese"
2. Berlusconi: "Noi siamo un governo che nasconde le cose negative, purtroppo all'estero non abbiamo il controllo della stampa."

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Parallele:

1. Posto sicuro alla Minetti, l’igienista dentale voluta dal premier.
2. Berlusconi compra il letto di Napoleone e lo fa allargare.

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qui il link per il blog di Daniele Luttazzi on line

mercoledì, febbraio 24, 2010

a proposito di sputtanamenti..

ricordo ancora invettive lanciate da un palco - uno qualunque di quelli che il padrone del vapore pensa acquisiti di diritto, con strafottenza, come se tutti gli italiani fossero suoi dipendenti e tutto gli appartenesse - nelle quali il capo dell'esecutivo si lamentava dello sputtanamento che l'Italia sta subendo negli ultimi anni all'estero.
senza rendersi conto (??) che sono proprio lui e i suoi scagnozzi quelli che "lavorano per la causa sputtanamento".
se voleste una conferma potete cliccare sul link in fondo al post che porta ad una rassegna di pagine di giornali esteri che riportano, tra l'altro, la candidatura di un'igienista ex ballerina per le Regionali nelle liste del PDL e altre vicende italiche.

Comunque gli stranieri sono gli unici che si stupiscono di quanto succede nel Bel Paese.

Sui nostri giornali la notizia dell'ennesima escort in lista è passata in mezzo alle tante altre sulla corruzione dilagante, sulle imbarazzanti dichiarazioni - sempre fatte dal capo dell'esecutivo - in merito alla eleggibilità dei candidati alle prossime elezioni solo se senza carichi pendenti con la Giustizia - in un partito già farcito di condannati in ultimo grado ecc...
Bisogna ammettere che comunque poco riesce ormai a stupire una popolazione che pare sempre più fatalista, profondamente disinteressata per l'inverosimile situazione politica e che non sembra rendersi conto del danno che ciò comporta per le Istituzioni e lo Stato..

mah..

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qui il link per la gallery da La Stampa on line

domenica, febbraio 21, 2010

guerra nel 2010














la guerra ai tempi di Star Wars: questo è quanto mi viene da pensare dopo aver letto questo articolo dal Los Angeles Times.
Infatti si parla dei DRONI, ovvero quelle macchine volanti che non hanno bisogno di pilota a bordo e che possono essere controllate da distanze grandissime (i 7000 droni che sorvolano - armati di fotocamere potentissime e di armi pesanti - l'Afghanistan e l'Iraq sono gestiti per le manovre più complicate dalla Creech Air Force Base, Nevada, USA, lontana 12.000 km ndr)
il concetto di guerra non è più da tempo uomo contro uomo e neppure tecnologia contro tecnologia: a questi livelli possiamo semplicemente parlare di potere economico contro uomo.
perché solo pochi (anzi solo 1, almeno per ora..) paesi nel mondo hanno il know-how e i fondi necessari per produrre armi di questo tipo.

deve essere difficile per le popolazioni locali - molte delle quali vivono in aree remote e in realtà rurali molto arretrate - che si vedono sorvolare da macchine volanti senza pilota che sputano fuoco sui loro villaggi credere alla buona volontà dell'intervento militare occidentale e alle vere intenzioni nei loro confronti.

mah..

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qui il link per la versione web dell'articolo dal Los Angeles Times on line (eng)

giovedì, febbraio 18, 2010

Dona il rene a uno sconosciuto

Torino:
una donna vuole donare un rene a chi ne ha bisogno.
senza legami di parentela o altro.
per solidarietà umana.
ma potrebbe essere impossibile causa normativa e etica professionale.

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qui il link per la versione web della notizia da la Stampa on line

mercoledì, febbraio 17, 2010

Bertolaso, Milano e Tangentopoli

in questi anni di travaglio democratico per il nostro Paese, stiamo assistendo a nuovi inattesi sviluppi della vicenda politica.
Senza tornare sulla situazione giudiziaria del Premier che primo fra tutti dovrebbe avere un briciolo di senso civico e lasciare il suo incarico - e che invece dichiarò a suo tempo "se mi condannano non mi dimetto" ndr - , leggiamo sui quotidiani che un certo atteggiamento nei confronti della Giustizia ha fatto scuola.
Assistiamo infatti ad un'altra "anomalia" della macchina dello Stato: è di questi giorni la presa di posizione del capo delle Protezione Civile che, nonostante sia sospettato di illeciti gravissimi, arriva a dire "Se me lo chiede Berlusconi mi dimetto".
Come se il suo incarico fosse emanazione del capo del governo e non delle Istituzioni, della Repubblica Italiana, la stessa che ci fa portare la mano al cuore quando sentiamo l'Inno di Mameli.
Con le indagini in corso che confermano le indiscrezioni di un sistema di clientelismo sarebbe auspicabile lasciare gli incarichi e aspettare che la Giustizia faccia il suo corso.
Invece potrebbe essere promosso ministro e sfuggire alle sue responsabilità.
Un modus operandi che confonde il ruolo del capo dell'esecutivo con quello del responsabile ultimo della Giustizia che deve essere la Magistratura - come di diritto e come in tutti i paesi che vivono in democrazia.
Questo concetto democratico basilare si chiama divisione dei poteri.
Legislativo, esecutivo, giudiziario.
Ne ha parlato la prima volta Montesquieu nel 1700.


E ora (ri)nasce un problema a Milano dove alcuni assessori sembrano aver ripreso vecchie abitudini, forse mai dimenticate (tra l'altro la notizia è sparita dai quotidiani, inghiottita da San Remo forse..ndr): le corruzione.
Problema tristemente presente a livello nazionale perché questo è quanto deduciamo dall'operato della Corte dei Conti che ha riscontrato un aumento di denunce alla Guardia di Finanza del 229% rispetto all'anno precedente, cui si aggiunge un incremento del 153% per fatti di concussione.
Nella pubblica amministrazione la situazione è seriamente preoccupante: nel solo periodo gennaio-novembre 2009 - rileva il pg Ristuccia nella sua relazione - il Ministero dell'Interno, i comandi dei Carabinieri e della Gdf, hanno infatti denunciato 221 reati di corruzione, 219 di concussione e 1714 reati di abuso di ufficio, con un vertiginoso incremento rispetto all'anno precedente.
Tanto da far dichiarare al procuratore generale e del presidente della Corte dei Conti, Mario Ristuccia e Tullio Lazzaro, "corruzione, patologia tuttora molto grave"

con questi presupposti mi sembra riduttivo parlare "solo" di Tangentopoli 2.
perché forse siamo già andati oltre.


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qui il link per la versione web della notizia da l'Unità on line

lunedì, febbraio 15, 2010

la Binetti se ne va.. Yeah!

con profonda gioia ho letto che la teodem Binetti lascia il PD.
sembra per rifondare una nuova DC:
Bersani si dice dispiaciuto.
io no.

auguri.
e non ci ripensi.

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qui la versione web della notizia da l'Unità on line

Aggiornamento da "la Palestra" del blog di Daniele Luttazzi
(di solito gli dedico un post a parte ma questa è troppo simpatica..):D

L'addio della Binetti divide il Pd.
Gentiloni: "Il partito è più povero"
Enrico Letta: "Dispiaciuto, ma il progetto PD pagherà"
Bersani: "E' dalle tre e mezza che sto ridendo nel letto".

qui il link per il blog di Daniele Luttazzi

sabato, febbraio 13, 2010

Londra sferza il Pd: dieci domande all'opposizione italiana

giustamente i nostri vicini si preoccupano della situazione italiana, dell'anomala realtà che il Paese sta vivendo.
e, consci dell'incapacità dell'opposizione italiana di arginare il ciclone B., un pool di professori, giornalisti, massmediologi del Regno Unito, rispondendo all'appello della think tank Open Democracy e della Open University, si è riunito al Midland Institute di Birmingham per partecipare alla tavola rotonda intitolata "Oltre Berlusconi".

Ci salveranno, di nuovo, gli Alleati?

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qui il link per la versione web dell'articolo - dove trovate le dieci domande - da la Stampa on line

giovedì, febbraio 11, 2010

la striscia rossa dell'unità

L’Italia perde punti in quasi tutte le classifiche che riguardano la scuola, la salute, l’ecologia, i diritti, la cultura (bilancio massacrato) e anche la tecnologia. L’Italia di Berlusconi, un Paese in via di imbarbarimento.
Liberation, 10 febbraio


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qui il link per la rubrica "Striscia rossa" da l'Unità on line

qui il link per l'articolo originale da Liberation on line (fra)

Staino su l'Unità












qui il link per le vignette di Staino su l'Unità on line

mercoledì, febbraio 10, 2010

Delega in bianco per censurare il web

Agcom, una delega in bianco per censurare il Web

La politica ha affidato all'Autorità poteri di cui non dispongono nemmeno i magistrati: potrà bloccare i contenuti "scomodi" senza alcun controllo esterno.

no comment

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qui la versione web della notizia da Zeusnews.com on line

Vauro da il Manifesto
























qui il link per le vignette di Vauro su il Manifesto

sabato, febbraio 06, 2010

Etiopia, il business italiano delle maxi-dighe difettose











riporto le prime frasi di un interessantissimo articolo da Libre che ci informa (come NON hanno fatto i media di regime ndr) di un'incredibile situazione che si è creata in Africa a causa delle deficienze delle aziende italiane che hanno in appalto i lavori di costruzione di dighe per lo sfruttamento energetico del fiume Gibe.

pazzesco.

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Gioiello idroelettrico made in Italy, è crollato a due settimane esatte dall’inaugurazione, avvenuta il 13 gennaio alla presenza del ministro degli esteri Franco Frattini. Si tratta del Gilgel Gibe II, il tunnel di 26 chilometri costruito per generare energia sfruttando la differenza di altitudine fra il bacino della Gilgel Gibe I e il fiume Gibe. Il cuore naturale dell’Etiopia, lungo la valle del fiume Omo, è un paradiso che sta per sparire, ingoiato da grandi interessi: dietro a questo misero flop, infatti, c’è un intreccio di business a nove cifre, sostenuto negli ultimi 15 anni da Etiopia, Italia ed Europa....

continua

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qui il link per il sito di Libre - Network creativo indipendente nato a Torino nel 2003 - dove trovate l'articolo in versione integrale on line

giovedì, febbraio 04, 2010

Padri separati, ecco i nuovi poveri

la situazione di un padre separato spesso non è facile: oltre ad essere estromesso dal nucleo familiare - con poche occasioni di vedere i figli, di regola affidati alla madre - deve continuare a garantire uno standard di vita decoroso alla moglie e ai figli.
questo comporta, oltre a sobbarcarsi le spese del mutuo di casa - nella quale non dimora -, un assegno di mantenimento per la ex moglie e per la progenie fino alla maggior età - o oltre.
e poi deve anche pagare l'affitto di un posto dove abitare e mantenersi.
ricordo un episodio accaduto qualche anno fa nel quale un muratore fuori di casa per un divorzio era morto nella baracca che si era costruito in riva al Sangone (Torino) per un incendio causato della stufetta che aveva acceso per combattere il freddo.
la situazione, a parte pochi iperfacoltosi, può diventare un incubo.
che dura anni.
e chi non ce la fa, si trova costretto a chiedere un aiuto ad associazioni caritatevoli (come quella di cui fa parte padre Clemente Meriggi presidente della fondazione Fratelli di San Francesco di Milano) quando le trova..

viene da chiedersi: tutto questo è giusto? e che logica ha?

sulle dichiarazioni della matrimonialista (ti trovi a dormire su una branda in un centro di assistenza per un divorzio e cosa ti senti dire? "non hanno saputo organizzarsi la vita"! a be'...) in fondo all'articolo del Corriere lascio a voi ogni giudizio..

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qui il link per l'articolo il Corriere della Sera

martedì, febbraio 02, 2010

da "La Palestra " del blog di Daniele Luttazzi

da la Palestra del Blog di Luttazzi

Turchia. Donna partorisce due gemelli, uno del marito e l'altro dell'amante. Se ne sono accorti perchè uno dei neonati cominciava a poppare solo quando l'altro stava dormendo

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Panorama: "Il cazzo di Berlusconi è indagato per un complotto contro il premier".

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D'Addario indagata per complotto contro Berlusconi ordito da magistrati, politici, giornalisti e dal letto grande.

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1. Gaffe di Haiti: Berlusconi elogia Usa e richiama Bertolaso
2. Berlusconi: "Bertolaso merita un posto da ministro" (Reuters Italia)

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qui il link per il blog di Daniele Luttazzi on line

Sicilia Italia 2009

vediamo quale saranno le reazioni dell'esecutivo quando "scopriranno" che in Sicilia i dipendenti pubblici ricevono uno stipendio del 40% più alto dei dipendenti pubblici del resto del Paese (in media 42,756 euro all'anno) e che gli aumenti di retribuzione sono stati tra il 2004 e il 2009 del 38%, mentre il governo aveva imposto la crescita zero nelle remunerazioni del settore pubblico. (fonte Corte dei Conti)
sembra che meglio dell'ultimo governatore Lombardo sia riuscito a fare solo il suo predecessore e alleato più fidato, quel Salvatore Cuffaro - ora senatore nelle fila dell'Udc - a cui è appena stata confermata la condanna per favoreggiamento.

e chissà come ne rideranno i lettori del Figaro (a proposito di sputtanementi all'estero..)

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qui il link per la versione web dell'articolo da il Corriere della Sera on line

qui il link per la versione web della notizia da le Figaro on line (fra)

qui il link per il blog di Raffaele Lombardo, dove la notizia stranamente non compare..;D