venerdì, agosto 07, 2009

telefonia italica

Oggi voglio raccontarvi un’epopea italiana.
Ovvero come possa risultare difficile riuscire a stipulare un contratto d telefonia nel Bel Paese.
Ormai nel 2008 avevo dato disdetta al contratto che mio padre (che vive a casa sua) aveva stipulato con la Telecom negli anni ‘60.
Avevo già cambiato gestore in casa mia e visto il risparmio avevo convinto mio padre a fare altrettanto.
Il nuovo contratto è con Infostrada. Sparisce così l’irreale canone della Telecom. Tutto bene, il trasporto del numero funziona e mio padre dopo una quindicina di giorni ha di nuovo la linea.
La prima bolletta arriva e viene pagata in Posta, poi dico a mio padre di portare la prossima bolletta in banca per farsela addebitare sul conto corrente ( come già era per la Telecom).
Mio padre dopo poco ha qualche problema di salute e le bollette del nuovo contratto telefonico, non ancora domiciliate in banca, non vengono pagate. Dopo qualche mese il telefono risulta muto. Scopro allora quanto avvenuto e come da informazioni ricevute dal servizio clienti di Infostrada (155), pago le bollette e invio le fotocopie dei pagamenti postali al numero di fax da loro fornitomi – per velocizzare le pratiche, mi viene detto.
L’addetta del servizio clienti mi assicura che, all’avvenuto pagamento, e con un’attesa di qualche giorno la linea verrà ripristinata. Passa una settimana e il telefono continua a essere muto. Richiamo l’155 e scopro che, nonostante l’avvenuto pagamento delle bollette, la linea risulta essere in disattivazione. Dopo aver chiesto inutilmente spiegazioni per l’accaduto, mi viene comunicato che riceverò ulteriori comunicazioni in merito a breve.
Il tempo è passato, mio padre ha avuto altri problemi di salute e il telefono non ha più funzionato.
La scorsa settimana - agosto 2009 - contatto l’155 (a questo punto anche per curiosità) e di nuovo mi viene detto che il contratto di mio padre risulta ancora (è passato quasi un anno ndr), e inspiegabilmente, in disattivazione.
Considero l’aggravamento delle condizioni di salute di mio padre e chiedo info per risolvere la questione in tempi brevi.
Risulterebbe che la soluzione più pratica è fare un nuovo contratto (con 49 euro di spese di allacciamento – che sarebbero il doppio se non in promozione ndr) e un nuovo numero di telefono.
Faccio il contratto via telefono e nel giro di poche ore vengo richiamato per confermare il tipo di contratto.
Sembra che nel giro di 15 gg mio padre potrà ritelefonare.
Invece.. i 15 giorni sono passati e ieri mi telefona la stessa addetta con cui avevo fatto il contratto per dirmi che il suo gestionale non le permette di inserire il nome di mio padre nel contratto nuovo e che avrei dovuto fare un altro contratto, questa volta a mio nome..
Sono rimasto senza parole e le ho detto che era inammissibile subire un trattamento del genere da parte di un’azienda che somministra un servizio.
La risposta dell’addetta è stata che riproverà ad inserire il nominativo di mio padre e… mi richiamerà!
Presto contatterò una delle associazioni dei consumatori per risolvere il problema.
Quello che fa pensare è che un’azienda dovrebbe fare il massimo per attirare clienti, e invece non lo fa.
In un mercato veramente libero, sarebbero già chiusi.
Ma non siamo in un mercato libero e neanche in un paese normale.

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