giovedì, gennaio 15, 2009

social card senza copertura

di un esecutivo tendente al protagonismo così ne faremmo volentieri a meno.
non presentarsi alla nomina di Obama perché non si vuole scomparire tra gente normodotata già non mi sembra un bel modo per rappresentare il paese ad una delle cerimonie più importanti del mondo - chissà, magari a qualcuno dell'entourage, a distanza di qualche settimana, uno dei neuroni disponibili ha ridato segni di vita e rischiare di veder definito in mondovisione, magari da uno speaker di Sky, "quello lì piccolino è quello che ha dato dell'abbronzato al presidente" non sembrava indicato..
di essere ricordato come quello che ha svenduto la compagnia di bandiera per favorire i suoi compagni di merende, non gli bastava forse..
preferirà, ne siamo certi, essere ricordato come quello che ha varato la social card e poi ha dimenticato di mettere la copertura dei soldi promessi a chi ha più bisogno.
si perché tra i picchi di genialità intrinsechi a questo esecutivo possiamo annoverare anche questa - ennesima - figura da cioccolataio: in questi giorni molti dei meno abbienti che hanno ricevuto la famosa social card, voluta dal ragioniere creativo, hanno dovuto rimetterla in tasca, probabilmente rossi in volto dalla vergogna, appena dopo aver provato ad utilizzarla perché risulta che il credito richiesto era INSUFFICIENTE.

capiamoci bene: qui abbiamo un governo che sui media si vanta di aiutare i meno abbienti e nella realtà finanzia parzialmente l'iniziativa.
una su tre è senza soldi, infatti

ma neanche in sud america..

attenzione che siamo alla frutta..


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qui la versione web della notizia dalla Repubblica on line

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