venerdì, gennaio 16, 2009

mercato libero?

nell'era del neoliberismo fallito, affiorano le disarmonie di un sistema che solo nelle parole è regolato dal mercato.
in questi giorni il prezzo del petrolio è sceso notevolmente, il barile si tratta intorno ai 40 dollari a Wall Street.
in un'economia di libero mercato, così come ce la vendevano fino a qualche anno fa, questo calo notevole del prezzo di una delle materie prime più importanti, avrebbe dovuto avere come risultato un abbassamento dei costi di produzione, da cui un aumento di offerta di beni sul mercato
Qualunque sia stato il motivo di questo abbassamento, forse poteva servire a rimettere in moto un'economia mondiale che stagna e che ha tutti i segnali di una recessione che durerà anni.
Invece... invece le petroliere cariche di greggio comprato a prezzi bassissimi restano in mare.
restano in mare perché si aspetta un rialzo del prezzo del greggio.
quindi se il prezzo sale, il petrolio c'è.
se il prezzo scende, no.
speculazioni, si chiamano.
da cui si deduce che se il prezzo è alto, chi tratta il greggio - e probabilmente non chi lo produce estraendolo dal suo sottosuolo ndr - ci guadagna e lo mette sul mercato, mentre se il prezzo è basso il greggio rimane nei depositi.
aspetto con ansia che qualche economista mi spieghi come questo operare possa non chiamarsi oligopolio, seppur speculativo, il nemico numero 1 dei mercati liberi di cui al neoliberismo.

mah...

------------------------------

qui la versione web della notizia dalla sezione Economia del Corriere della Sera on line

Nessun commento: