lunedì, gennaio 26, 2009

Evo Morales vince di nuovo




buone nuove dal Sud America. Evo Morales, il presidente indio della Bolivia, è stato confermato nella sua carica di rivoluzionario pacifico e sociale. domenica passata i boliviani hanno votato per dare l'avvio ad un nuova fase per il paese con una nuova Costituzione (400 articoli) che nazionalizza le risorse energetiche e l'acqua, e pone un limite al latifondo agricolo ( la scelta era tra limitare gli appezzamenti tra i 5000 e i 10000 ettari). in più il riconoscimento di pari diritti e una condivisione giuridica con 36 nuove "nazioni" indie all'interno del territorio nazionale. Altro passo saliente, che farà contenti gli uomini del pastore tedesco, è la modifica della situazione religiosa con il riconoscimento del Dio dei Cristiani e di Pachamama (madre Terra) degli Incas.
aspettiamo con curiosità gli sviluppi di questa nuova democrazia.

hasta la victoria Evo

---------------------------

qui la versione web della notizia dal Corriere on line

lunedì, gennaio 19, 2009

hanno la faccia come il ....

e visto che detiene il monopolio dei media italiani, mi sembra proprio il caso di far pubblicare esternazioni giustificabili solo in paesi con governi totalitari!!

secondo il nano pelato la TV di stato è indegna di un paese civile..
e se lo dice da solo o ha uno sdoppiamento di personalità o veramente ha tagliato i ponti con la realtà..

ci vorrebbe proprio un'edizione de "il Male" con la sua faccia e la famosa scritta che fa da titolo a questo post..


------------------------

qui la versione web della notizia dal Corriere della Sera on line

ah, e complimentoni anche alla redazione del quotidiano per aver trovato lo spazio per pubblicare le esternazioni..

venerdì, gennaio 16, 2009

mercato libero?

nell'era del neoliberismo fallito, affiorano le disarmonie di un sistema che solo nelle parole è regolato dal mercato.
in questi giorni il prezzo del petrolio è sceso notevolmente, il barile si tratta intorno ai 40 dollari a Wall Street.
in un'economia di libero mercato, così come ce la vendevano fino a qualche anno fa, questo calo notevole del prezzo di una delle materie prime più importanti, avrebbe dovuto avere come risultato un abbassamento dei costi di produzione, da cui un aumento di offerta di beni sul mercato
Qualunque sia stato il motivo di questo abbassamento, forse poteva servire a rimettere in moto un'economia mondiale che stagna e che ha tutti i segnali di una recessione che durerà anni.
Invece... invece le petroliere cariche di greggio comprato a prezzi bassissimi restano in mare.
restano in mare perché si aspetta un rialzo del prezzo del greggio.
quindi se il prezzo sale, il petrolio c'è.
se il prezzo scende, no.
speculazioni, si chiamano.
da cui si deduce che se il prezzo è alto, chi tratta il greggio - e probabilmente non chi lo produce estraendolo dal suo sottosuolo ndr - ci guadagna e lo mette sul mercato, mentre se il prezzo è basso il greggio rimane nei depositi.
aspetto con ansia che qualche economista mi spieghi come questo operare possa non chiamarsi oligopolio, seppur speculativo, il nemico numero 1 dei mercati liberi di cui al neoliberismo.

mah...

------------------------------

qui la versione web della notizia dalla sezione Economia del Corriere della Sera on line

giovedì, gennaio 15, 2009

social card senza copertura

di un esecutivo tendente al protagonismo così ne faremmo volentieri a meno.
non presentarsi alla nomina di Obama perché non si vuole scomparire tra gente normodotata già non mi sembra un bel modo per rappresentare il paese ad una delle cerimonie più importanti del mondo - chissà, magari a qualcuno dell'entourage, a distanza di qualche settimana, uno dei neuroni disponibili ha ridato segni di vita e rischiare di veder definito in mondovisione, magari da uno speaker di Sky, "quello lì piccolino è quello che ha dato dell'abbronzato al presidente" non sembrava indicato..
di essere ricordato come quello che ha svenduto la compagnia di bandiera per favorire i suoi compagni di merende, non gli bastava forse..
preferirà, ne siamo certi, essere ricordato come quello che ha varato la social card e poi ha dimenticato di mettere la copertura dei soldi promessi a chi ha più bisogno.
si perché tra i picchi di genialità intrinsechi a questo esecutivo possiamo annoverare anche questa - ennesima - figura da cioccolataio: in questi giorni molti dei meno abbienti che hanno ricevuto la famosa social card, voluta dal ragioniere creativo, hanno dovuto rimetterla in tasca, probabilmente rossi in volto dalla vergogna, appena dopo aver provato ad utilizzarla perché risulta che il credito richiesto era INSUFFICIENTE.

capiamoci bene: qui abbiamo un governo che sui media si vanta di aiutare i meno abbienti e nella realtà finanzia parzialmente l'iniziativa.
una su tre è senza soldi, infatti

ma neanche in sud america..

attenzione che siamo alla frutta..


------------------------------

qui la versione web della notizia dalla Repubblica on line

mercoledì, gennaio 07, 2009

tv francese senza spot: share cresce

il presidente Sarkozy ha deciso, insieme con il governo, di eliminare la pubblicità dai programmi della televisone pubblica francese TF1 e il pubblico dimostra di aver gradito alzando lo share con 3,1 milioni di utenti in più.
Sempre meno di una concorrente rete (con la pubblicità ndr) - probabilmente a causa della concomitanza della proiezione di una puntata di un telefilm molto seguito in Francia - ma è comunque un interessantissimo tentativo.

--------------------------------------

qui la versione web della notizia dal Corriere della Sera on line
qui la versione web della notizia da Liberation on line (fra)

martedì, gennaio 06, 2009

revisionismo social-biscionista



che a Mediaset abbiano poca considerazione dei loro spettatori è palesemente indiscutibile.
ma, che domenica sera qualche genio della redazione del Canale del Biscione, pronto a seguire le direttive del suo datore di lavoro, abbia messo in onda un remake fantasioso e in chiave buonista della vita dello "statista" ( che , lo scrivo per i più giovani, fu cacciato dall'Italia la grido di "ladro ladro" con tanto di lancio di monetine - chi non si ricordasse le immagini se le può fare raccontare o le può trovare in rete dal link in fondo a questo post..ndr), è proprio stata una farsa che potevano evitarsi.
Una serie di interviste, testimonianze e editoriali per ritrattare, nascondere, interpretare fraudolentamente un'attività - tendenzialmente predatoria - che ha avuto come esito finale la fuga dello "statista" in quel di Hammamet, Tunisia.
Peccato che tra tutti gli interpellati nessuno abbia accennato al fatto che la stella del presidente del consiglio ( e anche casualmente proprietario della rete che mandava in onda il programma ndr) sia, casualmente di nuovo, cominciata a splendere proprio in quel periodo.
E anche che nessuno abbia ricordato che certe interpretazioni di parte delle leggi sulle televisioni private siano state favorite dalle maggioranze di un'epoca in cui i socialisti erano l'ago della bilancia di questa povera democrazia italiana.

come giustamente dice Travaglio nel suo Passaparola di ieri "uno spettacolino degno della Korea di Kim Il Sung."

---------------------------------------

qui il link per il video che testimonia la fuga dal Raphael di Roma di Bettino Craxi da YouTube
qui il link per il video della puntata di Pssaparola di Travaglio che trovate su YouTube
qui il link per la versione di PassaParola su BeppeGrillo.it on line