giovedì, novembre 06, 2008

Milano: donna incinta ruba bistecche

Aberrante episodio emblematico di una situazione che , nonostante le irreali rassicurazione che ci vengono dall'esecutivo, fotografa la gravità della situazione italiana.
Una donna di 23 anni, incinta di 5 mesi, con un lavoro part-time e uno stipendio minimo, è stata sorpresa a rubare delle confezioni di carne in un supermercato della Standa e per questo denunciata.
interrogata nella stazione dei Carabinieri ha dichiarato che da settimane non mangiava carne perché non poteva permettersi di comprarla e di non aver resistito alla tentazione di nascondersela sotto il giubbotto.
e poi è scoppiata a piangere.
l'ammontare della merce rubata era di 67 euro.
voglio ricordare che l'Italia ha pretesa di appartenenza al gruppo dei G7 ( che riunisce i paesi più industrializzati del pianeta ndr)

a parte la dubbia lungimiranza del servizio di sorveglianza del grande magazzino che riporta alle autorità giudiziarie un caso simile, ci sarebbero anche altre considerazioni da fare.

Intanto quella che mentre si fanno, ad esempio, i vari lodi salva managers e decreti e leggi in Parlamento per proteggere gli istituti di credito che corrono il rischio di registrare un calo degli utili, sempre più gente per strada non ha di che arrivare a fine mese.
e poi.. non "gente", una donna in attesa di far nascere una creatura.
ed episodi simili, spesso relativi ad anziani che non riescono a pagarsi di che vivere, sono sempre più tristemente presenti nelle cronache.
cittadini delle fasce più deboli.

mentre l'Istat riporta che sono/siamo 7 milioni i poveri in Italia.

ripropongo l'articolo 2 della Costituzione Italiana che recita così: "la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nella formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale."

mah..

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qui la versione web della notizia da la Repubblica on line

AGGIORNAMENTO
qui la testimonianza dell'indignazione sul web per l'episodio da "la Repubblica" on line

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