sabato, settembre 13, 2008

Francia 2008: Saint Malò

Saint Malò..

arrivo sotto un cielo cupo .. come d'abitudine ormai cerco subito l'insegna rossa o le indicazioni per un posto dove passare la notte, prima di tutto. appena entrato a Saint Malò dalla statale N137, fermo la moto vicino ad un tizio che sta passando. gli chiedo dove posso trovare un albergo e lui lavora proprio nel settore!! mi manda verso il lungo mare e mi dice che molto probabilmente troverò tutto occupato. Io lo guardo un poco incredulo perché mi sembra di non aver info di una "Saint Malò-centro del mondo". Invece aveva ragione lui. Vuoi perché Saint Malò è una bella città, vuoi per via del porto, vuoi che gli inglesi fanno il bagno anche a 15 gradi C, faccio fatica a trovare una camera. Alla fine una receptionist mi consiglia un posto poco distante, sempre sul lungo mare ma qualche chilometro più in là. Claudreville o qualcosa così. e ci vado, già stanco e un poco ansioso di mollare la moto, farmi una doccia e catapultarmi nella vita locale. Dall'entrata dell'albergo che mi era stato consigliato scopro che è uno di quelli dove tutti i dipendenti ti salutano sorridendo - come ti conoscessero da sempre - quando passi, e ti aprono la porta, e ti versano il vino, e fanno i simpatici.. la stanza ha addirittura i letti che si controllano elettricamente - sintomo di una clientela ultracentenaria, roba quasi anti-decubito. insomma un posto che non mi risulta tanto. Ma tant'è - farò una tacca nel mio budget oltretutto - ma non ho molta scelta. Visto che sono diventato "benestante" tuttoduntratto, dopo la doccia scendo anche a fare una nuotata in piscina ( coperta, acqua calda, musichetta in sottofondo, tetto trasparente ecc ecc). La palla più grande è la cena quando, appena entro in sala, il maitre mi fa uno sguardo tipo "e quello chi è?" ( vero che non ho lesinato con il look-barbone: maglione stracciato dappertutto, idem i jeans, e scarpe tecniche ma con 100000 chilometri all'attivo, il tutto stropicciato come solo un viaggio di quasi 2000 km, appallottolati in borsa, può fare ndr). oltretutto sono solo - forse è la pecca più grande - e mi fa accomodare ad
un tavolo posto in mezzo a quello di 2 ammuffiti che passeranno la cena senza dirsi una sola parola e una famiglia di inglesi ammosciati nel bulbo, a vista. i figli li avevo già incontrati in piscina: youngsters.. Nell'attesa di ordinare la cena, analizzo il posto: tutto l'insieme dell'arredamento non è un granché ma si vede che hanno fatto degli sforzi per "dare un tono" al locale. Sempre mister simpatia-maitre mi prende l'ordine e mi consiglia una bottiglia di vino che è come lui, moscio, e che scoprirò essere pure cara, il giorno dopo, firmando il conto. per fortuna ad un certo punto sciamano in sala un gruppone di stagisti in albergo per il week-end per un corso di marketing on line e il vecchiume taglia la corda presto. io mangio il mio pesciolino alla crema e approfitto del carrello dei formaggi, e dopo il dolce ed aver evaporato il mezzo litro di vino, torno in camera. però non ho ancora voglia di andare a dormire e non ho nessuna voglia di guardare la tele. Pirsig lo lascio per un altra sera. Riesco, mi danno il numero per il display del gate se rientrassi tardi e mi incammino verso Intramuro, che sarebbe la parte vecchia della città, dove spero di incontrare tracce di esistenze meno rarefatte.. insomma un poco di vita. La distanza che avevo coperto nel pomeriggio in moto ora diventa abbastanza impegnativa a piedi ma voglio vedere com'è la città vecchia e piano piano mi faccio i 2 chilometri di passeggiata in compagnia dei gabbiani, del vento carico di umidità della Manica, delle onde e di qualche occasionale turista. arrivo alla rotonda che divide la strada con da una parte il porto e il Casinò e dall'altra le mura della città vecchia e la porta d'entrata. Appena passo la soglia del muro di cinta - spesso qualche metro - della porta, scopro che la gente è tutta lì! ci sono mille ristoranti con i tavolini all'aperto ( ma chiusi da tettoie, qui il vento e la pioggia mi sa che non sono una novità ndr), piccoli stand di artisti che fanno ritratti e/o vendono souvenirs fatti da loro, artisti d istrada che fanno il loro show. Vedo il ristorante Chateaubriand - che subito mi fa pensare alla ricetta e poi, ma solo il giorno dopo, scoprirò essere intitolata allo scrittore più importante di Saint Malò. E a fianco c'è l'Univers, altro albergo che ancora oggi non riesco a ricordare come mai, ma so essere famoso per qualche motivo.

continua

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