sabato, settembre 13, 2008

Francia 2008: Saint Malò 2

Saint Malò II


girovago ancora un poco ad Intramuro e tra l'altro vedo lo spettacolo di un artista di strada che riesce a suonare brani di musica utilizzando delle campanelle colorate. bravo. non sono il solo a pensarlo perché il suo show è visto da parecchia gente.. dopo di cui un ragazzo americano ( penso ndr) attacca a suonare musica country con la chitarra.
E' anche abbastanza bravo ma ho voglia di girare ancora un poco prima che la notte porti via tutti e faccia chiudere i locali. Alla fine mi fermo in una piola francese, faccio due parole e poi torno verso casa. Ora sono proprio stanco e quando vedo un bus fermo alla rotonda appena fuori le mura spero vada verso il mio albergo.
Effettivamente esiste un servizio di bus notturno (almeno fino alle 01.00 ndr), compro un biglietto a bordo ( cosa ormai impossibile da fare a Torino dove la Gtt pretende che gli utenti siano sempre muniti di biglietto anche quando le rivendite sono chiuse da ore, mah..) e mi siedo alla fermata aspettando la partenza del bus. Dopo pochi attimi arrivano 3 italiani, più precisamente romani dall'accento, che, sembrano non concepire come mai in Francia non parlino tutti l'italiano. Non mi piacciono e li lascio perdere. Poi arriva un tipo un poco alticcio che attacca bottone con una signorina, anche lei in attesa di un bus. Alla fine il bus parte e i 3 romani restano lì, probabilmente ad aspettare un bus solo per loro con autista madre lingua italiano e che li scarichi davanti alla porta del loro albergo.. Hasta la vista, babies. Arrivo in camera e sono subito tra le lenzuola, altra giornata maiuscola. La mattina varco la soglia della sala da pranzo, già so' per l'ultima volta, per fare colazione. Il destino vuole che l'entrata in sala avvenga in concomitanza con l'arrivo di una delle cameriere e quando Io le apro la porta per entrare e Lei mi redarguisce con un "avrei dovuto aprirti io la porta", capisco che tutto il personale del posto prima di essere assunto, passa sotto un neuronal-flambè treatment..
Dopo colazione esco di corsa, torno in città e prendo una camera in un posto per normodotati. Poi risalgo sul bus e nel frattempo riesco addirittura a dare delle info ad una vecchietta che aspetta alla stessa fermata. In albergo ributto tutto in borsa e cambio aria. Nel pomeriggio passeggiatona sulla spiaggia, dove teen-agers temerari si buttano in acqua, visito il Fort National - e scopro che da questa città provenivano i corsari più temuti dagli inglesi - faccio il cammino sopra le mura che circondano la città vecchia, e scopro che esiste una piscina con acqua di mare che diventa piscina quando la marea è bassa e diventa mare quando la marea è alta - strano vedere il trampolino che spunta dall'acqua senza il riferimento della vasca. Ritorno tra le stradine del centro storico, ingurgito un bombolone alla Nutella spesso come un chilo di sabbia, e il pomeriggio è andato. Prima di tornare in albergo faccio tappa in un internet point, dove vedo che il mondo si è dimenticato di me per queste 2 settimane. Poco male. Intanto, nella postazione dietro alla mia, uno dei tipi che lavora qui dentro, da una lezione di informatica ad un anziano e fa un poco lo "sborone". Comunque ho voglia di farlo scendere dal piedistallo e, dopo aver pagato, lo porto alla mia postazione e gli faccio vedere qualche trucco da usare su Firefox che il fregnone non si aspettava da un matusa come me. Lo lascio un poco stupito e, ripristinato l'ordine delle cose, prima di cena, mi offro un Pastis. Scelgo un locale sul lungo mare dove due clienti - che hanno pochi anni più di me - "intortano" la barista asiatica a tutto spiano e mi fanno sorridere per il, prevedibile dalle parole di lei, insuccesso. Passo ancora un attimo in albergo e scopro che i programmi trasmessi in quell'orario sono gli stessi che nel belpese ( addirittura c'è la Siversted che fa la valletta alla versione locale de la Ruota della Fortuna anche qui.. e fa la stessa parte da gnoccona sexy, in un bel francese.. ) A cena, per non rischiare di vedermi spuntare il guscio nero, non mangio cozze, piatto locale per eccellenza, insieme alle ostriche. Mi godo poi una performance di 4 artisti di strada che fanno gruppo, forse per attirare più gente. Alcuni lavorando meglio - altri peggio - prima della fine dello show riempiono il cappello di offerte. E fanno comunque la gioia dei bimbi presenti tra il pubblico. Rientro e faccio in tempo a vedere qualche fotogramma di un noiosissimo serial TV su chirurghi plastici made in Usa e poi crollo. Domani è ora di levare le tende, anche perché le previsioni meteo continuano a promettere pioggia. Prima di partire una nuova receptionist mi chiede dove sono diretto e io le dico la Rochelle. Lei mi consiglia di passare qualche giorno al'Ile de Rè, proprio davanti a la Rochelle. "C'est fantastique" mi dice sorridendo. E il nome mi resta incastrato nella Ram..


continua

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