venerdì, settembre 05, 2008

Francia 2008: Lyon-Chartres

eravamo rimasti che sarei partito per Chartres..

devo fare un inciso prima di continuare: tra le cose che ho messo in borsa prima di partire c'è un libro..

precisamente "lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta", di Robert Pirsig edizioni Tascabili Bonpiani 392 pagine 7000 lire..

libro già letto in gioventù e che mi ripropongo di leggere durante questo viaggio appunto in moto
scelta azzeccatissima..
nelle prime pagine ci sono descrizioni di sensazioni e esperienze che sto vivendo quotidianamente e che mi rivengono in mente mentre mi capitano e mi fanno entrare in simbiosi con l'autore..
consigliato a chiunque faccia un viaggio in moto.
chiuso l'inciso.

la mattina dopo una colazione buffettata discreta, già in qualche modo influenzato da Pirsig, invece di prendere l'autostrada punto la prua verso la Route Normal ( indicazioni su pannelli a sfondo verdi che in Italia indicherebbero l'autostrada ndr)
scende la media ma sale il gusto.
attraverso così paesini che altrimenti non avrei mai visto, ristoranti con tavolini sul marciapiede da cui pensionati agricoltori mi salutano con una sigaretta in bocca e un bicchiere di Pastis ( o Ricard ndr) in mano, bimbi in bicicletta che mi guardano lanciandomi una sfida rimandata alla loro maggior età e relativo conseguimento della patente, mamme spaventante dal centauro per l'incolumità della loro prole, niente scolaresche perché la scuola deve ancora aprire, prati pieni di girasoli un poco incazzati per la mancanza di sole, mucche che guardano placide il mio passare, stormi di uccelli, odori di legno bruciato, fieno, pane, diesel dei trattori..
ogni tanto una stretta al cuore quando incrocio gli occhioni di qualche Renault 4 che resiste al tempo ( è stata anche la mia auto per un poco prima di finire contro il muso di un cretino di alfista che viaggiava velocissimo - ma con precedenza dice il verbale dei vigili urbani ndr - e che ha causato danni tali da rendere vano ogni tentativo di "rianimarla" una notte nel centro storico di Torino)
insomma la vita di tutti i giorni..
ma mi sto distraendo dalla narrazione del viaggio..
dopo qualche ora di viaggio, e qualche ramata di pioggia, alla fine arrivo a Chartres.
trovo un posto con finestra sulla cattedrale..
metto la moto in garage, e mi lancio subito, benché stanco, alla visita della città patrimonio dell'umanità
attraverso il fiume che scorre ai piedi del colle dove si erge la cattedrale e mi faccio la scalinata che porta all'entrata della chiesona.
entro un poco timoroso, davanti a tanto slancio creativo e la prima cosa che mi colpisce sono le note di un violino.
subito sono stranito, poi i miei occhi si abituano un poco all'oscurità dell'interno e vedo che al centro della navata centrale c'è effettivamente una ragazza che suona il violino.
meglio di così non poteva essere la mia prima visita a questo gioiello architettonico.
la violinista è sola e nessuno sembra ascoltare le sue note, almeno nessuno che le stia nei pressi, perché le note invadono le volte e magicamente rimbalzano sulle pietre e le vetrate creando un sottofondo rispettoso della sacralità del luogo e contemporaneamente un suono che sembra rivolto più in alto, oltre il tetto.
ho scoperto poi più tardi che domenica sera (stasera) era previsto un concerto di musica classica.
probabilmente qualche programma in TV ha evitato che ci fosse più gente.. peccato per loro!
e poi butto gli occhi in alto e tutti gli archi e il blu delle vetrate mi riempiono la vista..
veramente notevole.
ho fatto un corso per costruire le vetrate cattedrale e vi posso dire che qui hanno lavorato dei maestri.
e per coprire una superficie così grande devono essere stati tanti e bravi.
bello bello bello.


continua..

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