martedì, settembre 23, 2008

Francia 2008: Rientro

rientro

triste parola ma il tempo a disposizione sta finendo e le previsioni meteo non lasciano molte altre possibilità. Dopo essere riuscito a non prendere pioggia ( o averne presa poca..) ieri sera il meteo ha sentenziato pioggia sicura per il prossimo fine settimana. La perturbazione che era a Nord sta scendendo a Sud. Avevo allertato ( è la parola giusta..) degli amici sulla costa che sarei passato a trovarli ma non passerò da loro. Intanto avevo previsto di passare da loro per il week end e ho sforato di 4 giorni ( un classico mio, quando sono in giro..) e poi anche se mi presentassi stasera, non posso aspettare che il tempo migliori a casa loro.. Come mi avevano scritto in una mail qualche tempo fa - dimostrando di conoscermi bene - incontrerò la loro figlia quando sarà già grande! Va bè, stamattina ho visto i tedeschi a colazione. Scappano anche loro dalla perturbazione e stanno decidendo se andare in Svizzera o sul Lago di Garda. Certo, viaggiamo in modo diverso: il mio slow travelling non rientra nel loro modo di muoversi. Sono più i tipi che si buttano in autostrada e danno gas. Si spostano, non viaggiano, secondo me. Dopo esserci scambiati le mails, ci ritroviamo di nuovo nel parcheggio - dove ho appena finito di fare l'ultimo rabbocco d'olio. La station wagon bianca è sparita. Quello della portaerei descrive la mia moto come una "old lady" che non fa piacere alla mia moto - e neanche a me, a dirla tutta. Quello della Triumph, che mi era sembrato il più "sveglio" ieri sera, gli ribatte che lui ha una moto da pensionati. Bravo. Accendo il mezzo e faccio scaldare il motore a differenza dei tedeschi che mettono subito la marcia. Usciamo insieme dal parcheggio e invece di seguirli fino alla tangenziale ( loro che sono satellitati ndr) parto per primo e giro a sinistra. Loro no. E hanno ragione perché dopo qualche curva mi trovo in un vicolo cieco. Cerco informazioni sul percorso avvicinandomi ad una signora che rimane inizialmente paralizzata dal terrore di un motociclista vestito di nero e rombante che si avvicina alla sua auto ( dove c'è anche una bambina ndr) e dopo un attimo di stasi, abbassa il finestrino, si scusa dell'impasse, e mi indica la strada. Prendo di nuovo la statale fino ad Arles e, controvoglia, entro in autostrada perché stasera voglio essere a casa. Seguo per Gap. Il tempo tiene. Alla media dei 130 si fa in fretta a coprire lunghe distanze ( anche se sono ancora uno dei più lenti in autostrada, ormai anche i furgoni vanno più veloci..) A Gap riprendo la statale.. E' quasi mezzogiorno e posso permettermi di nuovo il "lusso" della lentezza per avvicinarmi a Torino, visto i chilometri che mi rimangono da fare. Il tempo tiene e ogni tanto mi scopro a pensare che avrei potuto rimanere in giro ancora qualche giorno. Mai fidarsi delle previsioni meteo. Attraversando un paesino dall'altro alto della strada vedo per un attimo una palazzina gialla, deco', di proprietà delle Posta francesi. Bella (vedi foto nel blog). Non mi fermo a fare una foto perché ho appena sorpassato un camion che mi ha fatto tribolare e non voglio respirare di nuovo i suoi gas di scarico. Però mi rimane il pensiero. Faccio qualche decina di chilometri e comincio a darmi del fesso perché non mi sono fermato lo stesso a fare una foto. Ho fame e faccio la mia seconda fermata di questo viaggio in una amburgheria che sta proprio al lato della strada. Anche in questo caso il posto è strapieno e i bambini, che giocano nell'area riservata, urlano, si picchiano e piangono mentre le mamme se ne disinteressano completamente, chiacchierando tra loro. Non riesco neanche a stare seduto in quel casino così mi metto vicino alla moto, e, usando la sella come appoggio, mi strafogo lo special del giorno. Avete notato come certe patatine fritte, se non le mangi subito, sanno di cartone? Ho lavorato per il Mac qualche era geologica fa, a Londra e, cosciente di quanto avviene in cucina, non dovrei più avvicinarmici ma... Comunque in questo frangente il nutrirmi è solo un bisogno fisiologico perché continuo a pensare alla palazzina deco'. Dopo aver finito quasi completamente il mio sacchetto di cibarie, metto tutto nell'apposito bidone e giro la moto per tornare alla palazzina! E saranno una ventina di chilometri in più sul totale di quasi 4000!! Mi scateno in una serie di scatti quando finalmente ritrovo il mio paesino con gusti deco' e rifaccio di nuovo la strada in senso inverso. Briancon arriva dopo poco e mi ricongiungo con la strada che avevo fatto quasi 20 giorni fa, alla partenza. Con tutto un'altro spirito. Ho visto dei posti bellissimi, incontrato tanta gente, ripreso gusto nel parlare francese, finalmente fatto un giro lungo con la mia moto che ha tanti anni ma pochi chilometri, probabilmente azzerato - di nuovo - il mio conto in banca. Da quel sabato pomeriggio di due settimane fa quando alle 14,30 ( con tutta la calma..) ero partito per Lione come prima tappa, che mi aveva visto subito in difficoltà per il vento forte sul Colle per passare la frontiera che mi piegava la moto, e che poi mi aveva portato sulla tangenziale di Lione non tanto sicuro di aver fatto bene a intraprendere un viaggio in moto da solo, molto è successo. Ho goduto delle meraviglie di Chartres, ri-vissuto l'epopea del D day sulle spiagge della Normandia, respirato il mare del Canale della Manica e dell'Oceano Atlantico, visto finalmente Mont Saint Michel, scoperto Saint Malo'- Intramuro e la sua storia, preso il sole sulle spiagge e passeggiato per le stradine incantate de l'Ile de Re', raggiunto Lourdes, sfatato il mito di Andorra, attraversato i Pirenei francesi e rivisto il mar Mediterraneo in Camargue. Ho incontrato pacchi di gente - simpatica, verace, antipatica, storditi, viaggiatori e turisti - come capita spesso a chi viaggia da solo. Ho mangiato un infinito numero di cozze, e quantità industriali di pesce, riassaggiato l'aperitivo all'anice tipico del paese, provato il cognac nella sua terra natia, visto come una manciata di vermicelli può crescere a dismisura, diventare colla ed essere presentato come contorno ad una bistecca e molto altro ancora.
Ho molto viaggiato nelle mia vita, fortunatamente, ma quasi sempre utilizzando mezzi pubblici. Saper di dipendere dalla tua moto, e da come la porti e da come la curi, è un altro modo ancora di viaggiare. Poter ad ogni momento cambiare rotta, indipendentemente da orari di volo o passaggi di treni, rende il viaggio ancora più intenso. E anche più complicato. Tutto questo penso mentre mi concedo l'ultima sosta in un'area di servizio francese, poco prima di cominciare la salita che mi porterà all'attraversamento delle Alpi e all'Italia. La moto da stamattina non tiene più il minimo.. e non riesco capire da cosa dipenda.. Vedremo a casa ( sarà una rappresaglia per essere stata definita "old lady"? mah..). Il cielo è molto coperto e comincia a cadere una pioggerellina fastidiosa mentre salgo. Prenderò il tunnel del Frejus a questo punto. Arrivo all'entrata del tunnel e sborso 22 euro per passare in moto - complimenti per la trasmissione! Appena sbuco in Italia, la pioggia mi bersaglia. Una pioggia forte che passa sotto la tela dei miei pantaloni. Anche gli occhialoni sono pieni di gocce e rallento per pulirli.
Benvenuto in Italia..
Lo sapevo che non dovevo tornare....

continua, presto

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