domenica, settembre 07, 2008

Francia 2008: Chartres

continuo su Chartres

dopo aver girato un poco per la cattedrale semi deserta, decido che è ora di mangiare qualcosa e prima di tutto mi gratifico con un Pastis. Però voglio trovare un posto non turistico per berlo.nonostante la massiccia presenza di locali per turisti in zona riesco a trovare un baruccio aperto che non abbia il menù in 3 lingue. Cena in un posto vicino alla stazione ferroviaria dove, probabilmente, molti degli altri inquilini dell'albergo dove sono sceso non entrerebbero se non dopo aver fatto il richiamo dell'antitetanica. Comunque bene per me. Niente di elaborato: bistecca e frites. e una biretta. il caffè me lo risparmio. cerco ancora un internet cafè ma non ce ne sono in vista e sono troppo stanco per mettermi a girare a vuoto a quell'ora di sera e quello che offre l'albergo pretende 5 euro per 15 minuti. senza senso! in compenso se avessi avuto il mio portatile dietro la connessione wifi era gratuita - misteri della fede... e non siamo neanche a Lourdes!! Sono sfinito e dopo qualche pagina di Zen me ne vado a "faire dòdò" ( a nanna in francese.. accenti a piacimento ndr)
Sveglia prima delle 10 altrimenti niente colazione. Poi me ne vado in zona stazione a cercare 'sto famoso internet cafè. Che invece è una sala giochi e oltretutto apre solo alle 2 di pomeriggio. merde! mi sto francesizzando a vista d'occhio, come si vede.
Seguo i cartelli per una route turistique sparsi per la zona vecchia di Chartres e attraverso stradine con vecchi immobili alcuni ancora fatti con montanti in legno a vista ( ne trovate qualche esempio nelle foto che ho messo on line su questo blog ndr), ponticelli e acque, dove tra il poco spazio lasciato libero, i locali hanno degli orti che devono proteggere dalle papere del fiume che gironzolano a piacimento sulla riva, e scopro che la sera dopo le 21 e fino alle 24 in diversi siti della città la municipalità ha organizzato dei giochi di luce e suoni.
Voglio ricordarmene stasera. Faccio poi un giro alla Fnac d'ordinanza e anche qui la globalizzazione ha uniformato le cose. Poi, passeggiando scopro la Mediatheque ( vedi foto) un vecchio palazzo ristrutturato e organizzato come biblioteca, internet point e sala conferenze. lunedì chiuso. ri-merde! per uno che passa diverse ore quotidianamente al pc a Torino sembra un congiura. Pranzo in un caffè. mi siedo ad un tavolino messo sul macadam in una zona pedonale. Formidabile. Ritorno alla cattedrale. Non riesco a staccarmene: difficile del resto non sentirne la presenza perché le sue torri sovrastano tutto. Questa volta scopro che intorno ci sono dei giardini molto belli, in alcuni ci sono addirittura delle mostre di opere open air. E la gente si siede nei prati senza lasciare mozziconi di sigarette o lattine di beveraggi e senza l'ombra un cartello "vietato calpestare le aiuole". Onestamente, per uno straniero che visita l'Europa e arriva qui dopo aver visitato il belpaese l'impressione deve essere di aver cambiato continente ( lo dico con tristezza ndr). Alla fine rientro in cattedrale e scopro che oltre alle vetrate e alle decorazioni, anche nel pavimento si nasconde un tesoro: c'è un labirinto disegnato, che ora si intravede tra i banchi ma che avrà avuto un altro risalto in epoche passate. che idea! c'è anche una riproduzione - parziale - del labirinto all'esterno fatta con il prato. bravi 'sti giardinieri del comune! Alla sera dopo aver finalmente controllato la posta su internet, vado a cena. e salvo due poveri italiani, una coppia sui 60, che non riescono a comunicare neanche a gesti con il cameriere. Di solito evito anche perché non si sa mi cosa può nascere dal bisogno di comunicare - un neologismo, una risata - ma qui mi sa di no e poi questa coppia mi fa tenerezza e aiuto la traduzione. E, nello slancio, lascio pure due frasi su un pezzo di carta con la traduzione in italiano al cameriere a futuro aiuto dei prossimi malcapitati.
Dopo aver inutilmente cercato una spiegazione al mistero del labirinto della cattedrale su quello che fino a qualche anno addietro consideravo un must delle trasferte, la Lonely Planet, e che mi sta scadendo a vista d'occhio, torno in cima al colle per i giochi di luce. intanto già sul tragitto per arrivare in cima ogni tanto, sul parapetto che sovrasta il fiume, ci sono degli schermi, segnalati da piccoli coni verdi fluo che spiegano gli eventi organizzati in città. E non c'è un militare di guardia o una telecamera puntata sullo schermo!!
Arrivo in cima e nella piazza davanti all'entrata principale della cattedrale ci sono parecchie persone, sedute sui massi che recingono la piazza o sulle panchine, che in silenzio aspettano cominci lo spettacolo. Dopo poco da un lato della piazza 2 fasci di luce prendono vita e puntano verso la facciata della chiesa in contemporanea con l'inizio di una musica. E poi immagini di cavalieri e simboli storici insieme con simmetrie geometriche coloratissime trasformano l'atmosfera della notte e ci riempiono di stupore.
Anche qui bravi bravi bravi.
Dura una ventina di minuti ( a sentimento, perché non porto l'orologio e il cellulare dorme in albergo).
Quando, già contento, rifaccio la scalinata che mi porta in albergo, scopro che anche sulla facciata di un altro museo, questa volta con me come unico fruitore del servizio, ci sono delle immagini proiettate. Faccio ancora in tempo a fare qualche foto e a sentirmi, visto che siamo gli unici in una via senza traffico, i lamenti di un povero cristo magrebino ( non so se è materialmente possibile ma mi passerete la licenza poetica ndr) al cellulare che bisticcia con una fidanzata che, inspiegabilmente secondo lui, non lo vuole più e rieccomi in camera. Sul terzo canale della TV fanno uno special sui talebani - fatto da bravi giornalisti e trasmesso in modo che non sia una pausa tra le pubblicità - che mi tiene sveglio fino all'una e addormentandomi sorrido perché domani, frusta cocchiere.. si riparte.

per Bayeux.

ps: dolce la vita!


continua..

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