domenica, settembre 21, 2008

Francia 2008: Andorra

Andorra

via, bello qui a Lourdes ma è ora di cambiare aria..
Dopo aver ricaricato tutta la mia mercanzia sulla moto sotto lo sguardo attento di uno dei "riparatori" dell'hotel, anche lui un motociclista, che, contento di avere qualche minuto di tempo da perdere, mi spiega la strada per Andorra. il Reame di Andorra è un'altro di quei posti, come questo dove sono adesso, di cui ho sempre sentito parlare senza mai averlo visitato. Dopo questa puntata "mistica" uno stop nel regno dello shopping esentasse ribilancia la questione. Si, perché Andorra la Vella è un porto franco, cioè non si pagano le tasse sui prodotti. Quindi uno sconto medio del 20% ( TVA o IVA che la vuoi chiamare..) sto pensando di cambiare cellulare e potrei cogliere l'occasione. Da qui devo tornare a Tarbes - la patria delle tangenziali - e poi, sulla statale 117, prima prendere per Foix e poi salire ad Andorra. Il primo tratto di strada è bello, il sole splende e dopo qualche chilometro mi trovo in uno di quei rettilinei lunghissimi fiancheggiati da piante enormi che capita spesso di percorrere in Francia. Mi fermo per dare da bere alla moto e incontro uno squadrone di motociclisti. Tutti della zona perché non hanno bagaglio, approfittano della bella giornata, e hanno deciso di andare a fare un giro. Appena entro nella stazione di servizio divento il centro dell'attenzione. Probabilmente per il mezzo quasi d'epoca che guido, o per il serbatoio serigrafato o per la targa italiana che testimonia il mio venire da lontano. Scambi di sguardi per saluti di rito, e prima di ripartire il mio orgoglio si prende una bella "paga" perché uno dei motociclisti mi si avvicina e dopo un'analisi un poco più approfondita del mezzo mi saluta come un dito alzato e uno sguardo di ammirazione. Riparto più leggero. Ormai vivo in simbiosi col mezzo e vedere che qualcuno apprezza il complesso, mi fa piacere. Come fa in fretta a cambiare la situazione: dopo qualche decina di minuti una nuvola solitaria mi costringe a fare una sosta sotto una tettoia per evitare di bagnarmi tutto. Il morale è sceso abbastanza in fretta e solo dopo che la pioggia si calma e, una volta ripartito, vedo i primi cartelli che indicano la frontiera e Andorra, mi rinfranco. Intanto la strada diventa a due corsie strette e comincia a salire. I motociclisti che ho incontrato prima sono venuti su di qui a fare un poco di "palestra", mi sa , perché il numero di moto, la maggior parte semi stradali e naked, aumenta e sorpassando da tutte le parti, si scatenano in curve da pista. Quindi devo ancora fare più attenzione agli specchietti prima di avventurarmi in sorpassi, frequenti del resto, perché ci sono moltissimi camper che si arrampicano lenti. intanto la quota sale di altitudine perché la vegetazione diminuisce e lascia il posto a prati ( scoprirò poi che mi trovo intorno ai 1000 metri slm) Passo il posto di dogana senza problemi e mi fermo perché ho freddo. Dopo aver indossato qualcosa che fermi l'aria, continuo la scalata.. e mi fermo a Encamp, la prima cittadina che incontro. Più che una cittadina si tratta di un mega parcheggio contornato solo da negozi, alcuni su diversi piani. E un viavai continuo di auto e clienti. Dopo aver girato un poco per trovare un posto dove lasciare la moto in prossimità di un negozio di elettronica, parcheggio. Devo ammettere che sto già pregustando le gioie del nuovo gadget che comprerò. Camera da 5 milioni di pixel, 8 Giga di memoria, GPS incorporato ecc ecc. Avrei lasciato a casa un poco di caricatori e fili, oltre alla videocamera. Comunque entro in uno dei negozi che ha dei cellulari in vetrina e do' un'occhiata negli espositori. Trovo l'articolo che cerco e mi faccio fare un prezzo. Mi aspettavo di risparmiare parecchio sul costo dell'apparecchio rispetto a quanto avrei dovuto pagare comprandolo in Italia e invece scopro che Internet ha bypassato tutti. Mi costerebbe più acquistarlo qui che on line!! Non contento giro diversi negozi e tutti mi danno più o meno la stessa quotazione. Mentre cerco di fronteggiare la delusione, noto che la maggior parte degli acquisti fatti in questi magazzini sono di alcolici o tabacco. Stecche di sigarette e sigari, e damigiane di Pastis e superalcolici continuano a sparire dagli scaffali ad opera di clienti che fanno scorte per serate piovose a casa, immagino. Girando ancora un poco trovo un negozio che vende articoli per le moto. Sono a buon prezzo ma di fabbricazione sconosciuta e non mi lascio assolutamente tentate da niente. Indosso il mio giubbottino Air-.... e mi sembrerebbe di insultare le sue notevoli qualità che mi hanno assicurato comfort e sicurezza per tutto il viaggio. Stavolta sono proprio deluso. Talmente deluso che invece di proseguire fino alla capitale - Andorrra la veilla appunto ndr - e fermarmi per una notte, riprendo la strada per la Francia. Ma la giornata ancora non è finita. Infatti dopo aver girato per Perpignan a Foix, mi toccano ancora quasi duecento di chilometri di colli, sotto un cielo coperto che non promette niente di buono e un traffico notevole. Va be'. Quando arrivo vicino a Perpignan è pomeriggio inoltrato. Potrrei fermarmi in zona però la vicinanza del mare o qualche fronte caldo fa salire la temperatura e la statale diventa piatta e fiancheggia il mare e continuo. Qui il traffico è quasi inesistente e i mezzi pesanti sono tutti sull'autostrada che viaggia per lunghi tratti parallela alla statale. Anche la moto sembra gradire il cambiamento e così tiriamo fino a Montpellier. Finalmente contenti, oggi. Attraverso la Camargue a buona andatura e verso le 19,30 entro a Montpellier. Che mi aspettavo più piccola. Dopo essermi trovato in una banlieue fatta di vecchi palazzi, mi perdo sulle periferiques e, girando a caso, mi ritrovo fortunatamente in zona centro. Sono molto stanco a questo punto e voglio solo trovare un posto dove passare la notte al più presto. Dopo aver imbucato un tunnel sotterraneo che pensavo mi portasse su una strada ma scopro mi porta ad un parcheggio - e mi costringe ad un numero da strappo della patente per rientrare nella corsia di marcia - quando risbuco all'aria aperta il mio sguardo incrocia improvvisamente l'insegna rossa per l'hotel ormai familiare! Intanto tutto intorno a me la scena è mutata per lasciare spazio ad alti palazzi vetro-cemento. Trovo la reception e ringrazio ad alta voce la mia buona stella prima di mollare la moto di fronte all'entrata. Dopo aver aspettato che una receptionist facesse la smorfiosa con due clienti - che avevano prenotato, loro - per un periodo che mi era sembrato lunghissimo ( "sono stanco, stordita, ma non lo vedi, manda via 'sti pirla" diceva tutto il mio corpo), scopro che c'è qualcosa di grosso in città e non hanno una camera libera. Quando comincia male.. Le chiedo se hanno qualche altro hotel in città e lei telefona all'altra sede. Accertato che ci sono disponibilità, mi fa un spiegazione incasinatissima per la direzione da prendere per raggiungere l'altra sede. La fermo prima che finisca e uscendo le dico che troverò la strada da me. E la tipa mi lancia ancora un "Bon courage" che mi fa venire voglia di rientrare e spiegarle qualche cosa sul coraggio.. Comunque, trovo l'altro hotel nel giro di 5 minuti. Davanti a me, a questa reception, ci sono 2 motociclisti tedeschi che sembrano usciti da una pubblicità dell'OctoberFest ( capello lungo, chiodo e pancia da birra professional). In più molto forniti di gadget elettronici e nessuna conoscenza del francese. Cercano un posto dove dormire pure loro e in attesa che gli forniscano le chiavi delle stanze prego che non si ripeta la scena di poco prima e non siano le ultime. Sarebbe un po' troppo per oggi. No problem, finalmente riesco ad avere una camera. Per fumatori, ma fa lo stesso, per stasera. Con in mano la chiave elettronica per la mia stanza, esco e vado a parcheggiare la moto. Ritrovo qui i due tedeschi e scherziamo sul fatto che io che sono italiano guido una moto tedesca e loro, tedeschi, una Triunph (inglese) e un'Honda ( giapponese). Uno dei due sta parlando al cellulare con un'altro motociclista che viaggia con loro e che si è perso prima di arrivare qui. No, peggio. Ha dimenticato la carta di credito in un altro albergo o qualcosa di simile e ora fa fatica a raggiungerli. Uno sta staccando il navigatore satellitare che ha montato sul manubrio e l'altro, finita la telefonata, mi fa vedere che ne ha uno incorporato nella borsa da serbatoio. E io che vado in giro con le mappe Michelin tutte spiegazzate a forza di consultarle!! (quando dicevo che erano tecnologici.. ndr) Comunque dopo una cena di gruppo in un posto vicino, dove scopro che arrivano da Saragozza per l'Esposizione ( che li ha delusi ndr), torniamo in albergo. Faccio ancora un giro per controllare che la moto sia apposto e, in contemporanea, ancora in tempo a beccarmi una scena devastante, prima di coricarmi. L'altro tedesco ha una Bmw 1200 che sembra una portaerei, e mi ha parcheggiato quasi dietro. Mentre mi avvicino per veder se domattina tribolerò per uscire dal parcheggio, sento un No No No che inizialmente non comprendo. Poi capisco tutto. Poco distante c'è un'auto station wagon bianca - con targa italiana - e una disperata ( non posso che definirla così) che sta dando da mangiare al suo pastore tedesco nel buio del parcheggio. E i No erano destinati al cane che, avendo sentito uno sconosciuto, aveva fatto il giro dell'auto, e faceva capolino da dietro l'auto. Mi sale un "Ma vaffanculo cretina" dal profondo del cuore e giro i tacchi, destinazione camera. Quanta tristezza e solitudine - e imbecillità - c'è in qualcuno che spreca le sue serate in vacanza, in un parcheggio, di notte per dare da mangiare al cane? Con questo pensiero, vado a dormire, stanco morto.

continua

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