venerdì, luglio 04, 2008

libri: il tallone di ferro






















autore: Jack London
editore: Universale Economica Feltrinelli
pagine: 257
costo: 7 euro


commento: Torino data 23 giugno 2008 voto 8,5


su Wikipedia trovo che - forse - Ernesto Che Guevara deve il suo nome ad uno dei protagonisti di questo libro (Ernest Everhard) e che il volume è considerato un testo fondamentale per intere generazioni di socialisti di tutto il mondo..
effettivamente fin dalle prime pagine ci viene descritta un'America di inizio secolo contraddistinta dalla lotta di classe e dalle prevaricazioni dell'oligarchia regnante capitalista.
Ernest viene invitato nella casa di un intellettuale benestante e riesce con le sue argomentazioni a far cambiare opinione ad alcuni dei presenti sulla vera natura dei rapporti tra "padroni" e "lavoratori" in anni di sfruttamento bestiale dei proletari, senza diritti, assunti anche in tenera età, con scarsissima rappresentanza sindacale.
Tra coloro che rimangono più colpiti dalle parole di questo giovane socialista, c'è la figlia del padrone di casa - voce narrante del libro - che inizialmente contesta la visione del mondo di Ernest ma che dopo un'analisi piu attenta e approfondita della questione, deve ammettere la fondatezza delle sue critiche al capitalismo.
Insieme con lei, che se ne innamorerà e diventerà la sua compagna di vita e di lotta, anche il padre e un alto prelato cambiano idea sulla natura delle cose.
In seguito a questo perderanno tutti i loro possedimenti ( oltre a correre il rischio - e non solo il rischio - di vedersi rinchiusi in manicomio considerati in preda alla follia per aver rinnegato le loro origini e i valori dell'oligarchia al potere ndr) e il credito che pensavano di avere presso la classe dominante e ricominceranno una nuova vita, con alterne fortune, tra molti sforzi ma senza rimpianti.
la storia negli ultimi capitoli diventa una cronaca apocalittica degli scontri di piazza che contrappongono da una parte i proletari e dall'altra i rappresentanti del potere, entrambi convinti di essere nel giusto - convinzione nata partendo però da concetti antitetici.
Non c'è un finale tradizionale in quanto il libro termina con una frase lasciata a metà, molto probabilmente per indicare il fatto che la lotta tra il bene ( i lavoratori) e il male ( l'oligarchia capitalista e oppressiva - il tallone di ferro appunto) non era terminata e/o forse non ha fine..

consigliato.

ps: avevo letto un altro libro dello stesso autore ( Ricordi di un bevitore), molto diverso da questo per argomento, e mi era piaciuto.
apprezzo in particolar modo il suo modo di esporre i concetti e mi sorprende per la modernità delle sue opinioni

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