lunedì, giugno 02, 2008

I ragazzi della fornace di Helwan

















notevole editoriale comparso sul Los AngelesTimes di Jeffrey Fleishman con la collaborazione di Noha El-Hennawy dell'ufficio del Times del Cairo.

Da Helwan, in Egitto, a sud del Cairo, ci arriva questo resoconto di vita e lavoro minorile fatta di polvere, calore e fatica.
i ragazzi ( 15 - 16 anni) lavorano come i grandi, 10 ore al giorno, 6 giorni su 7, stracciati, scalzi, inpolverati e pagati 3.60 dollari al giorno.
E quando arriva, finalmente, la domenica, tornano a casa con un pezzo di carne per la famiglia.
Tagliano i mattoni dalla massa di argilla, li mettono in forno, li cuociono, li immagazzinano e li caricano sui camion.
Dall'alba al tramonto.
Alla sera, dopo una cena a base di fagioli e pane, dormono in alloggi forniti dalla ditta, spesso costruiti con i mattoni che loro stessi fanno.
Hanno i servizi igienici ma niente tv ( del resto non avrebbero nemmeno la forza di guardare lo schermo, probabilmente, dopo una giornata così.. ndr)
Alcuni sono arrivati qui sulle rive del Nilo perchè non avevano altra scelta, altri ci sono arrivati perchè la scuola gli stava stretta.
Altri ancora sono arrivati qui giovani e ora a 50 anni continuano a cuocere i mattoni o a caricarli sui grandi camion che li trasporteranno in città e alle domande del giornalista rispondono rassegnati che nel loro paese non ci sono possibilità di crescita.
Il boss della fornace, dal canto suo, si lamenta del calo delle richieste dei mattoni, incolpando l'inflazione e il governo del presidente Mubarak.
Intanto i giovani lavoratori non sanno neanche cosa sia il concetto di "crescita" o di "politica".
L'unica cosa che sanno è che domani al sorgere del sole, ricomincerà un'altra giornata di lavoro.
E ora che scende il tramonto, riposto l'ultimo mattone, si incammineranno verso il loro giaciglio, scalzi sulla nuda terra, alzando nuvole di polvere tutte le volte che mettono piede a terra..


dedicato ai genitori occidentali che, se potessero, farebbero portare i libri dei loro figli a scuola col " muletto".

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qui l'originale dal LATimes

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