lunedì, marzo 03, 2008

Yangoon ore 08.15 - mare ore 16.30

20 marzo 2007


ieri sera ho "fatto il signore" al Trader’s hotel, l'hotel esclusivamente per turisti per festeggiare la conclusione delle sofferenze burmesi. anzi veramente ho cominciato prima a festeggiare: mi sono fatto miscelare uno “Strand sour” al bar dell’hotel “the Strand” (900 dollari a notte), retaggio di fasti coloniali, tenuto perfettamente (con delle camere a quei prezzi vorrei anche vedere..) la Lonely Planet narra che qui soggiornino personaggini del calibro di Mick Jagger, Angelina Jolie e altri magnati. posto incantevole davvero. sei a Yangoon, zona porto, marciapiedi sfatti, ristorantini all’aperto non proprio eccezionali, immondizia sparsa a terra in mucchi considerevoli con topo incorporato e poi, appena il bell-boy ti apre la porta, sei teletrasportato su Marte, muri immacolati, soffitti alti, tutto in stile coloniale originale, un tipo che suona lo xilofono, 19 gradi massimo.. poi sei al bar, musica chill out, barista a tua completa disposizione che parla perfettamente inglese, biliardo italiano li', col suo panno verde immacolato, con intorno dei tavolini alti dove appoggiare il drink, le sedie davanti al bancone foderate tutte uguali in vellutino verde, con le borchie dorate, perfette, tutte alla stessa distanza dal bancone e tra di loro.. il bar con tutti i liquori che vuoi, tutti.. orchidee rosse in fiore dentro vasetti a collo lungo tiffany, verdi anche loro, sui tavolini.. insomma la classe, quella dei film alla Humprey Bogart in “Casablanca”per capirci. e tutto a 30 cm da Yangoon. cmq dopo l’aperitivo allo Strand, buffet al Traders. arrivo e scopro un nuovo sviluppo del vizio a livelli buffet: il free flawn. cosé’ direte voi? il free flawn e’ che i drink sono compresi nel prezzo del buffet. mi sa che quando la cameriera me lo spiega mi brillano un poco gli occhi perche’ poi mi spiega pure i giorni che sono destinati al free flawn li’ al Traders.. va bene che il vino era australiano ma.. alla fine, dopo che ho assorbito quasi una bottiglia di cabernet e mangiato dal roast beef al gelato alle fragole (ho pure insegnato al ragazzo della pasta a fare gli spaghetti in modo discreto..), ero veramente senza parole.. mi facevo anche un poco schifo a dire il vero a godermela cosi’ in mezzo a tanta miseria ma.. il dramma di Burma e’ che veramente il governo (i militari ndr) se ne strasbatte della popolazione. il 90 % vive nella miseria e gli unici palazzi nuovissimi, acciaio-vetro, portoni blindati, sorveglianza, telecamere, sono quelli dei militari. la gente muore di fame e ci sono gli Yacht club e i Golf club con le guardie all'entrata circondati da muri altissimi. lo stipendio di un impiegato e’ 30 dollari al mese e gli stranieri pagano 5 dollari per entrare a vedere i templi piu’ importanti. soldi che si mangiano i militari. Senza parlare delle pulizie etniche condotte contro le minoranze, sempre dai militari. I biglietti dei mezzi pubblici (parlo dei treni, sui bus che girano per Yangoon non sono previsti posti per stranieri ndr) ai turisti costano il triplo e li paghi in dollari. Soldi che si mangiano i militari. E che compri solo in agenzia.. Ho fatto un casino per comprarne uno direttamente in stazione ma non c'è stato verso.. trovate il resoconto delle peripezie nel post precedente a questo. Ancora una volta mi viene in mente quanto consigliato dalla LP:  meglio non andare del tutto, e quindi non sovvenzionare il governo (piu’ o meno direttamente), o andare e ognuno col suo piccolo esempio, cercare di dare una speranza ai poveri burmesi?…veramente non saprei cosa dirvi e come fare per aiutare a risolvere i problemi del paese. vi dico solo che perfino il guerrafondaio di Washington ha decretato l’embargo (ma probabilmente i suoi motivi non sono puramente umanitari, da come conduce la politica estera Usa..). io ho parlato con tanta gente, ho cercato di capire, cercato - con quello che potevo - di aiutare chi mi chiedeva aiuto ma del mio passaggio non saprei dirvi chi godrà’ di piu’..
stamane sveglia alle 5, fuga in aereo per Bkk. Attraversiamo Yangoon all’alba, cinesi che fanno jogging, nebbiolina che si alza dal lago, scintillio della guglia del tempio che domina la capitale, i primi ristori aperti con i fuochi accesi dentro, sotto le pentole, in mezzo alla strada, silenzio, stormi di passeri che invadono gli alberi, e poi la tristezza dall’aeroporto, della hall anni 40 in disfacimento organico, della pista decrepita..
gia’ all’aeroporto di BKK si respira tutta un’altra aria che a Yangoon. scendo dall’aereo e sto quasi per prendere un mezzo per farmi portare in citta’ e poi mi dico che non ho più’ voglia di sbattimenti per un poco e .. mi compro un biglietto per il mare. prima di fare il check-in mi fanno accomodare nella lounge.. poltrone soffici, drink a volonta’, dolci di cocco.. insomma sto molto meglio di ieri. il volo e’ un poco burrascoso causa turbolenze ma.. quando l’aereo comincia scendere e sotto di me si vede il mare verde smeraldo non posso che dirmi.. strana la vita! (e militari bastardi!)

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