lunedì, marzo 03, 2008

Lazzaro avrà spezzato le catene?

11 marzo 2007


stamani ho preso il bus per tornare a Bkk.. ho fatto in tempo a fare colazione davanti al mare e poi ho staccato l’amaca - un poco come l’ammainabandiera - e ho aspettato in strada il pulmino che mi portava al traghetto per la terra ferma.. dopo aver raggiunto center-point, il porto dove attraccava il battello - ho cominciato a darmi da fare per far capire all’autista di turno che volevo prendere il bus che mi avrebbe portato direttamente nella zone dei turisti a bangkok..

non ero l’unico e dopo poco ci siamo trovati in 2 americanine ( - one dalla taglia..) 1 olandese 1 canadese e io… all’ultimo momento si sono aggregati 2 nuovi stranieri..

poco dopo che si sono avvicinati al nostro mezzo di trasporto ho sentito che erano una coppia di italiani, sulla trentina..

lei si chiama S. , lui non zo, (lo chiamero’ Lazzaro) cmq toscani - informazioni dedotte dalla targhetta sugli zaini perche’ fino a quel momento non avevo ancora dichiarato la mia provenienza e nel mio bagaglio non ci sono segni di riconoscimento di provenienza dal “bel paese”.

lui mi chiede in un inglese maccheronico se il pulmino andava al bus per bangkok..

io - in inglese - gli rispondo che speravo di si e che anche gli altri andavano li’..

lei sale sul pulmino portandosi dietro una borsettina. lui, da buon fuco, si e’ caricato i 2 zaini piu’ uno zainetto a mano. dopo e’ andato dall’autista e cercava di fargli capire che aveva gia’ comprato il biglietto per il bus diretto a Khao san rd ( la zone degli stranieri appunto)

l’autista gli dice si e gli chiede 40 bath a capoccia per il tragitto. lui spiega a lei - che stava all’ombra della copertura del retro del pulmino mentre lui era sotto il sole rovente e sudava copiosamente - e lei dice che e’ caro ( non sapeva neanche di cosa stava parlando ma.. e’ caro.. ) voglio precisare che tutti noi avevamo gia’ sborsato 50 bath a capoccia senza fiatare ( la tariffa esatta era quella e basta.. c’ero gia’ passato..)

alla fine lui paga, lei gli dice che l’autista era uno stronzo..

cosi’ tanto per gradire..

io sempre in incognito.

partiamo e, dopo poche centinaia di metri, il nostro bell’ italiota, che intanto ha visto un gabbiotto destinato alla vendita dei biglietti per il ferry per koh Chang, comincia a battere sulla fiancata ( segnale riconosciuto come richiesta di fermata ) e senza neanche aspettare che il pulmino sia completamente fermo, si butta giu’ e va a confabulare con la tipa del gabbiotto.

di noi che stiamo aspettando se ne fotte completamente. la sua signora ancora sul pulmino diventa una sfinge e si estranea, facendo finta di niente.

l’autista invece si incazza e gli urla qualcosa in thai che fa ridere tutti noi ( anche se ancora adesso non sappiamo cosa ha detto..ma il tono della voce era significativo del “disagio”)

alla fine l’italiota risale. non ha concluso niente e la tipa ridice “sono degli stronzi..”

potrei “riprenderli” subito - sto retaggio da caramba che mi fa sempre tendere all’intervento mi sa che non me lo levo piu’..- invece ho pieta’ di lui e taccio

il pullman dopo poco lascia la strada statale, deviando il suo tragitto e dopo qualche km siamo in un altro porto da dove parte il fatidico bus per Bkk destinazione Khao san rd. scendiamo quasi tutti, il fuco si ricarica i bagagli di tutti e 2 e la signora scende crucciata dal pulmino. io intanto ho comprato il biglietto per il bus , mi avvicino a lui e gli dico - in italiano - ” il bus e’ quello li’”

lui mi risponde - un poco sorpreso - ok, evitando di aggiungere il doveroso grazie - e informa madame.

destino vuole che siano seduti proprio dietro di me.

il bus parte ma dopo 20 minuti sosta in un altro porto - nella speranza di raccattare qualche altro passeggero, credo..

lei attacca subito con una critica sull’organizzazione.

lui intanto ha cominciato a tacere. non risponde piu’..

lei non soddisfatta gli fa presente che sono le 12.30 e che ha fame.

e che non e’ contenta di dover apettare fino alle 16.30 l’arrivo a Bkk per mangiare… perche’ lei ha fame.

fame adesso.

lui tace a oltranza.

io a questo punto ho quasi voglia di girarmi, guardare lui e chiedergli ” ma… l’hai mica sposata ’sta stronza?” e consigliargli di mandarla a dare via il culo appena arrivati a destinazione per non correre il rischio, tra 10 anni, dopo una vita di sopportazioni, di sbottare di brutto e fare qualcosa da finire sul giornale…

e invece alzo il volume dell’iPod e mi sparo un “what a wonderful world” di louis “satchmo” armstrong e mi rendo conto di quanto sia bella al vita da single.

ADORABILE.

cazzo di bus da turisti! ci mette 7 ore a fare 350 km ( compreso un attraversamento di corsia con contromano a causa di lavori in corso..)

ah…i 2 compatrioti non spiaccicano parola tutto il viaggio e anche durante la sosta che gentilmente l’autista del pullman ci concede ( 12 minuti per ingoiare qualcosa in fretta prima di cominciare a usare il clacson bitonale a 3 metri dalle nostre orecchie per richiamarci al nostro posto per ripartire..) non comunicano con nessuno e neache tra di loro

arriviamo a Bkk che e’ sera. dalle tratte sopraelevate passiamo vicino ai grattacieli, a una zona di case di legno appena distrutta dal fuoco ( e non posso non pensare a cosa ho appena lasciato - alle spiagge e alle foreste dove qualcuno di questi poverini ora senza casa una volta viveva e che probabilmente per lavorare ha dovuto lasciare.. “sviluppo” lo chiamano..)

Khao san rd e’ sempre piu’ un casino.. mangio cena in un ristorantino all’aperto e a un certo punto nel tavolo vicino arrivano 3 messicani.. una famigliola di quelle indios ..

discendenti dei Maya a Khao san road..

surreale..

sto realmente pensando di non considerare piu’ Bkk come punto di riferimento per le trasferte in Asia quando.. faccio un salto nel blu..

casualmente cambio strada - infastidito dal via vai delle moltitudini di ”farang” in transito - esco dalla zona turistica e mi ritrovo nella Bkk che mi piace, con i bimbi che ti gurdano ancora con curiosita’, i turisti che non sono per forza tatuati, con i dread-lock, le t-shirt con i loghi in bella vista ( tutti falsi per altro), con le ciabattine rosa o verde forte, niente foulard in testa alla bionde ( che comprano 12 paia di camicie per farsi fare lo sconto), che non sembrano bestie al pascolo in libera uscita insomma..

me la godo per qualche ora questa mia riscoperta..

passo vicino ad un locale piccolissimo e da li’ e sento una musica, del blues.. guardo dentro e il locale - grosso poco piu’ di una stanza- e’ pieno di gente e la band e’ di occidentali ( chitarra, armonica e voce, e sono pure bravi)

entro..

bevo una paio di birre mentre il concerto va avanti..

la vita e’ di nuovo potabile..

poi mangio un dolce sulla strada..

era un poco che non lo mangiavo piu’ : e’ una crema di cocco tiepida in cui si inzuppano quadratoni di pane da toast … e viene servito accompagnato da una bevanda iperdolce alla ciliegia che mi piace molto..

sono li’, seduto su uno sgabello, vicino ad un tavolino di metallo con sopra il dolce, il gestore sta facendo dei buchi col trapano in uno sgabello di plastica che si e’ rotto e che poi “cuce” con del fil di ferro ( praticamente gli da’ dei punti di sutura.. ) e rimette apposto lo sgabello..

ogni tanto qualche scarafaggio fa capolino dalle fessure sotto il marciapiede, ci guarda e se ne va

fa un caldo porco ma va bene cosi’..

sulla strada passa una bellezza locale..

capelli corti, canottiera marrone, jeans scoloriti, sandalini marroni..

unica concessione alla globalizzazione un piercing al naso ma non importa..

pago la mia orgia di glucosio ( 12 bath)

e mi esagero anche una composizione di fiori di gelsomino in un banchetto poco distante che ha un profumo spettacolare.

stanotte la mia camera sara’ un tuffo nel gelsomino - che figata..

ho pure trovato una serie di alberghi - ancora non sui depliants dei tour operators mondiali e\o citati dalla lonely planet - che domani controllero’..

via dai package tours, dai “forzati” del turismo di Khao sn road, dai tailandesi invadenti e prepotenti rovinati dal richiamo dei soldi, esasperati dall’insistente e incessante richiesta di oggetti da comprare, di sconti da fare, di viaggi da prenotare, di camere d’albergo da trovare a tutti i costi..

via via…

rientro in albergo..

e prima di addormentarmi mi torna in mente la coppia di italioti e mi chiedo.. ma lazzaro avra’ spezzato le catene?

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