lunedì, marzo 03, 2008

island hopping on sailing boat

29 aprile 2007


bene, per la prima volta mi sono trovato su una barca a vela inclinata tanto che l’acqua era a filo di uno lati della barca…

dopo averlo visto in tv e con delle foto, posso francamentre dire che l’esperienza diretta e’ parecchio diversa da quella virtuale…

sentire il vento che picchia forte sulla faccia - e dappertutto, il rumore dell’aria che passa sulle vele, il fatto di rendersi conto di essere in balia degli elementi, e il display dell’anemometro ( lo strumento che calcola la velocita’ in nodi del vento) che segnava 42 nodi…. bisogna esserci per capire!

paura? tutto sommato no, ma.. sorpresa parecchia!!

cosi’, eravamo di ritorno da un giro su un’isola del golfo del Siam che conoscevo poco ( e che mi e’ piaciuta molto.. ci tornero’ presto..) e dopo aver fatto diversi “bordi” per prendere un poco di vento che a quel momento era molto “moscio” ( 13 -15 nodi) e all’orizzonte il cielo ha cominciato a diventare sempre piu’ scuro..

il capitano ha lasciato poche vele aperte, ( comincio ad avere un pochino di dimestichezza con i termini tecnici delle barche ma preferisco che tutti capiscano quello che sto scrivendo, senza dover prima seguire le regate della Coppa America per tradurre i termini tecnici.. se vi dicessi che avevamo lasciato 2 mani di terzaroli alla randa penso sarebbe difficile tradurre) e ha fatto bene!!

dopo poco le raffiche di vento , in un attimo, sono salite da 13 a 40 nodi, la barca era tutta piegata per la pressione che il vento faceva su quel poco di vele che erano ancora su’ e in barca eravamo tutti muti.. oltre a me e il capitano c’erano anche altri 2 ragazzi non molto pratici di mare ( uno non sapeva nuotare e quando il vento ha cominciato ad urlare si e’ attaccato ad un maniglia in coperta e penso che , nonostante la cromatura, le sue impronte digitali siano rimaste stampate sulla maniglia in maniera definitiva)

con il vento anche il mare ha cominciato a far crescere le onde che ora riempivano il lato della barca dove andavano a sbattere facendoci rimbalzare addosso schiuma e spruzzi d’acqua.. una ventina di minuti durante i quali abbiamo anche fatto fatica a governare ( guidare) la barca, con alcuni scogli che dovevamo passare prima di entrare nella baia dove avremmo calato l’ancora che ogni tanto si trovavano proprio in rotta di collisione…

poi ha cominciato a piovere e forse proprio per questo il vento e’ calato sui 20 nodi e il mare ha cominciato a essere piu’ calmo.. la tensione che si era creata a causa dell’imprevisto alzarsi del vento si e’ cosi’ attenuata ma… il non nuotatore non ha mollato la maniglia fino a quando abbiamo calato l’ancora!!

a parte il battesimo dei 40 nodi, mi e’ piaciuto molto andare a zonzo spinto dall’aria gentilmente fornita gratuitamente e silernziosamente - ma anche imprevedibilmente - dal pianeta..

dopo una partenza a motore, un bicilindrico da pochi cavalli ma comunque rumoroso, muoversi senza nessun rumore a parte il passaggio dell’aria sulle vele, Santana che ci mandava assoli di chitarra dall’impianto hifi.. e ogni tanto il fischio dell’apertura di un barattolo di birra, fa piacere…

bello bello.

nei 2 giorni precedenti c’eravamo fermati davanti a un’isoletta , su un reef (barriera coralllina) davanti ad una spiaggia con pochi bungalow molto tranquilli..

la mattina subito in acqua a giocare con i pescini di tutti i colori, forme e dimensioni, con lo sfondo di costruzioni di coralli blu, verdi, gialli, arancioni, viola, bianchi a forma di candeliere, di panettone, di guglia, di spugna, con una visibilita’ da piscina..

venivo fuori solo quando guardandomi le mani vedevo che mi stavano per spuntare le membrane tipo palmipede tra un dito e l’altro.. o quando la mia schiena mi informava che mezzogiorno era vicino cominciando a “friggere”..

pranzo, pennichella a turno sull’amaca attaccato sotto il boma e poi giu’ di nuovo.. la sera cena a riva, fuochino sulla spiaggia (d’ordinanza) e crollo fisico in branda..

una sera un branco di pescini bianchi ( avevano incominciato a girarmi intorno e ovunque guardassi ne vedevo migliaia, fantastico) mi ha accompagnato fino a riva..

bello bello.

e non sono neanche riuscito ( non ho avuto il tempo..) ad affittare un motorino e andare a dare un’occhiata al paradiso che mi aveva descritto lo svedese dell’ultimo post..

da ieri, in compenso, a koh pitcha piove a dirotto e non si riesce ad uscire senza infracicarsi completamente.. meglio essere sulla terra ferma in queste occasioni ma non vedo l’ora di rivedere un poco di sole..

dura l’avventura..

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