lunedì, marzo 03, 2008

Had Yai: dim sum e topi

ciao ciao Thailand.. ho lasciato la mia isoletta e ora dopo uno stressante viaggio song teo-battello-pullman sono ad Had Yai per il “Visa-run”
visa-run = ogni mese, o ogni 3 mesi bisogna uscire dal paese che ti ospita per rinnovare o rifare il visto.. sembra una cazzata ma e’ un appuntamento che ogni expat tratta con fastidio..
bene, io non avevo nessun visa, solo le canoniche 4 settimane che rilasciano all’attraversamento delle frontiera e il mio momento e’ arrivato..
stasera sono ad Had yai, cittadina abbastanza famosa ultimamente per gli attentati dei fondamentalisti islamici nel sud del paese..
fa molto caldo e scopro che sono diventato quello che Pasquale Bruno - calciatore anche del Torino soprannominato “o animale” - definiva “una fichetta”: appena sceso dal bus ho puntato direttamente verso gli hotel con a/c e cable, senza neanche passare dalle guest houses..
vabe’, ora lo sapete..
cmq, ho uno zaino da pic-nic cosi’ non mi ci vuole molto ad installarmi in hotel.. mentre apro lo zaino scopro che come un fesso ho dimenticato il cavo per ricarica della batteria della macchina fotografica.. grave perche’ gia’ il simbolino giallo della ricarica si fa strada sullo schermo lcd della digitale e io avevo previsto di fare un pacco di foto in Malesia..
comincia il tormento.. dopo essermi dato del minchione un tot di volte opto per la cosa piu’ intelligente da fare: trovare una soluzione logica..
l’articolo che uso per digitalizzare le mie trasferte da quest’anno e’ di costruzione recente e questo potrebbe essere un handicap per trovare qualcosa di simile in zona.. allora punto verso l’unico shopping center presente in centro.. l’ora e’ tarda e, mentre sono felice di scoprire che l’articolo in questione ha raggiunto i negozi delal grande distribuzione tailandesi, non c’e’ nessuno in grado di recuperare il carica batterie dalla confezione originale e il mio problema continua ad essere tale.
oltretutto domattina devo alzarmi presto per prendere un odiato minibus per Georgetown, Malesia dove il consolato locale mi fara’ la grazia, previo pagamento , di farmi il visto..
urge decisione alternativa.. intanto mi fermo e trovo un posto dove mi faccio servire una biretta per sbloccare l’umidita’ che ha avvolto tutto..
poi decido di posticipare l’orario di partenza.. e sperare in Buddha che domani mattina ci sia qualcuno col cervello alla sezione macchine fotografiche del centro commerciale.
ora mi e’ venuta fame ed essendo Had Yai una citta’ dotata di una buona presenza cinese, mi trovo a girovagare nelle china town locale..
mi faccio attirare da un banchetto di dim sum.. per chi non ha mai avuto la fortuna di mangiarne sono dei piccoli bocconcini di pesce, gamberi o maiale cotti al vapore in contenitori di bambu’..
belli da vedere oltre che buoni da mangiare..
me ne faccio portare un camioncino e mi tolgo la voglia per un altro po’..
esco dal risto cinese e sento che c’e’ ancora spazio per un caffe’ fatto col filtro e un dolcino cinese, questa volta pero’ preferisco trovare una baracchina sulla strada, vicino ad un punto trafficato..
caffe’ discreto, dolci ok.. gelatine verdi, rosse e arancioni servite con il ghiaccio.. la padrona del banchetto attacca discorso.. io rispondo con quel poco di thai che posso sfoggiare..
di dove sei, che lavoro fai, come mai parli thailandese (??), dov’e’ tua moglie ( intesa come moglie thai, l’unico modo - secondo loro - per un farang di imparare la lingua locale..)
faccio appena in tempo a dirle che non ho ancora la fidanzata che divento oggetto di interesse per tre tipine in caccia di clienti..
una mi si avvicina, dice qualche battuta spiritosa e dopo qualche strusciatina mi lascia il numero di telefono con la promessa di raggiungermi in albergo in 20 minuti se la chiamo e di farmi un massaggio che non dimentichero’..
la padrona del banchetto non ha gradito l’abbordaggio e non mi parla piu’..
intanto ho cominciato a vedere dei toponi da kilo che girano un poco dappertutto..
pago e torno in hotel.. mentre passo vicino a dove ho mangiato i dim-sum ho il dispiacere di vedere che ora che il locale e’ chiuso, anche li’ i toponi regnano..
penso ancora un poco se fare la chiamata alla mia nuova amica e ..
vi saluto

mattina dopo, corsa verso il centro commerciale.. chiuso fino alle 10,30.. che palle!!
tento qualcosa di random e mi infilo nel mercato.. incredibile ma vero trovo una tipa che mi ricarica la batteria della macchina fotografica gratis!!
ho giusto il tempo di bere un caffettino e fare 2 passi che la batteria e’ carica.. la lascio con un grazie mille..
poi ci penso e non mi sembra abbastanza, cosi’ mi esagero una confezione di Ferrero rocher da 20 ( articolo da premio della giuria a queste latitudini ndr..) e quando torno da lei con il pacchetto in mano ho quasi paura che mi voglia baciare di fronte al marito tanto le si illuminano gli occhi..
bello fare qualcuno felice..
e ora..
frusta cocchiere che Penang mi aspetta..
a presto

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