lunedì, marzo 03, 2008

gli altri siamo noi?


1 giugno 2007


nel titolo mi rifaccio ad una canzone di qualche anno addietro, di Tozzi, Ruggeri e chi altri non ricordo..

7 giorni fa’ ho avuto occasione di entrare in contatto con una realta’ che non vivevo da tempo..

mi spiego meglio: ho incontrato una signorina, una notte di battaglie e bottiglie.. la mattina, anzi a dire il vero il pomeriggio del giorno dopo il nostro incontro, lei mi ha invitao a casa sua..

accetto volentieri, anche perche’ diversamente la signorina non avrebbe avuto altro modo di tornare a casa che il bus..

ok, partiamo!.

saliamo in moto, gira qui, gira la’, all’insegna a destra e dopo aver fatto qualche centinaio di metri su una strada sterrata… mi ritrovo in mezzo ad un piantagione di cocchi!

sotto una di queste piante c’e’ una casetta di legno, non molto simile a quelle che ci descrivevano nelle fiabe..

piuttosto.. qualche asse di legno, delle lamiere per tetto, l’acqua corrente che arriva attraverso un tubo di gomma ( bucato in molte parti e rattoppato con del nastro adesivo..) il bagno in fondo a destra ( nel senso che c’e’ una piccola costruzione qualche metro distante che sostituisce il bagno in ceramica e l’idromassaggio….) il letto= materasso buttato a terra( probabilmente ottimo per l’artrosi ma….)

insomma mi sono trovato in uno dei milioni di posti che milioni di persone nel mondo chiamano casa.

e mi sono sentito male.

male per il motorino ad accensione elettronica che stavo guidando.

male per gli occhiali da sole Ray Ban che avevo in testa.

male per la colazione a muesli con youghurt + caffe’ + pasta alla crema consumato in un ristorante con aria condizionata

male per i 10 dollari che pago per dormire in una camera con l’aria condizionata, la cable tv ecc ecc ( noi che stiamo in comodi deserti.. dice la canzone..)

male perche’ nonostante siano anni che conosco in prima persona ( sempre come testimone esterno a dire il vero..) queste situazioni, continuo a dimenticarmi di tutti questi milioni di persone nel mondo che non riescono neanche a immaginare la vita che facciamo in occidente..

mi sono veramente sentito una merda, diciamolo.

allora, cosa ha fatto il nostro italiota figlio dell’occidente?

ha cominciato a fare il Paperone de Paperoni.

dove il destino ha infierito, portiamo un raggio di sole con i soldi occidentali.

paghiamo per placare la nostra coscenza di consumatori.

paghiamo per giustificare il nostro essere nati con la camicia e non voler mollare la parte di paradiso che ci e’ toccata.

e ho comprato cibo, birre, sigarette, cene, viaggi in taxi, ricariche telefoniche..

sono stato ricompensato con noci di cocco appena colte dall’albero e aperte apposta per me, con pesci cucinati in fogli di cocco ( c’e’ solo quello!!!) e conditi con chilli e accompagnate da frittate di uova fatte da galline che abitano sotto la capanna e…

sorrisi..

il regalo piu’ grande per chi non puo’ dare altro..

e un bel giorno..

un bel giorno ho pensato che tutto questo era solo un palliativo.

utile per quel giorno. per il giorno dopo, forse.

ma non una soluzione.

quando saro’ andato via, forse ( spero proprio..) qualcuno prendera’ il mio posto ma il problema rimarra’ comunque

ma la soluzione dov’e'?

aspetto vostre nuove.

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