lunedì, marzo 03, 2008

Chantaburi 4

23 febbraio 2007


allora, stamattina , sono andato a fare colazione nel ristorante del Green Hotel di Pattaya come tutte le mattine.. guardato un poco male dagli altri ospiti dell’hotel perche’ ero senza accompagnatrice..in piu’, qualche strada piu’ in la’, avevano cominciato a lavorare le ruspe per la costruzione di un altro ecomostro che quelli in Italia hanno molto da imparare in quanto a distruzione del patrimonio naturale, mi sono deciso a rifare le valigie e schiodarmi da Pattaya..

il che e’ stato piu’ difficile del previsto!

la congiura dei tassisti ha tentato in vari modi di boicottare il mio distacco da Pattaya..

intanto alla reception, dove la manager voleva a tutti i costi che prendessi un minivan per andare alla stazione dei bus.

io ho sviluppato negli anni un odio feroce per quelle trappole per poveri stranieri che si ritrovano stipati in 25 e costretti a fare il periplo di tutti gli hotel delle varie zone per ottimizzare il viaggio.

quindi ho detto che non mi interessava il minibus.

a questo punto la manager non ha potuto che trovare conferma della sua supposizione che fossi un tipo strano: intanto ero tornato in hotel per 2, dico 2 notti senza accompagnatrici di sorta e poi.. niente minibus, avevo sicuramente dei problemi..

io mi metto lo zaino in spalla ed esco alla ricerca di un modo per raggiungere la stazione dei bus autonomamente.. dopo aver rifiutato proposte oltraggiose da qualche tassita ( tipo 10 euro per 3 minuti di taxi) ho trovato un son theo, i pick-up che fanno da taxi disposto a portarmi per 2 euro..

arrivo felice alla stazione del bus dove ritrovo l’addetta al turismo di Pattaya ( cosi’ per lo meno dice il logo sulla sua t-shirt) che mi comunica che per Trat, la mia destinazione, i bus non fermano alla stazione dove sono ma devo fermarne uno sull’autostrada che collega Bangkok a Rayon.

ricomincia la danza per trovare un tassista similonesto che mi portasse sull’austrada ma .. alla fine lascio la stazione a piedi col bagaglio in spalla.

11,30 am, 40 gradi sole a palla… girato l’angolo, fuori dalla portata degli sguardi dei tassisti ( cornuti ), fermo un moto-taxi che per una modestissima cifra si offre di portarmi dove fermano i bus diretti a Trat sull’autostrada.
Andando capisco però che non sa neanche dove andare..

cmq bene o male ad un certo punto avvistiamo un bus de luxe ( trattasi di autobus destinati al trasporto dei tailandesi, aria condizionata, musica thai a palla e interni da show di provincia bulgara)

il tassista mi molla augurandomi buona fortuna e io un po’ mi insospettisco.. ma tant’e’.

tratto con l’aiutante dell’autista del bus che inizialmente mi chiede il doppio di quello che ho capito, da quel poco che ancora ricordo di tailandese, e’ la tariffa per i locali.

scendo fino alla meta’ di quanto chiestomi e finalmente salgo sul bus.

dopo poco pago il biglietto e chiedo a che ora arriveremo adestinazione. dopo 4 ore mi viene detto, che mi sembra parecchio per fare 200 km ma non c’e’ altra soluzione..

mi rilasso un poco , comincio a sonnecchiare e dopo 30 minuti mi accorgo che il bus su ferma. penso sia una delle solite soste programmate per fare gasolio o rifocilalrsi ma da dietro una tipa mi dice ” change bus” ( cambiamo bus)

boh.. l’aiutante a cui avevo pagato il biglietto mi spiega allora in un mix di linguaggi che dovremo cambiare bus e mi rende 10 bath del prezzo del biglietto..

il nuovo bus e’ un bus di linea , niente de luxe, e l’aria condizionata fa fatica a uscire dalle bocchette..

prima di partire sempre l’aiutante dell’autista del bus di prima mi riviene vicino e mi rende altri 50 bath e mi dice sorry.

Sono sempre più preoccupato…

Partiamo.
Dopo poco comincia a piovere un diluvio. cielo nero.
Nessuno che mi abbia considerato, a parte un rimbalzare di “farang” appena sono salito sul bus ( i thai sono sempre stupiti di vedere uno straniero salire su uno dei loro bus.. lo erano gia’ 5 anni fa e in questo non sono cambiati..)

il bus viaggia alla velocita’ di un treno locale, e si ferma ovunque qualcuno dalla strada faccia segno di fermarsi.

Di questo passo non arriveremo mai.. oltre tutto non so neanche bene dove stiamo andando a questo punto.. la mia iniziale fede nel destino comincia ad incrinarsi e cerco di trovare qualcuno con cui comunicare.

una tipa 2 posti piu’ indietro che ha finito di fare una telefonata oceanica con "cheteneso’chi", mi spiega che andiamo a Rayon e che da li’ potro’ prendere il bus per Trat..

vabbe’.. per fare 100 km ci mettiamo 3 ore.

a Rayon come esco dal bus alla stazione parte il bus per Trat, anzi come riesco a capire dopo che sono salito al volo senza neanche aver potuto mangiare un piatto di riso, il bus va a Chantaburi, da cui parte il bus per Trat..

la storia infinita..

alla fine arrivo a Chantaburi sotto il diluvio alle 6 pm.

stremato decido che mi fermero’ qui per la notte e sono di nuovo vittima dei fucking tassisti. questa volta sono costretto a pagare 4 dollari per 3 minuti di son teo.
Cedo al ricatto un poco perche’ non conosco il posto e poi perche’ piove.

il primo stop e’ in un albergo che non capisco subito che e’ un albergo.
Sembra casa di qualcuno.
Mi ricevono 2 tipe coricate su 2 panche che senza neanche alzarsi mi dicono che non c’e’ posto ( per fortuna)

erano amiche del tassista (cornuto).

Che e’ poi costretto a portarmi in un albergo “albergo”.

ora sono qui, a Chantaburi dove credevo di essere l’unico bianco.

Invece poco prima di entrare in camera incrocio un soggettino che rientra di diritto tra i cosiddetti “freak” ( originali solo se sopra i 55 anni, a questo punto..)

Pare “sbiadito”, con qualche anno di vita tribolata sulle spalle, a giudicare dal fatto che sta seduto in corridoio, leggendo un quotidiano e si sta facendo scaldare dell’acqua su un fornellino a gas come se fosse a casa sua.

Mi ha fatto venire in mente un altra scena anomala: Nepal, 6 anni fa.

Sono nella hall di un hotel a Thamel, la zona turistica di Kathmandu.

Qui, un tipo sulla 25ina che urla , iin italiano, contro quelli della reception.

E’ appena tornato da un trekking, che doveva averlo segnato molto a livello neuronale - probabilmente causa abusi vari ndr.. - ed è rimasto “flashato” dal prezzo sul menù di un “continental breakfast”!!
Perso ogni contatto con la realà, pretendeva di scaldarsi un poco di latte lì, sul posto, con il fornellino da campeggio che aveva già tirato fuori dallo zaino..

Chissà che fine ha fatto quel tipo..

Quello che sta nel corridoio, se non altro, sembra tranquillissimo..

Cmq Chantaburi non finisce di stupire.

Pochi minuti fa’, qui nel posto dove sto usando Internet in mezzo a ragazzini, e non solo, che giocano ai videogame, arriva un nero. si, un nero africano. 2 metri di ebano in un mare giallo. quando lo guardo stupito e gli dico che non pensavo che ci fossero tanti stranieri in questa zona , lui si mette a ridere e mi dice ” don’t worry mate, you’re not alone here..” e scopro che c’e’ una colonia di 2/300 ghanesi che trattano pietre prezione qui.

adesso vado a vedere se riesco a mangiare qualcosa e vediamo che cosa deve ancora succedere..

domani Trat, forse… ( a questo punto)

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