lunedì, marzo 03, 2008

Burma. 56 k da Yangoon

17 marzo 2007


sono al terzo internet cafe da ieri.. questo, nonostante la velocita’ di connessione sia lentissima, con un paio di accorgimenti mi permette addirittura di scrivere sul blog.
dovete sapere che usando internet explorer e digitando quasi tutti gli indirizzi più usati nel mondo occidentale (che qui non riporterò per ovvi motivi..) la pagina si blocca e viene fuori un messagio che informa che hai cercato di accedere ad un sito non autorizzato.
poi stamattina arrivo qui e la tipa che gestisce il cafe mi dice che basta usare firefox come browser e si aggira il problema.
cmq la vita qua non e’ proprio ai massimi. mi sembra di essere tornato in India (e non mi era piaciuta tantissimo l’India)
la citta’ e’ stata costruita con stili architettonici inglesi e girando per il centro sembra di fare un viaggio nel tempo. molte costruzioni sono pero’ state abbandonate al degrado e chiuse. palazzi che erano destinati a universita’ e palazzi del governo ora sono abitati. le cancellate sono costruite - rattoppate - con filo spinato e residuati bellici. camminare sui marciapiedi costringe a continue gimkane tra buchi profondi e cumuli di immondizia. come molte nazioni ex colonie britanniche la popolazione e’ composta da locali, indiani trasportati qui probabilmente per usarli come forza lavoro e gli immancabili cinesi (c’e’ persino china town..) tutti vestono il longi (le donne lo indossano con una piega laterale - alcune , piu’ civette, hanno addirittura un mini spacco laterale -, gli uomini lo annodano sull’addone) e usano le infradito - anche qui, alcune donne accennano un tacco, ma anche in questo caso minimo. la sera non c’e’ illuminazione nelle strade. i tassisti, che devi continuamente usare perche’ la citta’ e’ grande e i mezzi pubblici proibiti agli stranieri, viaggiano su auto a pezzi, la notte non usano quasi le luci, fanno dei pezzi lunghissimi in folle per risparmiare il gas del serbatoio e si viaggia quasi a passo d’uomo, aria condizionata no.. mangiare qualcosa e’ parecchio difficile fuori dai ristoranti del centro. io, che voglio sempre fare lo spiritoso, ho provato a mangiare in un mercatino e il risultato sono stati 2 giorni di dissenteria feroce. quando mi stupivo in tailandia di poter mangiare tutto senza proccupazioni mi riferivo a questi pericoli. sono anche stato dal dottore (ossia, sono andato in una farmacia e nel retrobottega una signora che si dichiarava dottore mi ha misurato la pressione e il battito cardiaco prima di darmi delle pastiglie che hanno funzionato pero’..) … ( intro - sono appena entrati 2 cazzo di americani nell’internet cafe che pensano di stare a casa loro - anzi probabilmente a casa loro non si comporterebbero cosi, i minchioni..)
cmq oltre alle grane Yangoon offre anche parecchie attrattive:
nel centro della citta’ ho visitato Sule Paya , bello e strano allo stesso tempo, piazzato cosi’ in mezzo ad una rotatoria e con ai lati dei negozi, si.. avete capito bene, ai lati del tempio hanno ricavato degli spazi e all’interno ci sono assicuratori, professionisti.. stranissimo
e attraversando la strada della rotatoria, una moschea.. e a poca distanza un’altra e poi China town con i suoi odori, i pesci secchi, le uova tenute mesi - penso sotto calce - e che dovrebbero essere una prelibatezza (che non ho provato ndr), le farmacie omeopatiche dove compri polveri di cose che non sai neanche cosa siano..
e poi Shwedagon Pagodla pagoda di Schwedagon, tempio fantastico, enorme, tutto dorato, perso nel tempo..
e lo Scott market, dove ogni tanto folate di turisti sciamano, pronti a farsi attirare dallo sberluccichio dei manufatti in oro, dalle gemme , dai longi di seta, di cotone, misti seta/cotone (mi sono fatto una cultura prima di comprarne un paio anche io..)
cmq il pezzo forte rimane Shwedagon Pagodala pagoda di Schwedagon!
sono rimasto praticamente tutto il giorno in giro per il tempio senza mai smettere di scoprire qualcosa che non avevo visto.. le offerte di sigarette - accese come candele e lasciate a consumarsi per ingraziarsi questa o quella divinita’ (mai visto .. le multinazionali del tabacco potrebbero sponsorizzare l’iniziativa.. chissa’ che tra qualche anno non ci si trovi davvero la scritta pubblicitaria di una marca di sigarette sotto l’altarino delle offerte..) - il rituale di purificazione da destinare alla divinita’ che ti viente assegnata in base all’anno di nascita (io sono guinea pig.. e ho fatto le mie belle cerimonie al tabernacolo della mia divinita’ di riferimento.. se si avvera tutto quello che ho chiesto sono apposto per due vite..) poi il masso da sollevare 3 volte dopo aver espresso ancora dei desideri (se la tua anima e’ pure il sasso sara’ leggero come una piuma, mi dice la guida - che pero’ mi informa anche che quella particolare pietra e’ soprannominata “the Nixon stone” perche’ sembra che l’allora non ancora presidente degli Stati Uniti fosse passato di qui prima di essere eletto e che , nonostante la usa carriera politica, avesse sollevato la pietra senza particolari sforzi....), e i 3 (numero ricorrente come vedete) giri da fare in senso orario intorno al tempio pregando, e i suoni della campane rituali che ogni tanto rimbombano, e i canti dei monaci.. veramente notevole!
e oggi faro’ visita ad altre stupa in citta’
faccio parecchie foto ma di mandarle nella fotogalley non se ne parla nemmeno da qui
dovete aspettare un mese..
resto ancora qualche giorno qui e poi scappo a Mandalay
avevo previsto una permanenza di 4 settimane ma mi sa che rimarrò meno..
che strano non poter controllare certi siti di posta elettronica ma poter scrivere quello che ti pare sul tuo blog..


ciao

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