sabato, marzo 29, 2008

Terminal 5 di Heathrow Londra.. ancora problemi

ho scritto un post la settimana scorsa per complimentarmi con la creazione del nuovo Terminal 5 dell'aeroporto di Heathrow in Londra.
principalmente mi complimentavo con quanto dichiarato da uno dei responsabili della gestione del terminal che concentrava sull'operato dei lavoratori impegnati nel nuovo edificio il fattore chiave del successo dell'operazione.
e segnalavo anche il modo urbano di manifestare di un gruppo che chiedeva di limitare l'espansione del nuovo aeroporto per evitare un pericolo ambientale semplicemente con un pacifico sit-in e indossando una t-shirt.

purtroppo i problemi continuano, leggo dai giornali..
voli cancellati, bagagli persi..

seguiamo gli sviluppi.

qui il "Corriere della Sera" web
qui "le Monde" web
qui la "BBC" web

venerdì, marzo 28, 2008

libri: confessioni di un sicario dell'economia



casa editrice: minimum fax
autore john perkins
titolo: confessioni di un sicario dell'economia (la costruzione dell'impero americano nel racconto di un insider)
pagine:309
prezzo: 15 euro

commento Torino voto 7 data 11/02/2006

lo scrittore parla in prima persona delle sue esperienze come manager di un'azienda americana che progetta e mettte in opera grandi strutture per i paesi in via di sviluppo e degli inaspettati risvolti che ciò comporta..
dopo essersi laureato e con una breve esperienza di lavoro come volontario per la costruzione di una diga in un paese del sud america, viene contattato dai dirigenti di un' azienda ( americana ) e si ritrova in breve a modificare il futuro di intere nazioni che, aiutate dalle sovvenzioni della Banca Mondiale, sperano di migliorare le condizioni di vita della loro popolazione.
Ben presto però scopre , suo malgrado, che il vero interesse dell'azienda per cui lavora è l'assoggettamento economico dei paesi che formalmente dovrebbe aiutare a sviluppare.
Il meccanismo è semplice: prima si fa un sopralluogo nel paese dove intervenire, poi si creano esigenze fittizie di ristrutturazioni a livello nazionale, poi arrivano i capitali forniti dalla Banca Mondiale.
La popolazione locale viene coinvolta solo come mano d'opera a basso costo mentre la maggior parte dei fondi vanno all'azienda americana che ha progettato i lavori.
Ora il paese in via di sviluppo si ritrova con una struttura, magari anche inutile, e indebitato per sempre.
A questo punto è facile pretendere favori o influenzare il governo del paese sfruttato.

alcune pagine di questo libro sono veramente difficli da assimilare, abituati come siamo a pensare, in buona fede, che lo sviluppo dei paesi del terzo mondo sia un'obbiettivo umanitario condiviso da tutti e logico.
l'autore del libro ha lasciato l'azienda per cui lavorava e ora collabora alla realizzazione di progetti di sviluppo ambientalistici.

giovedì, marzo 27, 2008

le poste francesi distribuiscono i dividendi allo Stato.

la poste francesi sono di proprietà dello Stato.
quest'anno, per la prima volta dalla loro costituzione, hanno avuto un guadagno nell'esercizio 2007 pari ad un aumento di guadagni del 16% rispetto al 2006.
e verseranno al suo azionista di maggioranza, lo Stato appunto, 141 milioni di euro di dividendi.
bello quando le cose funzionano.


nell'articolo de "le Monde" web ( che trovate qui) , i particolari tecnici.

da abbinare al post relativo alla copertura di Internet sul territorio nazionale francese comparso qualche settimana fà nel mio blog.

democrazie moderne alle prese con problemi risolvibili. senza tanta enfasi.

E' appena stato inaugurato il terminal 5 dell'aeroporto di Heathrow.
Londra dispone di 4 aeroporti e solo a Heathrow passano 30 milioni di passeggeri l'anno.
a Malpensa ne passano 24 milioni.
tra l'aeroprto della Malpensa e Heathrow ci sono anni luce in quanto ad infrastrutture e collegamenti ( una per tutte.. ci arriva la metropolitana anche se è parecchio fuori Londra..)

l'inaugurazione è stata fatta in presenza della Regina.
il nuovo terminal 5 disporrà tra l'altro, di un apparato per la consegna dei bagagli che può smistare fino a 12000 bagagli l'ora.
( no comment sulla situazione bagagli del "secondo hub" italiano... quello che difendono i lumbard..)
i primi giorni hanno portato problemi di rodaggio dei meccanismi con ritardi nelle consegne dei bagagli.
comunque, tra i miglioramenti previsti ci sarà una diminuzione dei tempi di attesa: non si potrà prendere l'aereo arrivando meno di 35 minuti prima all'aeroporto e ci saranno più desk automatizzati che desk con personale.
fatto che, in una società digiuna di informatica come quella italiana, comporterebbe il blocco totale dell'aerostazione in poche ore.

Willie Walsh, responsabile capo della British Airways, intervistato dalla Cnn a proposito del nuovo terminal, dichiara" ho sempre criticato questo aeroporto per le scarse infrastrutture. ora che abbiamo un nuovo terminal sarà compito nostro (British Airways) fare un buon lavoro."
parole che non sentiremo mai in bocca ad un responsabile dell'Alitalia, qualora si trovasse nella stessa situazione, a causa di un concetto di "impegno" da sempre completamente diverso..

ieri un gruppo di ambientalisti ha protestato per la costruzione del terminal che è vicino a zone abitate.
la protesta è stata condotta in questo modo: i partecipanti sono arrivati al nuovo terminal e una volta sul posto hanno tutti indossato una tshirt che chiedeva lo stop dell'espansione dell'aeroporto.

così, senza urlare e sbraitare. niente tafferugli..

dura la realtà comparata.


mah..

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l'articolo originale della Cnn.com lo trovate qui

giornalisti con la G maiuscola

dubito servirà a qualcuno degli interessati ( abituati ormai da anni a essere solo la voce del padrone, senza preoccuparsi di cosa scrivono..)
ma voglio informarvi su come, secondo me, dovrebbero comportarsi i giornalisti.
quelli veri.
l'occasione mi viene fornita da una pagina sul web del sito del LATimes ( che trovate qui)
2 giornalisti che la settimana passata avevano scritto un articolo avvalendosi di documenti che sono poi risultati falsi, chiedono scusa per non aver fatto bene il loro lavoro.
( l'articolo scritto inappropiatamente riguardava la morte di un rapper.. ndr)

ma non con un trafiletto in ultima pagina.
in prima pagina con una foto e il rimando ad un articolo di 2 pagine.
e l'avevano già fatto lo scorso mercoledì.

mah..

ps:
pensavo..
certi quotidiani italiani, se facessero il "mea culpa", uscirebbero in volumi di 50 pagine...

I POLITICI DELLE STELLE

mercoledì, marzo 26, 2008

diossina nelle mozzarelle: a chi toccherà pagare le perdite?

"allarme eccessivo e immotivato" dice D'Alema, secondo il Corriere della Sera web (qui l'articolo) .
prima vanno in commercio mozzarelle alla diossina e poi ci dicono che non dobbiamo preoccuparci.
questa volta, a differenza dell'aviaria - ultima epidemia paventata e mai manifestata - sappiamo che "solamente" in 9 casi si sono riscontrate tracce di diossina.
intanto aspettiamo a breve abbuffate di mozzarella in tv da parte di uomini politici e presentatori ( dopo essersi assicurati sulla provenienza della mozzarelle..)

preoccupanti le cifre che stannno già comparendo sui media: quantificato in 20 milioni di euro, ad oggi, il danno per mancata vendita nella sola Campania.
ed è facile prevedere, si chiederanno aiuti economici statali per uscire dall'emergenza.
un' emergenza che hanno causato loro.

mah..

subprime mortgage: il pericolo che corriamo..

i famosi "derivati" prodotti dalla follia di banche i cui managers dovrebbe essere messi in carcere per sempre e strerilizzati (per evitare altri danni), stanno riducendo l'America in pezzi.
E i media italiani non ci informano abbastanza al riguardo.
preferiscono rimbabirci di diatribe tra politici bolliti e cambiamenti di allenatori.
comunque dopo aver visto la prima pagina de " il manifesto" di oggi (la trovate qui), sono andato a fare un giro sulla rete per vedere di persona.
e scopro, tra l'altro, questo articolo del Times inglese che parla di intere città spopolate.
parla di 35000 famiglie che hanno dovuto lasciare la casa che avevano comprato e che non hanno potuto finire di pagare.
35.000 famiglie = 100.000 persone.
solo in California.

la crisi economica che sta colpendo gli States ( il cui governo, attraverso il loro rappresentante Bush, sembra più interessato a continuare guerre in giro per il pianeta che a curare lo stato dei suoi cittadini), non può che avere ripercussioni planetarie.
e si farà sentire molto anche da noi in Europa.
inoltre, con la situazione confusa, e non destinata a migliorare, che abbiamo nel belpaese, prevedo sarà sentita qui da noi ancora di più che in molti stati europei.


ps:
ad onor del vero, dopo una ricerca sul LosAngelTimes, non sono riuscito a trovare nessun articolo in merito alla situazione delle vittime dei subprime..

mah..


qui la legge che regolamenta i subprime del senato americano

martedì, marzo 25, 2008

la Tata compra Jaguar e Land Rover

l'industria indiana si compra un pezzo storico dell'inghilteraa a 4 ruote.
ovvero come da colonie si diventa partner.

bellissima la dichiarazione fatta dai sindacalisti inglesi:
riporto quanto scritto nell'articolo del Corriere web di oggi
"Le rappresentanze sindacali delle due case automobilistiche britanniche
guardano positivamente alla transazione considerandola la migliore tra
quelle realisticamente possibili.."

a chi vuole intendere..

qui l'articolo originale dal sito del Corriere della Sera di oggi

nuova rete a fibre ottiche in Piemonte

info letta in un articolo on line su zeusnews.it che trovate qui
il CSI ( Consorzio per l'informatica) della regione Piemonte ha assegnato ( dopo una gara) a Telecom Italia la realizzazione di una rete a fibre ottiche che andrà a coprire il territorio della provincia per un totale di 430 km di fibra.
complimenti per la lodevole e intelligente iniziativa della regione Piemonte.
magari sarebbe opportuno dare più risalto a queste innnovazioni.



chissà com'è la situazione del cablaggio in fibre di Torino città?
qualcuno ha info?

lunedì, marzo 24, 2008

Robert F. Kennedy challenges Gross Domestic Product

sono arrivati a 4000 i morti americani in Iraq..




editoriale del NYTimes che trovate qui.
molte le testimonianze ( quasi tutte critiche sull'operato del governo Usa responsabile del conflitto) riportate di uomini ormai deceduti durante il loro periodo di ferma.
la relativa facilità di comunicazione dovuta all'avvento dell'elettronica e di internet, ha facilitato il reperimento di queste parole scritte a genitori, fidanzate e amici lontani.
sono stralci di email, racconti di vita di guerra scritti in blog o su mySpace o su Facebook..


riporto, di seguito, la lettera d'addio scritta da un militare americano in Iraq ad una ragazza conosciuta ( e con cui si era creato un forte legame affettivo nonsotante il poco tempo passato insieme) durante le 2 settimane di riposo perchè mi è sembrata molto toccante.


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R+R 2007

Hey baby. If you’re reading this, then something has happen to me and I am sorry. I promised you I would come back to you, but I guess it was a promise I could not keep. You know I never believe in writing “death letters.” I knew if I left one for my folks it would scare them. Then I met you. We were supposed to meet, darling. I needed someone to make me smile, someone that was an old romantic like I was. I was going through a very rough time in Iraq and I was startin to doubt my mental state. Then one day after a patrol, I go to my facebook and there you were...

I can’t stop crying while I writing this letter, but I have to talk to you one last time, because maybe the last time I heard your voice I did not know it would be the last time I heard your voice....

I Love You. Go be happy, go raise a family. Teach your kids right from wrong, and have faith, darling. I think I knew I loved you even before I met. I love you, Katy. * Kiss * Goodbye


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e aggiungo io
"MAKE LOVE NOT WAR"

mozzarelle alla diossina



dobbiamo aspettare di sapere da qualche paese lontano ( la Corea del Sud) che nelle nostre mozzarelle di bufala ci sono tracce di diossina..
molto probabilmente presente dopo che le bufale hanno assimilato, mangiandola, la diossina contenuta nei rifuti tossici.
molto probabilmente a causa del disastro ecologico che è la Campania ( e molto probabilmente altre aree del sud)
durante le risprese delle discariche a cielo aperto, dei rifiuti abbandonati ovunque, spesso nelle immagini faceva capolino un animale d'allevamento per produzione di carne o latte.
mi chiedo in che condizioni igieniche siano allora anche la frutta e la verdura coltivata a 10 metri da rifiuti tossici abbandonati.
situazione per niente straordinaria in certi territori.
ma qualcuno che controlla l'eventuale nocività di questi prodotti alimentari in Italia c'è?
ricordo, per esperienza diretta, la presenza di uno - sparuto - corpo specializzato di medici per il controllo fitosanitario delle merci ai Mercati Generali.
probabilmente esistono altri gruppi di medici predisposti al controllo dell'idoneità dei prodotti commestibili in vendita nella grande distribuzione ( che spesso tratta direttamente i prodotti che acquista nei luoghi di produzione)
certo non fanno analisi di laboratorio di frequente e generalizzate, ma a campione.
mi sa che, alla luce dei modus operandi truffaldini di certe aziende agrarie, bisognerà fargliele fare.

intanto farò più attenzione anche alla provenienza degli alimentari freschi che acquisterò in futuro.

qui l'articolo originale dal "Corriere" web di oggi

domenica, marzo 23, 2008

Scalfari su Alitalia.

inutile dire che concordo.
tratto dal sito web de "la Repubblica"
qui l'editoriale di Eugenio Scalfari completo

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Alitalia, chi pagherà i conti
della "cordata elettorale"


di EUGENIO SCALFARI





BERLUSCONI, per come racconta la cronaca e come lo ricordo io che fui
anche testimone diretto, è stato l'inventore delle cordate fasulle.
La più celebre fu
quella della Sme, passata anche sui tavoli della giustizia civile e
penale. Per bloccare il contratto già firmato tra De Benedetti e l'Iri,
s'inventò un'inesistente cordata guidata da un suo prestanome, certo
Scalera, che rimise in gioco l'accordo per il tempo necessario a
riaprire il gioco. Poi Scalera scomparve, scomparve fisicamente, e la
cordata Fininvest-Ferrero-Barilla ne prese il posto, ma era fasulla
anche quella. Alla fine lui si ritirò e Ferrero-Barilla si divisero le
spoglie della Sme.


In quel caso la Fininvest non aveva altro interesse che fare un favore
politico a Craxi. Il compenso fu il famoso decreto soprannominato
"decreto Berlusconi" con il quale il governo bloccò la sentenza della
Corte Costituzionale autorizzando le televisioni Fininvest a
trasmettere in barba alla sentenza della Corte e dei tribunali che le
avevano emesse.


Non fu il solo caso. Ce n'erano stati altri all'epoca della guerra di
Segrate, che vide ancora una volta opposti lui da un lato e la Cir di
De Benedetti dall'altro e che culminarono nel famoso "lodo Mondadori"
anch'esso transitato sui tavoli della giustizia civile e penale con
esiti a volte a lui favorevoli a volte contrari, sepolti infine dalla
prescrizione.


Il personaggio è dunque coniato in questo modo, se ne infischia dei
conflitti d'interesse, se ne infischia delle leggi e se ne
strainfischia delle norme europee. Guarda al sodo, al suo interesse,
animato dall'istinto del combattente e dagli spiriti animali d'un
capitalismo senza regole....

continua qui

sabato, marzo 22, 2008

libri: the damage done


autore: warren fellows
titolo: the damage done ( twelve years of hell in a bangkok prison)
casa editrice: Macmillan australia
pagine: 210
prezzo: 19.95 aus dollar ( 190 bath second hand)
lingua: inglese

commento Torino voto 7 data sept 06

un libro che racconta il durissimo periodo di detenzione in una delle più malfamate prigioni della tailandia di un gruppo di australiani colpevoli di traffico internazionale di eroina.
le pagine dedicate ai primi giorni in carcere sono piene di situazioni al limite della sopportazione umana.
le condizioni di vita sono durissime e la certezza di scontare la pena fino all'ultimo giorno nel carcere di Bang Kwang ( Bangkok ) non lasciano molte speranze per il periodo da trascorrere in custodia.
Solo un grandissimo spirito di adattamento, l'accettazione da parte degli altri prigionieri ( che sebbene di nazionalità diversa sono accomunati a loro dalla stessa condizione disagiata) e il sogno di ritornare a casa danno la forza a questi uomini di sopportare maltrattamenti , magri pasti, continue umiliazioni, convivenza di moltitudini di persone in spazi molto limitati, malattie e condizioni igieniche pessime.
l'attesa della liberazione finale dall'incubo, e il rientro in patria degli australiani, diventa uno stimolo che trascina a continuare la lettura, pagina dopo pagina, di tutto il volume.
da leggere.
( non so se esiste una versione del libro tradotta in italiano.)

libri: la profezia di Celestino


autore: James Redfield
titolo: la profezia di Celestino
casa editrice: Corbaccio
pagine: 248
costo: 26000 lire


commento Torino voto 7 data 05/ 2005

un libro che mi era stato consigliato e che ho letto con piacere.
E' la storia della ricerca di una serie di illuminazioni ( brevi racconti con uno sfondo filosofico) raccolti, appunto, nella profezia di Celestino. Queste illuminazioni dovrebbero servire a raggiungere una nuova consapevolezza spirituale individuale ( e poi generale ) che dovrebbe portare a dei cambiamenti radicali nel modo di interagire con gli altri e, di conseguenza, nel modo di vivere sul pianeta.
Non troppo metafisico da rallentare la lettura, la ricerca del manoscritto avviene attraverso l'interessante racconto di un viaggio in Perù e degli accadimenti nel tragitto.
Da questo primo volume nasce una serie di libri ( da intendere sia come continuazione del racconto iniziale che come approfondimenti dei messaggi che l'autore cerca di comunicare) e addirittura un film.
per quanto mi riguarda ho apprezzato alcune delle letture che continuavano la narrazione iniziale ( la decima illuminazione, il segreto di shambala) mentre non ho gradito quelle relative agli approfondimenti dei libri ( la profezia di Celestino, una guida critica).
la trasposizione cinematografica del libro non è stato un bel risultato.

venerdì, marzo 21, 2008

prima il milione di posti di lavoro, poi l'ICI , oggi addirittura compra l'Alitalia..

la prima volta , da Vespa, si era sbilanciato e aveva firmato in diretta "il contratto con gli italiani" e promesso il famosissimo milione di posti di lavoro...

poi, alle ultime elezioni aveva aspettato di essere, di nuovo, da Vespa per dichiarare come promessa elettorale che avrebbe abolito l'ICI...

ora a distanza di qualche anno promette di acquisire ( lui e i suoi figli, insieme a un gruppo già indebitato di suo..) e risanare l'Alitalia.

tutte dichiarazioni fatte in campagna elettorale..
ancora da realizzare..

da ricordare ad Aprile

acces point a 100 km di distanza!

articolo tratto da zeusnews.it. l'originale lo trovate qui

alla Intel sono riusciti a fare una connessione wi-fi a quasi 100 km di distanza.
l'innovazione che ha permesso di raggiungere questo traguardo è il nuovo software per semplificare l'invio dei dati.
utilizzando un router e un'antenna direzionale ( tutto normale fino qui), ma semplificando il sistema di controllo del ricevimento dei pacchetti inviati, sono riusciti a trasmettere ad una velocità di 6 mega ad una distanza di 60 miglia.
oltre questa distanza i problemi di curvatura terrestre fanno perdere i segnali.
il dispositivo è in fase di test in varie zone dell'India, Vietnam e Sud Africa.

inutile dire che potrebbe essere la via per connettere zone difficilmente raggiungibili senza dover sostenere spese ingenti.
speriamo che la tecnologia riesca a risolvere problemi che il nostro "sistema paese" non riesce a risolvere.
e comunque, ad aiutare milioni di persone in zone del pianeta meno fortunate.

giovedì, marzo 20, 2008

le cromiche italiane

e quindi anche oggi una ramata di boutades:
il presidente Napolitano che manda un monito agli italiani dicendo che non tutti i politici sono degli avidi fannulloni ( come "pretenderebbero" alcune giornali e pubblicazioni).. e raccomanda di andare a votare.. leggi qui
senza per altro menzionare che andiamo a votare con una legge elettorale da medio evo fatta proprio da questi politici.

poi la notizia che il nano pelato non vorrebbe l'Alitalia in mano ai francesi: e propone una cordata italiana con l'ausilio della sua progenie ( prima li sposa e poi gli trova lavoro..nepotismo? non diteglielo che, non conoscendo il termine, vi denuncerebbe!!). leggi qui
cioè = doopo aver triplicato il suo capitale personale da quando è "sceso in campo", si annetterebbe anche l'Alitalia!!

un'altra notizia notevole è il piano di risanamento della Telecom presentato da mister "Finanza Creativa" (già convinto di essere nominato ministro nel prossimo goeverno), che però mi sembra inutile commentare.. leggi qui

ci sarebbe di che ridere se tutto ciò fosse il canovaccio di una piece teatrale comica invece della situazione politica in vista delle elezioni in Italia..
nel 2008...

mah..

mercoledì, marzo 19, 2008

la situazione dei media in Italia by Beppe Grillo

sono talmente d'accordo con quanto riporta Beppe Grillo nel suo blog a proposito della situazione dei media in Italia, che riporto integralmente il suo articolo.
fate girare.
www.beppegrillo.it il sito d'origine del post.
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Vieira - Dalai Lama 1-0

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Il massacro dei tibetani è sulle prime pagine dei più importanti giornali del mondo libero. Da noi è un po' meno presente. Questione di priorità. In Italia l'informazione è serva, ma in modo comico, surreale, cialtronesco. Gli articoli sono palle colorate lanciate in aria dai clown dell'informazione assunti come direttori di giornali.
Il Corriere della Sera di ieri. Prima pagina. Foto centrale con "Vieira fa gol per Mancini" , 12 cm x 14,5, e sulla destra un titolo "Marina fa l'elogio di Luxuria, 2 cm x 11,5. In alto a destra un richiamo al Dalai Lama, 5 cm x 5,5 titolo e inizio articolo compresi e subito sotto un lancio dell'intervista a Andrè Glucksmann "Boicottare i Giochi non serve a nulla", 6,5 cm x 5,5: un centimetro più del Dalai Lama.
Il lettore che ripone la sua fiducia in Paolo Mieli e nel "salotto buono" del Corriere si inoltra a questo punto nella lettura delle pagine interne. Cerca, come è naturale, la notizia del giorno. Tibet, Lhasa, Dalai Lama, Cina, Giochi Olimpici. Pagina 2 e 3 sono dedicate alle amministrative in Francia. Certo, sono importanti, ma il Tibet? Sfogliamo. A pagina 5, dopo la pubblicità, c'è una foto di Testa d'Asfalto, 13 cm x 13,5, sotto il titolo "Protesta sulle pensioni, Berlusconi frena", 28,5 cm x 1,5. Andiamo avanti. Pagina 6 è dedicata a "La cura Air France all'esame del governo", titolo da 29,5 cm x 1 e due foto 2 cm x 2 della coppia Formigoni - D'Alema con le loro dichiarazioni in box virgolettati da 7 cm x 2.
Dopo le fondamentali opinioni dei nostri statisti Lhasa può sempre attendere. Doppia pagina 8/9 sul servizio "Emergenza imballaggi", titolo monstre 24,5 cm x 2,5 e una foto con gli ortaggi di stagione 37 cm x 24. Pagina 10 e 11 a questo punto non ci deludono. Della repressione cinese ancora non c'è una riga, ma le interviste riportate sono fondamentali. Titoli: "Veltroni sfida il Cavaliere. Siete voi che copiate" 17 cm x 3, "Capotondi: non corro, vorrei Silvio e Walter insieme" 26 cm x 1, "Mussi, il trapianto e la politica. Mi ha salvato mia moglie", 17 cm x 3. E' presente in una colonna personale di 33 cm x 4 anche l'immancabile monito dal Colle "Napolitano: politica urlata un danno alle istituzioni".
Sfinito, anche il più accanito lettore di Romano e Severgnini non si aspetta più nulla sul Dalai Lama e, infatti, lo accolgono a pagina 12 la pubblicità e a pagina 13 a famiglia Berlusconi, mezza pagina a testa per il papà Silvio e la figlia Marina. In alto: "Berlusconi: urne, c'è il rischio di brogli", 25 cm x 1,5 e, sopra il titolo, "Per vigilare sulle elezioni ci sarà l'esercito dei difensori della libertà. E ricorda la prima fidanzata" 23 cm x 0,5. Sotto: "Marina a sorpresa: mi piace Luxuria è preparata e spiritosa" 9,5 cm x 4. Le foto del papà con folla adorante, 26, 5 cm x 7,5, e della figlia, 15 cm x 9,5, completano la pagina. Ma non bisogna mai disperare. Infatti, a pagina 14 c'è il Tibet con il titolo su due righe "In Tibet genocidio culturale. Ma no al boicottaggio dei Giochi" 21, 5 cm x 3 e a pagina 15, a fronte l'intervista a Glucksmann "Disertare Pechino? Così non serve" 20,5 cm x 1,5. Il messaggio di pagina 14 e 15 è quello di non disertare i Giochi. La libertà del Tibet può attendere.
Per curiosità ho confrontato il Corriere con il Financial Times di ieri.

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Foto centrale della prima pagina con la protesta dei monaci 21,5 cm x 11,5, titolo "Chinese seal off Tibetan capital" 3,5 cm x 3, 5. Subito a pagina 2 un articolo su Lhasa, titolo "Tibetans' grievances with Beijing spill over violence" 11 cm x 3,5, foto di un tibetano in esilio 17 cm x 7,5. Leggete con il righello.
Vieira batte Dalai Lama 1-0. Libera informazione in libero Stato. V2 day 25 aprile.

martedì, marzo 18, 2008

la chiesa non riesce a rimanere neutrale.




e poi parliamo di ingerenze, di fanatismo quando in altri paesi del mondo la chiesa, qualunque essa sia, cerca di influenzare al vita politica.


ma non dobbiamo guardare troppo lontano, come dimostra la prima pagina del "Corriere della Sera" web di oggi!
personalmente non vedo perchè si debba tenere conto di quanto dice il clero a proposito di un ambito che non li riguarda..
e poi..
"vanno votati i valori" e"scegliete con giudizio" dicono dalla Cei.

il giudizio, insieme con il pentimento e l'espiazione dei peccati, dovrebbero predicarlo ai politici, invece di chiederlo a noi!

lunedì, marzo 17, 2008

banda larga al 98% in Francia. e da noi? + energie alternative


altro traguardo mancato: la copertura del territorio per la banda larga.

francia 98% ( in primavera arriverà al 100% e nel 2003 era al 50%)
germania 93%
spagna 90%
italia 60%

e i nostri delegati al governo che avrebbero dovuto gestire, favorire e sviluppare la copertura di rete?.
non hanno tempo per rispondere: proprio in questo momento sono in tv a blaterare che dovremmo votarli.

mah...

da ricordare ad Aprile.

qui un articolo relativo da "la Repubblica" web

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ps: ieri sera ho visto Report:
incredibile (e vergognoso) come realizzare progetti per l'utlizzo di energie alternative e pulite riesca dappertutto tranne che in Italia.

... "e chi avrebbe dovuto gestire, favorire e sviluppare le energie alternative?
non hanno tempo per rispondere: proprio in questo momento sono in tv a blaterare che dovremmo votarli.

mah..

da ricordare ad Aprile.".... (2)

domenica, marzo 16, 2008

libri: the broker





casa editrice: Arrow books
autore: John Grisham
titolo: the broker
pagine: 467
lingua: inglese
costo: 6.99 sterline

commento mio: koh Samui, 05/04/07 voto 8

John Grisham ha già scritto molti libri di successo - da cui sono stati tratti vari film ( il rapporto Pellikan, il giurato ecc ecc) - e sono tra i suoi più fedeli lettori.
la sua particolare visione giuridica del mondo che descrive e una buona dose di immaginazione per creare gialli intricati, sono le sue caratteristiche.
In diversi libri ha descritto storie americane ma in "il broker" ( e ne "Il gladiatore" che sto leggendo ora, tradotto..) le sue storie diventano italiane.
Chi avesse voglia di cimentarsi nella lettura di un libro in inglese (americano) con qualche digressione su termini avvocateschi, economici e sull'informatica, ma non è sicuro di affronatre 476 pagine con il vocabolario in mano, non si deve spaventare.
Come conseguenza dell'ambientazione nel Bel Paese, molte pagine sono quasi completamente in italiano anche nella versione originale!

buona lettura

recensione libri: Risvegliarsi in Giamaica





casa editrice: Feltrinelli Travellers.
autore: Stephen Foehr
titolo: Risvegliarsi in Giamaica
pagine: 274
costo: 16 euro

commento: Torino 14/03/08 voto 6


ho comprato questo volume perchè pensavo fosse un resoconto di viaggio.
Purtroppo non lo è.
Qualcuno alla Feltrinelli Traveller aveva altro per la testa quando ha inserito questo libro nella collana dedicata ai viaggiatori.
Sicuramente interessante se si vuole conoscere l'evoluzione particolareggiata del movimento rastafari, della musica giamaicana dalla sue origini africane alle evoluzioni successive dovute a varie contaminazioni culturali, con approfondimenti sui musicisti che si sono succeduti sulla scena musicale dell'isola e sulla storia della ex colonia britannica.
Di racconti di viaggio invece non ho trovato che qualche pagina ( non abbastanza su un totale di 274.. ndr): una serata passata su una spiaggia, la ricerca del jerky chicken ( famoso piatto locale) e poco altro..

da comprare se si è interessati in un trattato sulla musica reggae dalle sue origini.
non per viaggiatori.

comincia qui la rubrica dedicata ai libri.


vista la mia passione per la lettura ho pensato di inaugurare una rubrica che parlasse di libri.
devo dire che sono orami anni che ho l'abitudine di scrivere nell'ultima pagina del libro che ho appena finito di leggere un commento stringato compreso di data, luogo di lettura e voto finale.
dopo anni di letture in giro per il pianeta, aspetto ocn ansia il moomento in cui, entrando in un negozio di libri di seconda mano, troverò un tomo letto qualche anno addietro, con altri commenti aggiunti in seguito dai vari lettori che sono stati -temporaneamente - proprietari del volume.

intanto comincio con un libro che ho già raccomandato in un post dell'anno scorso:
dalla collana Feltrinelli Traveller
editore: Universale Economica Feltrinelli
autore: Sergio Ramazzotti
titolo: Vado verso il Capo ( 13000 km attraverso l'Africa)
pagine: 260
costo: 8 euro

riporto il commento scritto a fondo pagina:
Koh Chang 05/03/07 voto 8

poi una particolarità: ho letto il libro 3 volte mentre ero in viaggio. e non ne avevo mai abbastanza. l'ho ripreso in mano una volta rientrato in Italia ma qualcosa si era rotto e il fascino che aveva il volume "on the road" era sempre presente ma diminuito.
confermo comunque l'8.

il libro:
un reporter-fotografo accetta una sfida ( l'attraversamento del continente africano in 40 giorni) quasi per caso.
Una volta arrivato in Africa una serie di vicissitudini ( il furto della borsa che contenva le sue macchine fotografiche in una stazione dei pullman) lo lasciano senza strumenti per fare il suo lavoro.
Ma orami è in Africa e vuole riuscire a portare a termine la sua missione.
Rimpiazzati alcuni degli strumenti del lavoro, si incammina verso il sud del Paese. Il suo viaggio lo riporta in zone che aveva già attraversato in gioventù e poi il paesaggio e la gente che accompagnano il suo peregrinare tra frontiere fatte di sbarre in mezzo al deserto, visti validi diventati non validi e spesso da ricomprare dai doganieri ( padri-padroni del destino dei viaggiatori), strade che si perdono nella giungla, camion che attraversano guadi e mari di fango, treni fantasmi, predoni, contrabbandieri, spuntini a base di scimmia, gli fanno dimenticare la sua sfida e raccontano un'Africa che io non conoscevo e che mi ha affascinato.
Il viaggio di un occidentale che non ha paura di sporcarsi le mani e che viaggia come gli africani con gli africani.
notevole il finale.

consigliato ai viaggiatori!

sabato, marzo 15, 2008

Tibet: i cinesi massacrano la popolazione locale.


nonostante l'abbiano occupata militarmente prima e con esodi di massa di popolazione di altre province poi, il Tibet continua a credere di poter essere indipendente.
Nel 1950 la Cina invade il TIbet, senza che nessuna delle potenze mondiali abbia da ridire.
Nel 1959 il Dalai Lama ( capo spirituale dei monaci tibetani e della popolazione civile) deve scappare in India per sottrarsi all'arresto ( o peggio..) da aprte delle guardie rosse, dove vive tuttora in esilio.
Dal 1950 a oggi si stima siano stato uccisi 2 milioni di tibetani.
E sicuramente sappiamo che la rivoluzione culturale ha fatto distruggere almeno 6000 luoghi di culto.
In questi giorni sono riprese le violenze dell'esercito cinese sui tibetani.
Forse in previsione delle Olimpiadi, vogliono dare l'ultimo colpo alla resistenza tibetana.

Su alcuni quotidiani ho visto parlare di boicottaggio dei Giochi Olimpici.
Certo spiace per gli atleti che hanno faticato per 4 anni per gareggiare.
D'altro canto sarebbe ora che si facesse capire al governo cinese che il mondo oggi non è più quello della "lunga marcia" e che devono fare i conti con l'opinione pubblica mondiale e non solo con i loro interessi personali.
E quale migliore occasione per vanificare i loro sforzi di apparire un paese moderno, mentre al suo interno adotta metodi che niente hanno a che vedere con il rispetto dei diritti civili, di quella proposta dalla vetrina mondiale delle Olimpiadi...

boycott Beijing 2008

qui il link per il sito di Reporters Sans Frontieres

genova città informatizzata.

riporto un articolo tratto dalla sezione "tecnogia & scienza" della versione web de "la Repubblica".
Genova ha in progetto ( in avanzata fase di realizzazione..) di coprire tutta l'area della città con connessione wireless.
inoltre c'è un accordo con GoogleMaps per migliorare quanto disponiblie online relativo alla città.
e un sito molto fornito su YouTube aperto ai contributi degli utenti.
bravi.

per ulteriori approfondimenti trovate qui e qui.

in Alabama si sta concretizzando il sogno del pastore tedesco...

L'articolo tratto dal NYTimes di oggi lo trovate qui.

una nuova legge è stata varata dal governo dello stato (Alabama) e messa in pratica con notevole diligenza nella contea di Andalusia, nel sud del paese.
con l'intento dichiarato di proteggere i diritti del nascituro, si procede ad analizzare il sangue di tutte le donne incinte.
e se nelle analisi vengono riscontrate tracce di stupefacenti, già durante la gestazione o immediatamente dopo la nascita la madre viene mandata in prigione ( con pene severe ndr) per aver messo in pericolo la vita del nascituro.
E la creatura ( qualora fosse già nata) viene affidata alle cure di qualcun altro della famiglia.
il giudice in questione, mr Gambril, sembra non fare alcuna distinzione tra feto e bambino.
in particolare spiega che la legge è stata scritta per assicurare ai neonati di vivere in un ambiente sereno e protetto,
e per lui non c'è differenza tra un ambiente esterno e il feto.
nè del resto sembra interessato a fare differenza tra uso occasionale di droga e dipendenza.
nell'articolo vengono riportati diversi esempi reali di quanto si sta concretizzando in questo paesino rurale.

fondamentalisti cristiani.
di quelli che piacciono tanto al pastore tedesco che sta a Roma in questi anni..

mah..

giovedì, marzo 13, 2008

sei senza lavoro? sposati un milionario!

che le cose non vadano come dovrebbero ce ne siamo accorti tutti.
che siamo stanchi di sentire delle facce di gomma che promettono cambiamenti e poi se ne dimenticano, è una certezza.
che la parole di un politico ( di qualuque estrazione, mi sembra di poter dire alla luce di quanto abbiamo visto negli ultimi anni) tendano al puro esercizio di retorica, è assodato.
che si risponda ad una precaria che il problema del lavoro si può risolvere ( qualora si nasca femmine ndr) sposando un milionario, è l'ennesima prova dell'anomala situazione italiana!

a parte che risulterà inutile persino indignarsi per la "boutade"..
tanto domani, dopo un'occhiata ai sondaggi, arriverà pronta la smentita.
oppure, se la notizia l'ha riportata più di un giornale, basta parlare di complotto dei media..


aggiornamento:
non è arrivata una smentita ma una interpretazione diversa della "boutade": in fondo era solo uno scherzo!
ma certo!
seriosi noi!
del resto abbiamo avuto negli ultimi anni presidenti del consiglio che durante le foto di gruppo del consiglio europeo, sono stati immortalati mentre facevano le corna di nascosto ( come alle scuole medie..) , o che danno del kapò ad un parlamentare europeo tedesco alla prima apparizione a Bruxelles, o che mettono in imbarazzo il primo ministro tedesco facendo i gigolò..
probabilmente una parte degli italiani si riconosce in questo modo di fare..
la parte dei Bar Sport...


aggiornamento 2:
la signorina che si è sentita rispondere di trovarsi un marito milionario invece di preoccuparsi di un lavoro fisso, ora si presenta alla elezioni proprio nelle fila di chi l'ha presa in giro ( insieme a centinaia di migliaia di precari..).
probabilmente questa è la chiave di lettura della situazione italiana: nessun ideale, solidarietà, coscienza civile. opportunismo è la parola d'ordine.

aggiornamento finale:
la signorina non si candida più.



mah...

da ricordare ad Aprile.


qui l'articolo

freecycle.org. = scambiamo per vivere meglio.


tra le tante cose che possiamo fare per aiutare il nostro vivere c'è la raccolta differenziata.
che a Torino sembra abbia raggiunto il 40% del totale dei rifiuti.
bene.

un'altro modo per evitare l'aumento dei rifiuti, c'è!
l'iscrizione alla mailing list di freecycle.org.
attraverso la newsletter potete mettere a disposizione di chi ne ha bisogno un oggetto che non utlizzate più e che rischia di finire in cantina, o peggio nell'immondizia.
o richiederne uno.
c'è di tutto: dalla coppietta che ristruttura casa e decide di donare gli eletrodomestici della cucina invece di infilarli nel cassonetto, a qualche giovane che per lasciare il nido, preso il coraggio a due mani, e magari insieme a qualche amico , affitta un appartamento ma non ha i soldi per arredarlo ecc ecc
gli oggetti devono essere in buono stato e non ci deve essere nessun fine di lucro nello scambio.
ma le regole le trovate nella home page per l'iscrizione.

questi scambi non devono essere visto solo come un modo per risparmiare soldi: sono anche un modo per diminuire gli sprechi.
e mi piace pensare che sia da considerare come una scelta e non come un bisogno.

se tutti cambiamo modo di fare, presto vedremo dei miglioramenti.

qui il link per freecycle.org
qui il link per la newsletter freecycle.org di Torino

martedì, marzo 11, 2008

Italia 2008 (?) - 8 anni per scrivere le motivazioni di una sentenza e i condannati sono liberi.

prima li giudica colpevoli, poi non rispetta i termini previsti per pubblicare le motivazioni e visto che la sentenza ha tardato tanto ad arrivare, gli imputati ( mafiosi condannati a vari anni di reclusione) sono usciti dal carcere.
Ora, dopo 8 anni, quando gli viene chiesto come mai non ha ancora scritto la sentenza, risponde di "non avere tempo per queste cose".
Italia 2008 (?)
complimenti al giudice.

qui l'articolo

lunedì, marzo 10, 2008

USA: analizzando le acque dei fiumi scoprono tracce di farmaci


Da un'analisi delle acque potabili di molte delle città americane, sono risultate tracce di un vasto numero di prodotti farmaceutici.
Antibiotici, antidepressivi, ormoni, tranquillanti sono nelle acque di almeno 40 milioni di americani.
in Philadelphia i ricercatori hanno trovato tracce di medicinali anti-dolorifici, contro infezioni generiche, il colesterolo alto,l' asma, l'epilessia, malattie mentali, e per il cuore.
Un totale di 63 prodotti farmaceutici sono nell'acqua del rubinetto in quella città.
E i ricercatori della US Geological Survey, analizzando un depuratore nella Passaic Valley Water Drinking plant, hanno scoperto che almeno 850.000 persone hanno assunto insieme all'acqua medicinali per l'angina e antidepressivi.
a San Francisco hanno trovato ormoni sessuali nell'acqua potabile.
in Washington DC l'acqua è risultata positiva a 6 farmaci.
e via così.
la legge americana federale non richiede test sull'acqua potabile( o almeno così leggo nell'articolo ndr)
Su 62 richieste di controlli, almeno 34 città non hanno risposto ( e parliamo di città come Chicago, Boston,Miami, New York City, ecc)
e tra quelli che hanno fatto dei controlli non tutti i farmaci sono stati ricercati.

penso che presto saremo costretti a cambiare atteggiamento verso quanto consumiamo e/o buttiamo inquinando il pianeta.
bello sarebbe farlo per scelta e non per bisogno.
purtroppo per fare si che questo avvenga dobbiamo impegnarci tutti.
ma la consapevolezza di quanto sta succedendo a livello ecologico non sembra essere una priorità generalizzata e dubito che ce la faremo in tempo..


qui l'articolo originale da Aol.com in inglese

domenica, marzo 09, 2008

il TGV fa scendere AirFrance dalla sue nuvole!


il TGV (train gran vitesse) francese ( sarebbe la nostra TAV "treni alta velocità" ma in Francia funziona già da almeno 15 anni ndr..) fa perdere passeggeri alla compagnia di bandiera francese.
su certe tratte il treno ha battuto l'areo e AirFrance si vede costretta a dismettere alcune tratte e a rilocare 1000 dipendenti.

Una notizia così non potrà mai comparire sui giornali nel nostro Paese.
nel senso che abbiamo ancora da terminare ( e non so se avverrà!) la linea TAV e la nostra compagnia di bandiera (Alitalia) perde miliardi tutti i giorni e non si vede possibilità di risanamento a breve ( ma neanche a medio termine.. specialmente se rimane in mani italiane..).

incredibile come i nostri politici, che ci hanno messo in questa situazione da paese in via di sviluppo anche a livello trasporti, stiano in questo preciso momento su qlache palco a gridare e blaterare con fogli svolazzanti ( programmi??) in mano e indicano l'opposizione come responsabile della situazione generale italiana.
ancora.
e ancora.
e ancora.

da ricordare ad Aprile.

qui la notizia sul sito web di Liberation

sabato, marzo 08, 2008

Bush usa il potere di veto per proteggere i metodi della CIA

mentre il Congresso avrebbe voluto porre un limite alle tecniche utilizzate dagli uomini della CIA durante gli interrogatori, il presidente uscente utilizza la sua possibilità di veto per mantenere la situazione tale e quale.
Mr Bush ha bloccato una legge che avrebbe vietato agli agenti della CIA di utilizzare metodi come il tentato annegamento dei sospettati, tecnica molto criticata sia nel Paese che all'estero.
Tecnica non permessa nè per i militari USA nè per la polizia locale.
Mr Bush ha motivato il suo veto con il pericolo terroristico.
Certo da un esportatore di democrazia non ci si aspetterebbe che promuovesse la tortura.

Per fortuna ha quasi finito di fare danni!

qui l'articolo

hackers made in China: nessun sito è protetto!

dalla Cnn questa nuova relazione sullo stato degli attacchi informatici in rete.
sembra che un gruppo di hacker cinesi sia riuscito a entrare addirittura nel sito del Pentagono.
E' facile capire che, se sono veramente stati in grado di penetrare i sistemi di sicurezza informatici del Dipartimento della Difesa americana, i firewall e i vari software che proteggono i nostri dati non li inpensieriscono per nulla.
per fortuna non abbiamo dati sensibli ( che potrebbero interessare ackers di questo livello ) da proteggere.
qui l'articolo.

Voglio farvi notare uno dei commenti:
cindy scrive: perchè non entrano nel sistema informatico della mia banca e mi cancellano il mutuo?




la mia prima intervista!

qualche mese fa ho trovato il sito dei Freegan (www.freegan.info)
nella homepage ho letto delle cose interessanti ( riduzione degli sprechi, riciclo, utilizzo di energie pulite, ridistribuzione del superfluo, ecologia ecc) e ho chiesto se sarebbero stati interessati ad avere una versione italiana della home page.
mi ha risposto Madiline ( una delle rappresentanti) comunicandomi la sua disponibilità ad inserire una traduzione ( dovrebbe essere online presto..)
in seguito la sede di New York ha ricevuto delle richieste di informazioni da diversi media italiani.
tra questi Tgcom.it.
ho fatto da tramite e sono stato intervistato in merito al movimento Freegan in Italia.
in questi giorni il materiale è stato montato e messo on line.
l'incontro che ho avuto con i 2 giornalisti è durato quasi 30 minuti ma nel video ci sono solo degli estratti dell'intervista.
comunque, di seguito i links.

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"I rifiuti sono oro" su YouTube.com

venerdì, marzo 07, 2008

One laptop per children a Firenze

Firenze è la prima città italiana ( anzi europea ndr) ad aderire all'iniziativa lanciata da Negroponte.
bravi.
One laptop per children è un progetto che vuole diminuire il digitaldivide.
sono computer portatili, con un sistema operativo open surce, alimentati a manovella.
Comprandone uno ( 200 dollari + iva) se ne regala uno uguale a chi non potrebbe permetterselo.

ho già parlato di One laptop per children e vi rimando agli altri miei post nel blog.

altrimenti, leggete l'articolo comparso sul sito web de "la Repubblica" qui
o visitate il sito della One laptop per children qui

giovedì, marzo 06, 2008

Keith Richards fa il modello per Louis Vitton!

E' un mondo grande..
da questo articolo tratto dal LATimes scopro che il rugoso Keith Richards ( quello dei Rolling Stones) ha fatto uno spot per Louis Vitton.
non ha neanche indossato un capo dello stilista ma si è fatto riprednere mentre suona la chitarra in una camera d'albergo.
e ha dato i soldi in beneficenza..

bel gesto.
nonstante l'età sempre un tipo spettacolare

cyber rebels from Cuba

interessante articolo del NYTimes sulla situazione dei cybernauti cubani.
impossibilitati, nella maggior parte dei casi, a connettersi su internet, per evitare imbarazzi al governo locale.
e che, giustamente, cercano modi per sorpassare il blocco.

l'articolo (in inglese) lo trovate qui

mercoledì, marzo 05, 2008

concordo con Grillo.

dal blog di Beppe Grillo (http://www.beppegrillo.it/)

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Fuori tutti. Avete distrutto il Paese. Le vostre facce sui muri sono per noi. I nostri vaffanculo sono per voi. Nessuno di voi merita il voto degli italiani. Cari dipendenti i vostri obiettivi sono noti, sono tre. La poltrona, l’impunità, gli affari. I galantuomini ci sono anche tra voi e sono i primi che se ne devono andare. Sono pochi e quindi si notano di più. Fanno quasi tenerezza e molta rabbia. Sono i pali della politica. Un po’ ingenui, un po’ fresconi.
Fuori tutti. In quindici anni avete riportato il Paese al dopoguerra. La Finocchiaro e Bianco si dicono stupiti che io supporti la lista civica regionale di Sonia Alfano in Sicilia. Anime belle, voi mi offendete. Tra voi e lo psiconano non c’è differenza. Siete il partito dello status quo che ha lasciato fare al centrodestra ogni porcata senza mai muovere un dito. Il partito di Bassolino, la cozza di Napoli. Di Topo Gigio che ha paura della sua ombra e anche di quella di D’Alema e parla di tutto. Ma non del conflitto di interessi, di Rete 4 sul satellite, della corruzione di giudici per l’acquisto della Mondadori. Siete quelli di Bettini, il portavoce del PD, che ha affermato che Antonio Di Pietro “non è adatto per il ruolo di ministro della Giustizia”. Forse lo vuole nominare ministro per i rapporti con il Parlamento o sottosegretario alla Difesa. Ovunque non disturbi i manovratori. Siete quelli dell’indulto, dell’Unipol e della Forleo a cui avete messo la mordacchia. Di Violante che ha garantito le televisioni allo psiconano e lo ha dichiarato pure in Parlamento.
Fuori tutti. Casini, Azzurro Caltagirone, che abbraccia Moggi ed evita la galera a Cuffaro candidandolo in Parlamento. Casini ripreso sempre con il crocifisso dietro le spalle. Se Cristo potesse, scenderebbe dalla Croce per prenderlo a calci.
Fuori tutti. Fatevi dimenticare. L’oblio potrebbe salvarvi. Mastella non lo vuole più nessuno. Il suo lavoro sporco lo ha fatto. Ora fa solo perdere voti. Il Pastella dichiarò, sudato, che Beppe Grillo non gli avrebbe fatto fare la fine di Moro e neppure quella di Craxi. Forse è meglio che si guardi dai suoi mandanti e non da un comico. Le vostre facce sui muri sono una provocazione, una istigazione alla rabbia popolare. Le elezioni sono incostituzionali, non possiamo scegliere il candidato. Possiamo solo votare il Partito Unico dei Gemelli Siamesi.
Un tedesco che non avesse votato durante il nazismo. Un sovietico che non avesse votato durante lo stalinismo. Un italiano che non avesse votato durante il fascismo. Come li chiamereste? Democratici, persone libere? Siatelo anche voi. Non votate per le elezioni politiche. Esercitate il vostro diritto di non essere presi per il culo.

google transit per prendere il tram!

interessantisimo servizio aggiunto nelle google maps e che , fortunatamente, copre anche il territorio italiano.
da oggi andando sulle "google maps" trovate il servizio "transit" che vi informa sul tragitto e sui mezzi pubblici da utilizzare per raggiungere la vostra destinazione.

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qui il link per le google maps
qui il link per un interessante articolo realtivo all'argomento da zeusnews.it

Sandro Pertini - l'idea di socialismo

lunedì, marzo 03, 2008

aggiornamenti posts

ho traslocato alcuni post che erano sul mio vecchio blog e che non volevo perdere.
sono tutti nella categoria "diario di viaggio" e ho riportato in tutti la data originale del post ma, avendoli aggiunti qui solo oggi, li trovate tutti come appena pubblicati...
mi scuso per la confusione.

ciao

ps il vecchio blog lo trovate qui

koh pitcha

26 marzo 2007



zaino in spalla, saluti a casa, traghetto, nuova ricerca bungalow, nuovi ristorantini..

koh pithca.

mai stato qui.. sempre nel golfo del Siam, poche ora di battello dall'ultimo approdo ma ancora poco frequentata dai turisti all-included (diciamo che sull’isola non c’e aereoporto e questo fa gia’ la grande differenza..)

la vita e’ diversa da dove ero prima ma anche qui c’e' un hard core late night show che comincia quando i “buoni” vanno a nanna. dalla 2 in poi, fino all’alba, ci sono un paio di posti che offrono l’opportunità di vedere un mondo sommerso, a volte pericoloso, che si disintegra alla prima luce dell’alba per ricrearsi dopo qualche ora, a notte fonda

anche qui esiste una colonia di expat, tra cui, immancabili, diversi italiani…

c’e’ quello che non torna in Italia che un mese l’anno, dice che faceva il broker (ma cosa "spaccasse" di preciso non saprei… forse vetrine...)

c’e’ una discreta colonia di personaggi da Bologna e dintorni ( alcuni pensionati, alcuni in fuga da una vita diventata "stretta")

diversi milanesi.. - per fortuna qui ancora nessuna traccia dei milanesi “da bere", che la sera escono con i pantaloni lunghi e la camicia stirata, che vanno al bar e bevono vino bianco all’aperitivo anche al tropico, quelli che si fanno spegnere il ventilatore vicino al biliardo perché’ gli influenza la traiettoria del tiro” - senza considerare peraltro che i biliardi su cui giochiamo hanno panni gonfiati dall’umidità e che le stecche dritte vengono fermate a Bangkok e non hanno mai raggiunto le isole ..

insomma l’isola e’ ancora “fighetti-free”

c’e’ quello che era in Indonesia e che si e’ rotto un piede cadendo col motorino e ha pensato di passare la convalescenza dall’operazione al piede che ha subito venendo qui , senza pero’ dimenticarsi di portarsi dietro la badante indonesiana…

e poi c’e’ quello che ha mollato tutto, preso la patente nautica, comprato una barca a vela e fatto rotta verso i mari del sud, senza molta esperienza di mare aperto ma con tanta voglia di lasciarsi alle spalle tutto, di avere le ciabatte ai piedi 365 giorni l’anno, l’unico problema la manutenzione della barca e il doversi spostare ogni 6 mesi (anche per le barche il visto turistico scade..)

c’e’ il 65enne che scappa dalla routine e qui , nel suo bungalow in riva al mare, tiene un diario di viaggio e numera le sue “conquiste” - con commento sulle capacita’ amatorie..- e che, dopo qualche mese qui comincia ad annoiarsi e sta progettando una fuga su qualche isola remota in Malesia (si, quelle di Salgari e Monpracem..)

c’e’ il tipo qui ha trovato l’amore e che sono 6 mesi - da diversi anni ndr - che passa le serate a giocare a biliardo e ad aspettare che la fidanzata finisca di lavorare (e immagina futuri poco realistici, figli della passione..)

ho ritrovato perfino un tedesco che era mio vicino di bungalow 6 anni fa e che ha deciso di passare gli ultimi giorni della sua vacanza sull’isola dopo un paio di mesi in Chang Mai..

facce conosciute, un poco sciupate dal tempo, dal sole, alcuni dalle birre.. una vita che avevo dimenticato preso dalla quotidianità’ di Torino e dalla vita italiana.. e’ un poco come tornare a casa, un’altra casa, dove tutti sono amici e sconosciuti allo stesso tempo, magari più’ disposti ad aprirsi con te proprio per questo.

di certo più’ veri, anche perché’ non hanno nessun motivo di fingere.. continua a venirmi in mente quella frase di Bertolucci nel film “un te’ nel deserto”: ” la differenza tra un turista e un viaggiatore e’ che il turista comincia a sentire nostalgia di casa fin dal primo giorno di viaggio”

qui la nostalgia di casa risulta ”non pervenuta”.

ecco, qui sta la quinta essenza: non e’ che siano diversi da quelli che rimangono a casa.

Anche qui ci sono i patiti del pallone per cui la domenica - magari più’ tardi del solito causa fuso orario - la partita e’ obbligatoria ( pensate che qualche anno fa’, mi dicono, c’era persino un mini totocalcio, con le quote e le giocate da cercare nei pochi locali degli italiani), quelli che parlano solo di soldi, quelli che sanno sempre qualcosa più’ di te..

pero’ qui, alla fine, la consapevolezza di non avere niente di definitivo che ci aspetta da fare - sapendo che ci incontreremo dopo pranzo sotto una palma in spiaggia a raccontarci come e’ finita la notte - di non avere responsabilità , se non quella di racimolare i soldi per pagare un altro mese di bungalow, rende tutto più’ smooth

e la sensazione che qualcosa si e’ rotto - e non faccio facili accostamenti linguistici..

e che, ormai volenti o nolenti, indietro non si torna: impossibile una volta a casa entusiasmarsi per l’acquisto di un automobile di lusso, impegnare i soldi in banca (per farseli rubare legalmente da una finanza che remunera solo se stessa? no grazie!), rovinarsi la vita con un mutuo ventennale (vedi sopra..) - e poi, per lasciare cosa e a chi ?? …

seduti su una sdraio all'ombra questi sembrano solo sforzi inutili, soldi sprecati da impegnare invece molto piu’ saggiamente in biglietti aerei e traghetti destinazione Paradiso..

chi fa parte di questa genia di solitari viaggiatori che staziona in posti come questo, sa che domani e’ veramente un altro giorno, si culla nel lento alternarsi del giorno e la notte, caldo soffocante e pioggia..

i turisti sempre di corsa tra un posto e l’altro - la vacanza come riempitivo tra altre 50 settimane di lavoro ( e passa un altro anno per avvicinarsi alla pensione ), gente con la coscienza apposto, gente convinta di fare il proprio dovere - sono presenze che scorrono senza lasciare traccia, tranne forse aneddoti, di cui ridere, la sera la biliardo prima di cominciare di nuovo la ronda notturna..

koh sam..

22 marzo 2007


ci ho messo 2 giorni per riprendere un poco l’abitudine alla vita dell’isola.

tutto cambia e tutto rimane uguale.. c’e’ una vita di giorno - spiaggia, mare, bbq, bikini, olio di cocco - che ad un certo punto sparisce, inghiottita dalla tenebre - che si porta via anche la maggior parte delle personcine per bene in vacanza qui - e che lascia il posto ad una vita nascosta, che vive di immediatezza, ambiguita’, poco sentimento, molto commercio..

mi sono trovato in mezzo a questo mondo una sera, acompagnatoci da uno degli expat che vive qui buona parte dell’anno e che mi ha fatto vedere i tragitti di “quelli della notte”

molto da vedere, ancora piu’ da fare, un mondo reale per 6 ore.

la mattina finisce.

e niente rimane lo stesso..

il prossimo ciak ci trovera’ qui..

la scena iniziale e’ sempre quella..

dopo qualche giorno pero’ mi sembra una ripetizione infinita di un film che cambia solo poche scene..

mi sa che mi spingero’ oltre…

nuova isola, nuovo paesaggio, nuove notti..

Yangoon ore 08.15 - mare ore 16.30

20 marzo 2007


ieri sera ho "fatto il signore" al Trader’s hotel, l'hotel esclusivamente per turisti per festeggiare la conclusione delle sofferenze burmesi. anzi veramente ho cominciato prima a festeggiare: mi sono fatto miscelare uno “Strand sour” al bar dell’hotel “the Strand” (900 dollari a notte), retaggio di fasti coloniali, tenuto perfettamente (con delle camere a quei prezzi vorrei anche vedere..) la Lonely Planet narra che qui soggiornino personaggini del calibro di Mick Jagger, Angelina Jolie e altri magnati. posto incantevole davvero. sei a Yangoon, zona porto, marciapiedi sfatti, ristorantini all’aperto non proprio eccezionali, immondizia sparsa a terra in mucchi considerevoli con topo incorporato e poi, appena il bell-boy ti apre la porta, sei teletrasportato su Marte, muri immacolati, soffitti alti, tutto in stile coloniale originale, un tipo che suona lo xilofono, 19 gradi massimo.. poi sei al bar, musica chill out, barista a tua completa disposizione che parla perfettamente inglese, biliardo italiano li', col suo panno verde immacolato, con intorno dei tavolini alti dove appoggiare il drink, le sedie davanti al bancone foderate tutte uguali in vellutino verde, con le borchie dorate, perfette, tutte alla stessa distanza dal bancone e tra di loro.. il bar con tutti i liquori che vuoi, tutti.. orchidee rosse in fiore dentro vasetti a collo lungo tiffany, verdi anche loro, sui tavolini.. insomma la classe, quella dei film alla Humprey Bogart in “Casablanca”per capirci. e tutto a 30 cm da Yangoon. cmq dopo l’aperitivo allo Strand, buffet al Traders. arrivo e scopro un nuovo sviluppo del vizio a livelli buffet: il free flawn. cosé’ direte voi? il free flawn e’ che i drink sono compresi nel prezzo del buffet. mi sa che quando la cameriera me lo spiega mi brillano un poco gli occhi perche’ poi mi spiega pure i giorni che sono destinati al free flawn li’ al Traders.. va bene che il vino era australiano ma.. alla fine, dopo che ho assorbito quasi una bottiglia di cabernet e mangiato dal roast beef al gelato alle fragole (ho pure insegnato al ragazzo della pasta a fare gli spaghetti in modo discreto..), ero veramente senza parole.. mi facevo anche un poco schifo a dire il vero a godermela cosi’ in mezzo a tanta miseria ma.. il dramma di Burma e’ che veramente il governo (i militari ndr) se ne strasbatte della popolazione. il 90 % vive nella miseria e gli unici palazzi nuovissimi, acciaio-vetro, portoni blindati, sorveglianza, telecamere, sono quelli dei militari. la gente muore di fame e ci sono gli Yacht club e i Golf club con le guardie all'entrata circondati da muri altissimi. lo stipendio di un impiegato e’ 30 dollari al mese e gli stranieri pagano 5 dollari per entrare a vedere i templi piu’ importanti. soldi che si mangiano i militari. Senza parlare delle pulizie etniche condotte contro le minoranze, sempre dai militari. I biglietti dei mezzi pubblici (parlo dei treni, sui bus che girano per Yangoon non sono previsti posti per stranieri ndr) ai turisti costano il triplo e li paghi in dollari. Soldi che si mangiano i militari. E che compri solo in agenzia.. Ho fatto un casino per comprarne uno direttamente in stazione ma non c'è stato verso.. trovate il resoconto delle peripezie nel post precedente a questo. Ancora una volta mi viene in mente quanto consigliato dalla LP:  meglio non andare del tutto, e quindi non sovvenzionare il governo (piu’ o meno direttamente), o andare e ognuno col suo piccolo esempio, cercare di dare una speranza ai poveri burmesi?…veramente non saprei cosa dirvi e come fare per aiutare a risolvere i problemi del paese. vi dico solo che perfino il guerrafondaio di Washington ha decretato l’embargo (ma probabilmente i suoi motivi non sono puramente umanitari, da come conduce la politica estera Usa..). io ho parlato con tanta gente, ho cercato di capire, cercato - con quello che potevo - di aiutare chi mi chiedeva aiuto ma del mio passaggio non saprei dirvi chi godrà’ di piu’..
stamane sveglia alle 5, fuga in aereo per Bkk. Attraversiamo Yangoon all’alba, cinesi che fanno jogging, nebbiolina che si alza dal lago, scintillio della guglia del tempio che domina la capitale, i primi ristori aperti con i fuochi accesi dentro, sotto le pentole, in mezzo alla strada, silenzio, stormi di passeri che invadono gli alberi, e poi la tristezza dall’aeroporto, della hall anni 40 in disfacimento organico, della pista decrepita..
gia’ all’aeroporto di BKK si respira tutta un’altra aria che a Yangoon. scendo dall’aereo e sto quasi per prendere un mezzo per farmi portare in citta’ e poi mi dico che non ho più’ voglia di sbattimenti per un poco e .. mi compro un biglietto per il mare. prima di fare il check-in mi fanno accomodare nella lounge.. poltrone soffici, drink a volonta’, dolci di cocco.. insomma sto molto meglio di ieri. il volo e’ un poco burrascoso causa turbolenze ma.. quando l’aereo comincia scendere e sotto di me si vede il mare verde smeraldo non posso che dirmi.. strana la vita! (e militari bastardi!)

Burma. 56 k da Yangoon 2

19 marzo 2007


no good news.


sabato ho cercato di comprare un biglietto per andare in treno a Mandalay - nel nord del paese - che sembra essere un bel posto, pieno di templi ecc -Pensavo di fermarmi qualche giorno lì e poi spostarmi in zona dove ci sono altri posti belli da vedere, ma qui anche fare le cose più’ semplici puo’ essere molto difficile. Ho chiesto al desk di un’ agenzia che è nel mio hotel e, alle 5 di pomeriggio, i 2 ragazzini che erano "on duty" mi hanno detto che non potevo comprare il biglietto per il giorno stesso e che la biglietteria della stazione era gia’ chiusa. Alla mia domanda se stavano scherzando mi hanno detto di no e riso in faccia.
Inutile dire che sono uscito dall’hotel e ho preso subito un taxi diretto alla stazione. Arrivo in stazione - tra l’altro fatta con 4 tetti a pagoda, bella - e.. scoppia il panico!!
Al momento sono l’unico straniero presente, e i pochi probabilmente che sono passati di qui avevano fatto comprare i biglietti da qualche agenzia. Vado, anzi vengo portato, ad una biglietteria e qui un altro ragazzino mi spiega piu’ o meno chiaramente l’orario dei treni per Mandalay. Gli dico ok, voglio comprare 1 biglietto per domani mattina alle 6 am. Esce dalla biglietteria e mi porta in un altro ufficio, dove vendono i biglietti ai turisti. Qui mi rifanno la spiegazione dell’orario dei treni e mi dicono i prezzi. Quando gli dico che voglio comprarne uno, mi dicono che il treno delle 6 e’ gia’ pieno. e di tornare il giorno dopo per comprare il biglietto del treno che parte alle 12,45 pm. impossibile comprarlo ora. Ok. Torno il hotel e dò dei fessi ai ragazzini dell’agenzia, che tutti sappiano che non si prende per il culo un turista impunemente!!
La mattina dopo torno in stazione e … stessa risposta: il treno delle 12.45 e’ pieno. Comincio a pensare che non vogliano vendermelo (nonostante il prezzo per i turisti sia triplicato rispetto ai locali e da pagare in us dollars cash..) Esco sconsolato dalla stazione e guardo un treno che parte stracolmo di gente. Chiedo ad un passante se il treno che va a Mandalay e’ come quello che sta passando e lui, che forse non ha capito una parola di quello che gli ho detto, mi dice di si. Vede la mia faccia un poco insoddisfatta (il treno era parecchio malconcio oltre a essere strapieno) e lui mi dice “this is Burma, my friend..”. Torno albergo e poi in camera mia ma non sono soddisfatto, allora scendo e mi informo per i biglietti per il bus per Mandalay. stessa scena del giorno prima - anche se ora dietro il desk nella hall ci sono altri personaggi.
Alla fine, visto che non credo alle loro parole, una signorina più "sensibile" dei suoi colleghi mi fa capire che se voglio comprare un biglietto per il bus devo tornare in stazione e cercare una delle agenzie li’ vicino.
Oramai in stazione cominciano a conoscermi… trovo un’agenzia e per 18 us dollar compro un biglietto per il bus top della gamma (A/C e addirittura, udite udite, sedili reclinabili..) Torno raggiante in albergo sventolando il mio biglietto sotto il muso dei tipi del desk dell’agenzia, e faccio il nababbo lasciando 1 dollaro di mancia alla signorina intraprendente, scontentando tutti gli altri. 
Alle 13 check out.
Taxi.
Stazione dei bus.
Spettacolo dantesco (girone infernale...) Intanto per entrare col taxi nell'area dei bus dobbiamo pagare il pedaggio, e nonostante abbia qualche miliardo di chilometri sulla schiena, questo mi era mai successo.
Ci sono centinaia di bus di tutti i tipi e in tutte le condizioni, alcuni smontati e cannibalizzati direttamente nel parcheggio, che stazionano.
Troviamo il mio, scendo, scarico il bagaglio. altro controllo biglietti - vogliono addirittura il mio passaporto - l’unico "viso pallido" in zona sono io. Il bus parte alle 4pm e devo aspettare 35 minuti. Sono immediatamente assalito dai venditori ambulanti che vogliono vendermi di tutto: arance, acqua, coca cola, bevande strane con nomi sconosciuti e dai gusti improbabili, tagliaunghie, accendini, gomme da masticare,biscotti, ancora arance, acqua, banane, giornali, magliette e altro ancora. Essendo l’unico turista sembro attirarli come il miele..
Trovo un posto dove sedermi mentre la processione continua instancabile.
Alla fine apro il mio zaino e tiro fuori un sacchetto con delle arance che avevo comprato in citta’ e una bottiglia d’acqua e questo un poco li placa. Alcuni pero’ si avvicinano e si accontentano di guardarmi, come fossi una statua vivente.. (come in India, niente di non superabile ma irritante alla lunga..)
Mangio l’arancia, e nasce il problema delle buccie. cerco un cestino.
Niente.
Chiedo e mi fanno segno di buttarle a terra.. che scemo che sono .. non ci avevo pensato!!
Intanto le sedie vicine alla mia si riempiono di altri che aspettano di partire - in prevalenza donne con bambini piccoli che gia’ piangono. Fa anche parecchio caldo.  I maschi masticano bethel e, non ve lo dico neanche, lo sputano a terra, lasciando tracce rosse del loro passaggio. sigarette di erbe sconosciute e puzzolenti appestano l’aria.
Arriva il bus.
Noto subito che, siccome ha l’aria condizionata, i finetrini sono sigillati. intanto la calca aumenta. e fa sempre un caldo porco. Ad un certo punto mi alzo e vado a vedere come sono i sedili del bus “top della gamma burmese” che mi portera’ a Mandalay.
Strettini per passarci 12 ore ma insomma… torno al mio posto e un faccia di culo mi ha preso il posto. I bambini piangono sempre, la processione di venditori e’ ripresa. Si deve essere sparsa la voce nella stazione dei bus che un fesso di straniero e’ in zona perche’ mi sembrano ancora piu’ numerosi - e ora che non ho piu’ niente in mano sono di nuovo tutti pronti a vedermi qualcosa. Chiedo dove posso lavarmi le mani e mi indicano uno stanzino dove sotto un lavandino da galera nepalese scorre un rigagnolo di acqua che neanche dopo il trattamento di scorie radioattive potrebbe essere piu’ contaminato.
Non sono niente contento. improvvisamente il bus apre le porte, e scatta l'assalto all’arma bianca per salire.
A me viene in mente una situazione che ho già vissuto alla la stazione dei bus di Medan (capitale dell’isola di Giakarta, in Indonesia) dove, qualche anno fa’, con Deborah - la mia quasi moglie americana - abbiamo lottato strenuamente per ore con i venditori abusivi per comprare un biglietto per andare a Parapat (e come risulato , viaggiare per 8 ore attaccati alla porta del bagno di un VIP bus..). E in sequenza mi viene in mente il viaggio che ho fatto subito dopo, sempre in bus, questa volta alla ricerca di Deborah, intanto "scappata" perché avevamo bisticciato, verso Bukittinggi sempre in Malesia. Un viaggio epocale nella sua devastante durezza. 12 ore di curve sui sacchi della posta (inutile dire che come ciliegina sulla torta il bus faceva anche servizio di posta con il risultato che si fermava ad ogni gruppo di case dove c'era un ufficio postale  a ritirare e consegnare missive e che alla consegna/prelievo corrispondeva un cambio di posizione nella composizione da tenere) in compagnia di un povero ragazzo inglese incontrato casualmente in stazione. Eravamo seduti nel corridoio di un bus senza A/C ma con i finestrini bloccati e con l'unico finestrino che si apriva proprio vicino a noi - in corrispondenza della porta posteriore da dove caricavano i sacchi della posta -  con il risultato che tutta la notte ci sono passati sopra la testa sacchetti di vomito degli altri passeggeri del bus che pativano la strada.. Quel viaggio ha segnato la mia esistenza e ancora adesso che ne scrivo mi viene la pelle d'oca.    
Penso  a tutto questo e appena salito sul bus destinazione Mandalay vedo che il mio posto e’ vicino al bagno anche stavolta, che i finestrini sono sigillati anche stavolta e il fumo delle sigarette restera’ chiuso con noi per almeno 12 ore (francamente inutile sperare che si astengano dal fumare, e poi penso che sia comunque permesso), che l’immondizia si accumulerà a terra e in poche ore fermenterà’ sprigionando aromi insalubrissimi, che i bimbi piangeranno come dei pazzi tutta la notte, che il bethel scorrera’ a fiumi, che ho visto un impianto stereo e ci sono moltissime probabilità di sorbirmi musica pazzesca a volumi assurdi tutto il viaggio, che…. poi mi viene in mente una cosa, forse suggerita dallo stesso spirito di sopravvivenza che antropologicamente ci ha fatto evolvere..
una domanda che si cristallizza  nel mio cervello e che chiede:
ma che cazzo sto facendo qui??
ma che me ne frega dei templi di Mandalay, alla fine??
Belli sicuramente ma ne ho visto già 3000 in questi giorni a Yangoon e poi .. Sono in vacanza, mica devo per forza impazzire per vedere tutto!!
Quindi, probabilmente già con un accenno di sorriso sulle labbra, mi riprendo lo zaino in spalla, faccio segno alle signorine che controllano i biglietti che per questa volta il bus per Mandalay partirà senza di me e salto su un altro taxi.
Destinazione Yangoon! (ndr il ritorno - per lo stesso tragitto - costa 2 dollari meno, decurtato probabilmente della percentuale pretesa dai tipi dell’hotel..)


La signorina della reception mi dà di nuovo la mia chiave - è un’altra che mi ha fatto fare il check out e quindi per lei non me ne sono mai andato - e me ne torno in camera come se niente fosse.
Il nuovo porter mi chiede : “bello il viaggio?” - ignaro che manco dall’hotel solo da 2 ore.
Lo guardo e gli rispondo un “no, grazie” che lo lascia un poco incuriosito.


Ma non e’ finita.


Decido che Burma non e’ il posto dove voglio passare le 4 settimane previste dalla mia data di ritorno, che avevano ragione quelli della sezione di LP che consigliavano di non venire qui e che devo quindi cambiare data di rientro sul mio biglietto aereo.


Stamattina parto di buonora (dopo aver incontrato un canadese di cui vi parlero’ in un’altra occasione) e arrivo all’uffico della AirAsia (.com..) - la low cost company che mi ha venduto il biglietto per venire qui.


Aprono alle 11.
Spettacolo!
Un ufficio di una compagnia aerea che apre alle 11.. in Occidente sarebbe il sogno proibito dei dipendenti! 
Ho tempo di cincischiare ancora 1 ora in zona e trovo un internet cafè.
Entro e scopro che questo da cui vi sto scrivendo - che non e’ lo stesso - e’ un posto di sovversivi. dallo SpiderWeb di stamani non si potevano vedere ne’ il mio blog ne’ Netscape, Gmail, insomma quasi niente.
Per evitare il rischio che chiudano quello da cui vi scrivo ora vi dico solo che e’ vicino al Trader Hotel (centralissimo..)
Passa l’ora e vado all’office delle AIRASIA (segnatevelo e spargete la voce perché’ sia boicottata assolutamente).Qui per cambiare la data del rientro sul mio biglietto comprato a Bangkok e pagato 70 dollari andata e ritorno, pago la bellezza di 83 DOLLARI.


Alla faccia del customer care service.


Quando ho il biglietto in mano e mi alzo dalla sedia dell’ufficio, non posso che rispondere “it’s been a pleasure” al “bye bye” della segretaria che mi ha venduto il biglietto.


domani la libertà’.

Burma. 56 k da Yangoon

17 marzo 2007


sono al terzo internet cafe da ieri.. questo, nonostante la velocita’ di connessione sia lentissima, con un paio di accorgimenti mi permette addirittura di scrivere sul blog.
dovete sapere che usando internet explorer e digitando quasi tutti gli indirizzi più usati nel mondo occidentale (che qui non riporterò per ovvi motivi..) la pagina si blocca e viene fuori un messagio che informa che hai cercato di accedere ad un sito non autorizzato.
poi stamattina arrivo qui e la tipa che gestisce il cafe mi dice che basta usare firefox come browser e si aggira il problema.
cmq la vita qua non e’ proprio ai massimi. mi sembra di essere tornato in India (e non mi era piaciuta tantissimo l’India)
la citta’ e’ stata costruita con stili architettonici inglesi e girando per il centro sembra di fare un viaggio nel tempo. molte costruzioni sono pero’ state abbandonate al degrado e chiuse. palazzi che erano destinati a universita’ e palazzi del governo ora sono abitati. le cancellate sono costruite - rattoppate - con filo spinato e residuati bellici. camminare sui marciapiedi costringe a continue gimkane tra buchi profondi e cumuli di immondizia. come molte nazioni ex colonie britanniche la popolazione e’ composta da locali, indiani trasportati qui probabilmente per usarli come forza lavoro e gli immancabili cinesi (c’e’ persino china town..) tutti vestono il longi (le donne lo indossano con una piega laterale - alcune , piu’ civette, hanno addirittura un mini spacco laterale -, gli uomini lo annodano sull’addone) e usano le infradito - anche qui, alcune donne accennano un tacco, ma anche in questo caso minimo. la sera non c’e’ illuminazione nelle strade. i tassisti, che devi continuamente usare perche’ la citta’ e’ grande e i mezzi pubblici proibiti agli stranieri, viaggiano su auto a pezzi, la notte non usano quasi le luci, fanno dei pezzi lunghissimi in folle per risparmiare il gas del serbatoio e si viaggia quasi a passo d’uomo, aria condizionata no.. mangiare qualcosa e’ parecchio difficile fuori dai ristoranti del centro. io, che voglio sempre fare lo spiritoso, ho provato a mangiare in un mercatino e il risultato sono stati 2 giorni di dissenteria feroce. quando mi stupivo in tailandia di poter mangiare tutto senza proccupazioni mi riferivo a questi pericoli. sono anche stato dal dottore (ossia, sono andato in una farmacia e nel retrobottega una signora che si dichiarava dottore mi ha misurato la pressione e il battito cardiaco prima di darmi delle pastiglie che hanno funzionato pero’..) … ( intro - sono appena entrati 2 cazzo di americani nell’internet cafe che pensano di stare a casa loro - anzi probabilmente a casa loro non si comporterebbero cosi, i minchioni..)
cmq oltre alle grane Yangoon offre anche parecchie attrattive:
nel centro della citta’ ho visitato Sule Paya , bello e strano allo stesso tempo, piazzato cosi’ in mezzo ad una rotatoria e con ai lati dei negozi, si.. avete capito bene, ai lati del tempio hanno ricavato degli spazi e all’interno ci sono assicuratori, professionisti.. stranissimo
e attraversando la strada della rotatoria, una moschea.. e a poca distanza un’altra e poi China town con i suoi odori, i pesci secchi, le uova tenute mesi - penso sotto calce - e che dovrebbero essere una prelibatezza (che non ho provato ndr), le farmacie omeopatiche dove compri polveri di cose che non sai neanche cosa siano..
e poi Shwedagon Pagodla pagoda di Schwedagon, tempio fantastico, enorme, tutto dorato, perso nel tempo..
e lo Scott market, dove ogni tanto folate di turisti sciamano, pronti a farsi attirare dallo sberluccichio dei manufatti in oro, dalle gemme , dai longi di seta, di cotone, misti seta/cotone (mi sono fatto una cultura prima di comprarne un paio anche io..)
cmq il pezzo forte rimane Shwedagon Pagodala pagoda di Schwedagon!
sono rimasto praticamente tutto il giorno in giro per il tempio senza mai smettere di scoprire qualcosa che non avevo visto.. le offerte di sigarette - accese come candele e lasciate a consumarsi per ingraziarsi questa o quella divinita’ (mai visto .. le multinazionali del tabacco potrebbero sponsorizzare l’iniziativa.. chissa’ che tra qualche anno non ci si trovi davvero la scritta pubblicitaria di una marca di sigarette sotto l’altarino delle offerte..) - il rituale di purificazione da destinare alla divinita’ che ti viente assegnata in base all’anno di nascita (io sono guinea pig.. e ho fatto le mie belle cerimonie al tabernacolo della mia divinita’ di riferimento.. se si avvera tutto quello che ho chiesto sono apposto per due vite..) poi il masso da sollevare 3 volte dopo aver espresso ancora dei desideri (se la tua anima e’ pure il sasso sara’ leggero come una piuma, mi dice la guida - che pero’ mi informa anche che quella particolare pietra e’ soprannominata “the Nixon stone” perche’ sembra che l’allora non ancora presidente degli Stati Uniti fosse passato di qui prima di essere eletto e che , nonostante la usa carriera politica, avesse sollevato la pietra senza particolari sforzi....), e i 3 (numero ricorrente come vedete) giri da fare in senso orario intorno al tempio pregando, e i suoni della campane rituali che ogni tanto rimbombano, e i canti dei monaci.. veramente notevole!
e oggi faro’ visita ad altre stupa in citta’
faccio parecchie foto ma di mandarle nella fotogalley non se ne parla nemmeno da qui
dovete aspettare un mese..
resto ancora qualche giorno qui e poi scappo a Mandalay
avevo previsto una permanenza di 4 settimane ma mi sa che rimarrò meno..
che strano non poter controllare certi siti di posta elettronica ma poter scrivere quello che ti pare sul tuo blog..


ciao

Lazzaro avrà spezzato le catene 1.1?

13 marzo 2007


negativo.

la versione beta de “la liberta’ di Lazzaro” non ha passato il debug.

stavo lentamente lasciando che la birra Chang si facesse strada nelle mie sinapsi ( meritatamente visto che e’ il mio ultimo girono a Bkk , ho fatto tutto quello che dovevo fare prima di partire e non ho fatto nessuna serata particolarmente alcolica in un mese ndr) quando , dalla mia postazione in seconda fila in un ristorante con vista sul passeggio, chi ti spunta in mezzo alla strada?

Lazzaro (con borsa tracolla) con madame…

vabbe’, cadauno su vida

volevo solo aggiornarvi prima di andare in apnea per un mese ( Burma, anzi chi governa Burma e la rete sembra che non convivano benissimo..)

cmq stavo pensando che questo fatto mi lascia un appuntamento con la storia, anzi la Storia..

seguiro’ la cronaca e chissa’ che tra un decennio non riveda Lazzaro in prima pagina..

e , senza neanche leggere la notizia, mi sentiro’ colpevole di non aver fatto niente per evitarlo..

mah..

cadauno su vida.