mercoledì, gennaio 02, 2008

freegans

interessante nuovo fenomeno, di origine americana, che sembra stia facendo proseliti anche nella vecchia Europa.
Stufi di vivere in una società che spreca, inquina, sfrutta senza dar segni tangibili di voler cambiare il corso del suo operato, i freegans stanno tentando un cambiamento.
Cercare di boicottare le aziende che per i loro prodotti sfruttano i dipendenti o utilizzano prodotti nocivi per l'ambiente può diventare una ricerca infinita e a volte inutile.
Il problema non è da cercare nelle varie aziende che seguono solo il loro profitto, ma nell'organizzazione in se stessa.
La soluzione proposta dai freegans è da trovare in un cambiamento profondo delle nostre abitudini e di conseguenza nelle nostre società.
La parola freegans è composta da free ( "libero" o "gratuito" in inglese) e gans contrazione di vegans ( i veganiani evitano cibi o prodotti di derivazione animale o testati su animali)
Oltre quindi a fare attenzione a cosa mangiano e a cosa vestono, le proposte di cambiamento sono varie: dal ritirare il cibo che andrebbe buttato ( perchè vicino alla scadenza o magari a causa di confezionamento imperfetto - e ridistribuendolo a chi ne ha bisogno), a sensibilizzare le grandi corporation ( che, ad esempio, tengono vuoti per motivi speculativi degli immobili che potrebbero dare riparo a chi un tetto non ce l'ha), ecc ecc.
Ma anche camminando di più, usando la bici, l'autostop per spostarsi, e utilizzando energie pulite per il riscaldamento, riciclando aiutiamo il pianeta.
Le statistiche dicono che fino al 40% del cibo negli Stati Uniti va buttato.
Probabilmente sono vicine a queste percentiuali anche le altre società occidentali.
I metodi per recuperare i prodotti variano: ad esempio con la complicità dei ristoratori o dei dipendenti di una qualunque supermercato si possono raccogliere quantità ingenti di prodotti alimentari, e non, ridistribuibili a chi ne ha bisogno.
Questo permette l'utilizzo di prodotti che altrimenti, a causa della logica del consumismo, andrebbero distrutti e quindi andrebbero ad incrementare l'inquinamento globale senza aver avuto nessuna utilità pratica ( a parte, forse, quella di incrementare fittizziamente le contabilità di qualche grande azienda).
Dalla Spagna arriva questo manualetto "Guida della sopravvivenza urbana di Alicia" di Alicia Martinez, del quale ci informano nell'articolo che trovate qui sulla pagina web de "il Corriere della Sera"

mi sembra un bel proposito per l'anno nuovo..

e sul genere denuncia di un sistema che non funziona ( il consumismo), segnalo questo volume
autore John Perkins
Titolo Confessioni di un sicario dell'economia
edito da Minimum fax


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Qui il sito americano dei freegans

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