sabato, dicembre 08, 2007

Altro che minuto di silenzio..




Una strage.
Probabilmente annunciata.
Ma vuoi che una “povera” multinazionale, con sede in Germania, riduca gli orari di lavoro o migliori le condizioni di lavoro per salvaguardare la vita e l’impegno di un operaio?

No.. “sacrificare” qualche centinaio di migliaia di euro e far scendere la curva dei profitti non si può!!

Magari poi il manager (certo con stipendi da 250.000 euro o più all’anno…) responsabile (si fa per dire..) dello stabilimento di Torino non voleva fare brutta figura col CdA e ci teneva proprio a quel premio di produzione annuale..

E così 3 operai - ma ancora non è finita sembra - Antonio Schiavone 36 anni (e 3 figli), Roberto Scola, 32 anni (e 2 figli), e Angelo Laurino, 43 anni (e 2 figli), 3 persone che si guadagnavano il pane lavorando in quegli inferni danteschi moderni che sono le acciaierie, sono bruciati vivi e poi morti.

Gli estintori - che avrebbero dovuto essere controllati periodicamente (dice la legge ndr) - erano mezzi vuoti.

Dagli idranti non usciva acqua.

Ora ne parlano i giornali, Napolitano e gli altri alla prima della Scala a Milano fanno il "minutino di silenzio d’ordinanza" e tra 2 settimane è Natale e chi se li ricorda più i morti dell’acciaieria di corso Regina Margherita a Torino la settimana prossima?

Ora ci assicurano che gli ispettori controlleranno, che la giustizia farà il suo corso ecc..

Mi chiedo però:

dove cazzo erano gli ispettori del lavoro prima?

dove cazzo erano i responsabili della sicurezza?

e dove cazzo erano i rappresentanti sindacali?

e come cazzo faranno a punire i responsabili dell’azienda se la macchina della giustizia italiana ha tempi lunghissimi e i quadri dirigenziali flessibilissimi quando è ora di pagare di persona?

che tristezza.
e che sensazione di impotenza.

un abbraccio alle famiglie.

ps: Il discorso vale per tutti: conosco diversi piccoli/medi imprenditori che, nella serata giusta, farebbero commenti sulla questione del tipo: ”va già bene che ce l’hanno un lavoro.. possibile che per poter lavorare tranquillamente devo spostare lo stabilimento in Romania?”
Non sono favorevole alla violenza tout court ma in alcuni casi può fare solo del bene…

psps: il sito dell’acciaieria con sede in Germania è questo:

http://www.thyssenkrupp.de/

chissà se anche al loro paese hanno degli stabilimenti nelle stesse condizioni e dei responsabili alla sicurezza che dormono in piedi..

qui invece quello del responsabile per l'Italia, dott Giovanni Bertoni (con sede alla palazzina Valadier a Roma, se non vi dispiace ..)

http://www.thyssenkrupp.de/en/europa/italien/index.html

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