Terremoto di 5,9 gradi Richter fa 57 morti in Turchia. Migliaia le persone riversatesi nelle strade, svegliate di soprassalto dalle risate
per non dimenticare..
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mercoledì, marzo 10, 2010
da "La Palestra" del blog di Daniele Luttazzi
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11:23 PM
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la striscia rossa dell'Unità
La strategia di Berlusconi sembra aver perso qualsiasi altro orizzonte che non sia quello di garantire la propria immunità, spostando periodicamente l’attenzione verso problemi spesso artificiosi. Nel frattempo l’Italia continua ad avvicinarsi al baratro. El Pais
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qui il link per la versione web della Striscia Rossa de l'Unità on line
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domenica, marzo 07, 2010
regole fluide?
commentare la situazione in cui siamo a livello istituzionale è molto difficile.
sempre di più si sta delineando un modo di governare che fatica a rispettare le regole fondamentali con il pericolosissimo rischio di deviazioni dal corso democratico di un paese che stenta a reagire all'impasse.
Andare contro la Costituzione (art 72) con il bene-placido di questo presidente della repubblica ha di fatto detto che le regole valgono solo per noi.
I padri costituenti hanno scritto le regole nella Costituzione e le hanno considerate tanto fondamentali da aver previsto che non possano essere cambiate con maggioranze semplici proprio per evitare quanto siamo costretti a registrare in questi giorni.
Invece adesso scopriamo che si vorrebbe cambiare la Costituzione addirittura con un decreto interpretativo.
mah..
qui di seguito riporto parte del commento della direttrice de l'Unità sulla faccenda.
la versione integrale del commento la trovate nel link in fondo al post
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Umiliati gli onesti
Il partito del fare e del malaffare, del fare un po' come gli pare - dell'abuso e del condono, del sopruso e del perdono, della cricca che sono - ha digrignato i denti e sfoderato braccia tese, ha minacciato mostrando la bava, «non ci fermeremo davanti a niente», poi ha fatto la voce sottile e il pianto da vittima quando del danno era artefice. Ha infine preteso, battendo i pugni, di cambiare le regole in corsa. Prima della Costituzione (articolo 72, nessun decreto in materia elettorale) ha infranto, gettandolo a terra tra risa di disprezzo, quel che resta del senso dello Stato...
continua...
qui continua il commento di Concita su l'Unità on line
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La pagella diventa a pagamento
segnalo questo interessante articolo di Flavia Amabile su la Stampa dalla lettura del quale scopro che esiste un altro - verrebbe da dire l'ennesimo ndr - malcostume nelle istituzioni italiane.
con questa logica da mercato rionale di provincia bulgara che caratterizza le deliranti iniziative di un governo di cialtroni, intrallazzoni e incapaci di gestire la cosa pubblica, i fondi per l'istruzione vengono dirottati altrove - chissà, magari per costruire nuovi centri benessere dove i nostri prodi gestori abbiano modo di ritemprare le stanche membra ndr - e ci troviamo di fronte alla nascita di iniziative da parte dei dirigenti delle scuole dell'obbligo che fanno dubitare che qualcuno dei signori responsabili abbia cognizione dell’articolo 34 della Costituzione.
che detta, integralmente:
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La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
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certi che i direttori delle scuole elementari e medie del BelPaese abbiano letto e capito il significato delle parole "obbligatoria" e "gratuita" - in caso contrario qualora i dizionari fossero troppo complicati per i vostri stanchi cervelli, scrivetemi pure e vi deluciderò sull'etimologia dei lemmi ndr - non si può che leggere inorriditi di direzioni scolastiche che non consegnano le pagelle degli alunni ai genitori che non pagano il "contributo volontario" - trasformandolo di fatto da volontario a obbligatorio.
la giustificazione di tale prevaricazione sarà pure la mancanza di fondi ma che invece di protestare con il governo si rivalgano sui cittadini è incredibile.
ci sono gli estremi per considerare queste operazioni come abusi di ufficio, credo..
un paese allo sfascio.
che mortifica il sistema educativo come se non fosse proprio l'educazione dei cittadini la garanzia del rispetto delle Istituzioni e della Società.
e mi raccomando, il 28, confermate il vostro gradimento per la rovina in cui langue il paese votando chi lo ha gestito come se fosse cosa propria e se dovesse finire tutto nel 2012.
mah...
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qui il link per l'articolo di Flavia Amabile su La Stampa on line
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lunedì, marzo 01, 2010
Formigoni a rischio

;D;D;D
dal sito de l'Unità on line
aggiornamento:
nessun rischio elezioni. Papi lo ha rimesso in corsa piegando le regole.
ah.. tra l'altro.. ma non ce n'era un'altra di regola che diceva che una carica non può essere ricoperta per più di 2 mandati?
e il sig Formigoni a che numero è di mandato?
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domenica, febbraio 28, 2010
"Ogni paese la sua usanza" di Moni Ovadia
tristemente realistico il commento sulla situazione italiana che Moni Ovadia paragona a quella americana.
ho visto anche io le immagini del presidente della Toyota che rispondeva alle domande dei parlamentari del Congresso USA e non posso che concordare con le sue parole.
con un evidente imbarazzo.
povera Italia
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qui il link per il commento di Moni Ovadia da l'Unità on line
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giovedì, febbraio 25, 2010
Appello per la libertà del pensiero economico
ho appena trovato questo sito di economia.
www.sbilanciamoci.info.
navigando nel sito, a cui collaborano professori universitari (anche della nostra università), economisti esperti del settore, studenti e chi si interessa alla questione, ho scoperto un'idea etica dell'economia che mi interessa e sono d'accordo con la richiesta di un'economia attenta alla sostenibilità dello sviluppo, che già esiste concettualmente e che dovrà essere utilizzata perché quella che ha governato i sistemi economici finora e che basa tutto sul mercato non ha funzionato.
Negli ultimi anni abbiamo dovuto riscontrare che il mercato non può essere lasciato solo perché gli speculatori non si fermano davanti a nulla per il vantaggio di pochi.
Mentre il concetto di sviluppo nella civiltà deve intendere una crescita collettiva, integrazione, interazione, sostenibilità.
Non frammentazione di interessi piegati alla finanza.
la logica del consumo non ha futuro se vogliamo avere un futuro.
senza per forza essere degli economisti e quindi senza bisogno di aver delle conoscenze specifiche nel campo, potete rendervi conto da soli leggendo questo appello che ho trovato "linkato" nel sito e che mi sembra raccolga molte delle tematiche che sono nel sito.
in fondo ho inserito anche il link per firmare la petizione legata all'appello dell'economista Sylos Labini
ad maiora
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03/02/2010
sbilanciamoci.info aderisce al "manifesto per la libertà del pensiero economico", lanciato dall'Associazione Paolo Sylos Labini.
Ecco il testo dell'appello
1. La teoria dominante è in crisi
Oggi dopo anni di atrofizzazione si affaccia un nuovo sentire al quale la scienza economica deve saper dare una risposta. La crisi globale in atto segna un punto di svolta epocale. Come in tanti hanno rilevato, oggi entrano in crisi le teorie economiche dominanti e il fondamentalismo liberista che da esse traeva legittimazione e vigore. Queste teorie non avevano colto la fragilità del regime di accumulazione neoliberista. Esse hanno anzi partecipato alla edificazione di quel regime, favorendo la finanziarizzazione dell’economia, la liberalizzazione dei mercati finanziari, il deterioramento delle tutele e delle condizioni di lavoro, un drastico peggioramento nella distribuzione dei redditi e l’aggravarsi dei problemi di domanda. In tal modo esse hanno contribuito a determinare le condizioni della crisi. E’ necessario ricondurre l’economia ai fondamenti etici che avevano ispirato il pensiero dei classici.
2. E’ urgente riaprire il dibattito economico
E’ urgente riaprire il dibattito sulle fondamenta delle diverse impostazioni teoriche presenti nel campo economico. Occorre respingere l’idea – una giustificazione di comodo per tanti economisti e commentatori economici mainstream – che esista una sola verità nella scienza economica. Occorre dare spazio alle teorie alternative – keynesiana, classica, istituzionalista, evolutiva, storico-critica nella ricchezza delle loro varianti – nell’insegnamento e nella ricerca. Occorre adeguare ai tempi i nostri strumenti, assumendo l’analisi di genere nei nostri studi. E’ necessario dare “diritto di tribuna” ad ogni nuova idea economica nel segno della libertà e del libero confronto. Le concentrazioni di potere (nelle università, nei centri di ricerca nazionali e internazionali, nelle istituzioni economiche nazionali e internazionali, nei media), come quelle che hanno favorito nella fase più recente l’accettazione acritica del fondamentalismo liberista, debbono essere combattute.
3. Un’economia al servizio delle persone
La scienza economica dev’essere intesa in modo ampio, senza definizioni unilaterali e con piena apertura all’interscambio con le altre scienze sociali. L’obiettivo della ricerca dovrebbe consistere nella comprensione della realtà sociale che ci circonda, come premessa per scelte politiche dirette a migliorare la condizione di vita delle persone e il bene comune.
4. Un metodo non più fine a se stesso
A questo fine va indirizzato l’utilizzo delle tecniche disponibili, dall’analisi storiografica a quella econometrica, dall’analisi delle istituzioni alla costruzione di modelli matematici, senza preclusione verso alcuna tecnica ma allo stesso tempo senza che la raffinatezza tecnica dell’analisi divenga un obiettivo autoreferenziale, fonte di conformismo e di appiattimento nella formazione delle giovani leve di economisti. Per questo, va favorito un confronto critico tra impostazioni e analisi diverse.
5. Una nuova agenda
Suggeriamo cinque temi – su cui promuovere studi e iniziative – che ci sembrano di particolare rilievo nella fase attuale:
a. Mercato, stato e società. Dopo decenni in cui il mercato e la sua presunta “mano invisibile” hanno invaso gli spazi dell’azione pubblica e delle relazioni sociali, è necessario pensare nuove forme di integrazione tra mercato, stato e società, con attenzione per i temi della democrazia, della giustizia, dell’etica, in un quadro di sostenibilità ambientale dello sviluppo;
b. Una globalizzazione dal volto umano. Dopo una mondializzazione dei mercati trainata dalla finanza e priva di regole, è necessario pensare a un’integrazione internazionale tra i popoli che sia democraticamente governata, che alimenti i flussi di conoscenze e di persone accanto a quelli di merci, e che promuova la cooperazione sociale anziché la feroce competizione globale.
c. Un nuovo umanesimo del lavoro. E’ necessario ripensare il ruolo del lavoro nelle società moderne, come fonte di reddito dignitoso per tutti, di conoscenze, di relazioni sociali e come strumento di formazione ed emancipazione civile dei cittadini.
d. La riduzione delle disuguaglianze. Le differenze di reddito e di potere, tra paesi e – al loro interno – tra gruppi sociali e persone sono cresciute in modo inaccettabile ed è necessario quindi pensare ad un modello di organizzazione delle relazioni che punti realmente a ridurre le disuguaglianze sociali, territoriali, tra uomini e donne e tra le singole persone. Questo è necessario anche per individuare una credibile via d’uscita dalla crisi, che richiede un rilancio dei consumi individuali e collettivi e degli investimenti pubblici, e l’emergere di una nuova domanda da parte di paesi e gruppi che in passato erano rimasti al margine dello sviluppo e del benessere sociale.
Senza tali cambiamenti il rischio concreto è che si punti a ripristinare il regime di accumulazione neoliberista fondato sulla speculazione finanziaria, e che si alimentino per questa via crisi ulteriori ed ancora più gravi dell’attuale.
e. Uno sviluppo più equilibrato. Va favorita la transizione da una crescita quantitativa senza limiti verso uno sviluppo più equilibrato basato sulla qualità. Occorre impegnarsi per costruire degli indici alternativi al prodotto interno lordo che è inservibile e fuorviante dal momento che non riesce a rappresentare diverse attività economiche, i costi ambientali e il reale benessere della popolazione.
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qui il link per il sito sbilanciamoci.info
qui il link per firmare la petizione per l'appello per la libertà del pensiero economico dal sito di Paolo Sylos Labini
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9:39 AM
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Vauro su il Manifesto

qui il link per le vignette del mitico Vauro su il Manifesto on line
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da "la Palestra" di Daniele Luttazzi
riporto alcune delle battute postate dagli utenti sul blog di Daniele Luttazzi
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Napolitano: «Pertini grande esempio di integrità morale». Chissà cosa avrebbe fatto se gli avessero portato il Lodo Alfano.
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In Italia l’allarme frane è talmente esteso che potrebbero non essere sufficienti i centri massaggio.
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Un fiume di petrolio finisce nel Lambro, diluendolo.
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Berlusconi: "In lista nessun corrotto.” Poi c’è stato il ripescaggio.
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Pilates:
1. Berlusconi: "Noi siamo un governo che valorizza le cose positive, loro propagandano anche all'estero le cose negative del nostro Paese"
2. Berlusconi: "Noi siamo un governo che nasconde le cose negative, purtroppo all'estero non abbiamo il controllo della stampa."
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Parallele:
1. Posto sicuro alla Minetti, l’igienista dentale voluta dal premier.
2. Berlusconi compra il letto di Napoleone e lo fa allargare.
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qui il link per il blog di Daniele Luttazzi on line
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mercoledì, febbraio 24, 2010
a proposito di sputtanamenti..
ricordo ancora invettive lanciate da un palco - uno qualunque di quelli che il padrone del vapore pensa acquisiti di diritto, con strafottenza, come se tutti gli italiani fossero suoi dipendenti e tutto gli appartenesse - nelle quali il capo dell'esecutivo si lamentava dello sputtanamento che l'Italia sta subendo negli ultimi anni all'estero.
senza rendersi conto (??) che sono proprio lui e i suoi scagnozzi quelli che "lavorano per la causa sputtanamento".
se voleste una conferma potete cliccare sul link in fondo al post che porta ad una rassegna di pagine di giornali esteri che riportano, tra l'altro, la candidatura di un'igienista ex ballerina per le Regionali nelle liste del PDL e altre vicende italiche.
Comunque gli stranieri sono gli unici che si stupiscono di quanto succede nel Bel Paese.
Sui nostri giornali la notizia dell'ennesima escort in lista è passata in mezzo alle tante altre sulla corruzione dilagante, sulle imbarazzanti dichiarazioni - sempre fatte dal capo dell'esecutivo - in merito alla eleggibilità dei candidati alle prossime elezioni solo se senza carichi pendenti con la Giustizia - in un partito già farcito di condannati in ultimo grado ecc...
Bisogna ammettere che comunque poco riesce ormai a stupire una popolazione che pare sempre più fatalista, profondamente disinteressata per l'inverosimile situazione politica e che non sembra rendersi conto del danno che ciò comporta per le Istituzioni e lo Stato..
mah..
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qui il link per la gallery da La Stampa on line
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domenica, febbraio 21, 2010
guerra nel 2010

la guerra ai tempi di Star Wars: questo è quanto mi viene da pensare dopo aver letto questo articolo dal Los Angeles Times.
Infatti si parla dei DRONI, ovvero quelle macchine volanti che non hanno bisogno di pilota a bordo e che possono essere controllate da distanze grandissime (i 7000 droni che sorvolano - armati di fotocamere potentissime e di armi pesanti - l'Afghanistan e l'Iraq sono gestiti per le manovre più complicate dalla Creech Air Force Base, Nevada, USA, lontana 12.000 km ndr)
il concetto di guerra non è più da tempo uomo contro uomo e neppure tecnologia contro tecnologia: a questi livelli possiamo semplicemente parlare di potere economico contro uomo.
perché solo pochi (anzi solo 1, almeno per ora..) paesi nel mondo hanno il know-how e i fondi necessari per produrre armi di questo tipo.
deve essere difficile per le popolazioni locali - molte delle quali vivono in aree remote e in realtà rurali molto arretrate - che si vedono sorvolare da macchine volanti senza pilota che sputano fuoco sui loro villaggi credere alla buona volontà dell'intervento militare occidentale e alle vere intenzioni nei loro confronti.
mah..
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qui il link per la versione web dell'articolo dal Los Angeles Times on line (eng)
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